
La vita del creatore di Cecilia Valdés presenta i toni e i misteri di un romanzo. Non pochi dei deliberati vuoti informativi di questo appassionante racconto o delle sottili opinioni di alcuni personaggi sulla tragica realtà insulare tra 1823 e il 1830, hanno nello sfondo l’immaginario di questo scrittore di Pinar del Río.
Non mancano anche quelli che affermano che le iniziali della protagonista formano un gioco con il nome dello stesso autore.
Il romanzo in Villaverde è palpabile anche in /Lances de amor, vida y muerte del caballero Narciso/ (1994), una fiction attorno alla sua esistenza.
Il 27 ottobre si sono compiuti 210 anni dalla nascita di Cirilo Villaverde, nello zuccherificio Santiago, a Pinar del Río, nel 1812.
Per decisione familiare, si trasferì a L’Avana nel 1823, per terminar le elementari e intraprendere gli studi medi e superiori.
Questo passo sarà decisivo nell’adolescente, dato che dagli studi di legge affiorerà la sua vocazione letteraria e conoscerpà altri importanti membri della sua generazione, scrittori riuniti attorno a Domingo del Monte, come Anselmo Suárez y Romero, Ramón de Palma, José Antonio Echeverría e Pedro José Morillas.
Dopo la laurea in Legge, dal 1834, Villaverde esercita la professione in distinti studi legali de L’Avana. Senza dubbio però dopo poco tempo lascia questo lavoro per dedicarsi interamente a quelle che saranno le sue due passioni: l’insegnamento e la letteratura.
Con pseudonimi o senza, scrive per la maggioranza delle riviste e dei giornali dell’epoca come Miscellanea d’utile e gradevole ricreazione (qui appaiono i suoi primi racconti: El ave muerta, La peña blanca, El perjuro e La cueva de Taganana); Aguinaldo Habanero, La Siempreviva (nella quale appare il suo romanzo Cecilia Valdés); El Álbum; La Aurora e Rivista de La Habana, tra le tante pubblicazioni.
Fece parte della redazione del Faro Industrial de L’Avana, dove pubblicò alcuni dei suoi racconti. Per questo infaticabile impegno, Villaverde divenne forse lo scrittore più attivo e professionista di sua promozione.
Per via delle sua azioni cospirative cadde prigioniero nel 1848. L’anno dopo riuscì a scappare a Nueva York, dove continuò la sua dissidenza e i lavori d’insegnamento e le lettere. Lavorò anche come segretario del contestato Narciso López.
Nel 1855 si sposa con l’attiva rivoluzionaria Emilia Casanova.
Quando scoppia la Guerra d’Indipendenza del 1868, si somma alla Giunta Rivoluzionaria di Nuova York. Come un indipendentista, muore il 23 ottobre del 1894, dopo la pubblicazione di Cecilia Valdés (1882), il romanzo che gli ha dato un prestigio mondiale.(GM- Granma Int.)





