OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Colloquio Centenario Carilda Oliver Labra. Photo: Ariel Cecilio Lemus

Nel prossimo mese di luglio si compiranno cento anni dalla nascita d’una cittadina di Matanzas che era tutta fuoco, sensualità e cubania.
La Fiera Internazionale del Libro de L’Avana 2022 è stata lo scenario scelto stavolta per onorare la fidanzata di  Matanzas, la poetessa Carilda Oliver Labra (1922-2018).
Il dibattito realizzato dagli scrittori  Nancy Morejón, Alfredo Zaldívar, Derbys Domínguez e Marbelis Díaz ha parlato di Carilda con i più affettuosi e dolci aggettivi e anche con i più
adulatori e audaci.
Perchè lei era così, e  la sua personalità sfidante e seducente fu quella che le guadagnò il suo posto eterno tra i poeti, non solo  più letti, ma anche più amati del popolo cubano.
Nella  sala Nicolás Guillén del parco Morro-Cabaña,
 Carilda è stata descritta come una poetessa audace e femminile, che viveva pienamente la sua femminilità, comoda nel suo corpo e col suo sesso.
Marbelis Díaz l’ha dichiarata una femminista  incipiente, molto avanzata nel suo tempo , in un’epoca nella quale in Cuba il femminismo semplicemente non esisteva.


Nelle sue poesia incontriamo una donna carnale, appassionata, dedicata alla vita e completamente comoda con la sua sessualità. Anche se dipinge un personaggio maschile che l’accompagna, nei versi la protagonista è lei, padrona della sua vita, del suo tempo e del suo corpo.
/Per essere molto tua, sono tornata molto mia/ Da  quella pallottola resuscito oggi/ inauguro un’ala per la terra: sono le palpebre che si aprono con igiorno/,  scrisse nella sua poesia:  /Senza volerlo ho mangiato il tuo fantasma/.
Nancy Morejón ha segnalato durante l’incontro quelle che considera le due caratteristiche più notevoli di  Oliver Labra: l’erotismo e il suo impegno con la Rivoluzione.
Dopo la partenza dal paese di tutta la sua famiglia dopo il 1º gennaio del 1959, l’esilio divenne un tema ricorrente nei suoi testi. Anche se a volte la vinceva la nostalgia, non volle mai seguire i familiari
«Quando venne mia nonna portò con lei un poco di terra spagnola, quando mia madre se n’è andata ha portato con sé una po’ di terra ubana.  Io non porterò con me nessun poco di patria. La voglio tutta sopra la mia tomba».
Cento anni dopo la sua nascita, i versi di chi è stata catalogata come la più grande esponente dell’erotismo in Cuba si ripetono di nuovo di bocca in bocca.
La poesia più conosciuta, declamata in sussurri o a
viva voce da varie generazioni, è quella classica: «Mi disordino, amore, mi disordino / quando vado alla tua bocca, ritardata e quasi senza perché, quasi per niente, ti tocco con la punta del mio seno». ( GM- Granma Int.)