
L’Università di Milano-Bicocca, in Italia, ha fatto marcia indietro rispetto la decisione adottata di sospendere un corso sullo scrittore Fiódor Dostoyevski, uno dei principali della letteratura russa e globale, dato che la sua opera esplora la psicologia umana nel complesso contesto politico, socile e spirituale della società russa della seconda metà del XIX secolo.
La sospensione del corso è avvenuta nel mezzo di un contesto marcato dalle sanzioni imposte dall’Occidente e dall’Unione Europea contro la Russia, per via delle operazioni militari spiegate in Ucrania.
I media russi hanno segnalato che più tardi la misura è stata ritirata di fronte all’annuncio del professore incaricato del corso, Paolo Nori, che ha condiviso la decisione nelle reti sociali riportate da Telesur.
Lo scrittore e docente Paolo Nori ha spiegato che avrebbe impartito letture sul classico della letteratura mondiale, nell’ambito di quattro sessioni, cominciando il 9 marzo.
«Oggi non solo è un male essere un russo vivo in Italia, ma lo è anche essere un russo morto», ha indicato lo scrittore, aggiungendo che la situazione gli sembrava incredibile, ha riportato ancora Telesur.
Tra le persone contrarie alla sospenzsione del corso anche l’ex primo ministro e attuale senatore Matteo Renzi, che ha considerato una pazzia proibire lo studio dell’autore di /Crimine e castigo/, /I fratelli Karamazov/,tra le varie opere rilevanti, come rappresaglia di fronte al conflitto attuale. ( GM- Granma Int.)





