
Speso siamo vittime di miraggi, quando ci si assicura che se un musicista viene pagato milioni all’estero è perché dev’essere molto bravo, anche se sappiamo che non è sempre così un musicista milioni.
Nel nostro paese contiamo ugualmente con grandi artisti, ma con l’eccezione che i milioni in questa occasione rappresentano un riferimento alla quantità di persone che, per esempio, ammirano sinceramente Pedro Calvo per i quasi 30 anni in cui ha cantato nell’orchestra insigne di Juan Formell y los Van Van.
Allora cercheremo di lasciare da parte l’impatto che lascia in noi sapere delle alte somme di denaro pagate a determinati musicisti per ragioni di mercato e rifletteremo sulle prodezze di questo splendido e autentico cubano che è Pedrito Calvo nella sua piccola macchina (un polaquito), dipinto con frasi degli acclamati ritornelli, che ha fatto storia percorrendo tutta Cuba assieme alle sue canzoni.
Ma se sbagliamo quando si calcola il valore di un musicista solo da tutto quello che guadagna, non si giustifica nemmeno uno sguardo paternalistico per dire che Pedro ha avuto i suoi momenti migliori a lato di Formell, senza aggiungere niente. Rappresentare il leggendario vocalista di un’orchestra tanto famosa come Los Van Van durante la sua tappa dorata, significa niente meno che fare allusione al quarto lanciatore di una squadra Tutte Stelle, al quale Juan Formel ha sempre affidato il lancio per di buttarlo fuori dal parco ogni volta che si appropriava di un nuovo tema.
Se impressiona ancora ascoltare Pedro nelle registrazioni di “Por encima del nivel”, “Ese no es mi problema” o ·La titimanía”, ricordare il momento in cui apparvero queste e tante altre canzoni è ricreare quell’emotiva commozione di sentirci orgogliosamente cubano per via della magia della sua personale impronta cantandole.
Si tratta di un tema di tale portata come se avessimo avuto opportunità d’essere testimoni del dominio nella scena di Benny Moré, o riconoscere, una volta per tutte che se los Van Van in un momento si paragonano ai Rolling Stones, allora Pedrito, senza dubbio sarebbe il nostro Mick Jagger.
E plasmando questa sensazione di fortuna suprema a livello di nazione non esiste alcuna fortuna con la quale si può ricompensare per questa dedizione.
Resta molto da legittimare sul legato “vanvanero”, ma nel caso di Pedro Calvo, vicino a compiere gli 80 anni siamo obbligati a rendergli un omaggio maggiore, proveniente da milioni di compatrioti che lo sentiamo davvero molto nostro. (GM -Granma Int.)





