
La morte, sabato 5, del cantautore spagnolo Luis Eduardo Aute a Madrid, a 76 anni – si era ritirato dai palcoscenici dopo un grave infarto nel 2016 che lo aveva tenuto sei mesi in coma–, ha commosso il mondo dell’arte.
A Cuba sarà sempre ricordato per le sue costanti visite e la profonda relazione con i membri del Movimento della Nuova Trova, con i quali ha condiviso palcoscenici dentro e fuori dal paese, soprattutto a Barcellona nelle differenti edizioni del Festival della Canzone d’Autore Barnasant e in concerti con Silvio Rodríguez.
È stato scrittore, creatore di arti visive, attore a regista cinematografico.
Io l’ho conosciuto personalmente in occasione della chiusura del XIII Festival della Canzone d’Autore Barnasants, che era stato realizzato per la prima volta fuori dalla Spagna.
Nell’occasione Aute aveva presentato il suo quaderno lirico /Poemigas/, in un Sabato del Libro, e aveva inaugurato un’esposizione personale di pittura e scultura nell’edificio d’Arte Universale del Museo Nazionale delle Belle Arti, dove aveva ricevuto dalle mani di Abel Prieto, allora ministro di Cultura, la decorazione della Cultura Nazionale cubana.
I concerti che gli sono stati dedicati a Cuba sono innumerevoli e indimenticabili, come quello nel teatro Amadeo Roldán, con l’Orchestra dei Solisti de L’Avana, diretta dal maestro Iván Roldán, e quello che gli era stato dedicato nel teatro Karl Marx con i titolo /La trova canta per Eduardo/, nel quale si sentirono le voci di Silvio Rodríguez, Vicente e Santiago Feliú, Amaury Pérez, Carlos Varela, Karel García e Liuba María Hevia e il suo gruppo.
Averlo conosciuto e avere ascoltato dalle sue labbra il suo amore per Cuba è stato sorprendente, come per la sua musica, soprattutto quella della Nuova Trova, e il suo desiderio d’ottenere la cittadinanza cubana Avere di fronte l’autore di canzoni come /Aleluya/, /Rosas en el mar/ (dedicata alla Rivoluzione Cubana), /Pasaba por aquí/, /Al alba/, o /Quién es Caín, era senza dubbio un distintivo.
Allora io lavoravo per il giornale El Habanero, e con la mia piccola macchina fotografica gli feci alcune foto nella Sala Universale del Museo delle Belle Arti, in compagnia del promotore culturale Pere Camps, direttore del Festival della Canzone d’Autore Barnasants.
Nato a Manila, nelle Filippine, nel 1943, Aute ritornò in Spagna con la sua famiglia nel 1954 per installarsi a Madrid.
Ebbe i suoi primi contatti musicali con i membri della Nuova Trova Cubana grazie ad amici che visitavano l’Isola. Con delle registrazioni ascoltò i nostri rappresentanti, soprattutto Pablo e Silvio e quando ascoltò quelle canzoni disse che aveva trovato dei fratelli con i quali si sentiva totalmente identificato.
Venne tra di noi nel luglio del 1978, invitato dal Governo cubano al Festival Mondiale della Gioventù e gli Studenti a L’Avana.
Fece altri viaggi nell’Isola, durante il X Festival Internazionale del Cinema Povero di Gibara, a Holguín, dove fu giurato nella categoria fiction e presentò il suo lungometraggio /Un perro llamado dolor/ (2001); durante il concerto “Paz sin fronteras”, in Piazza della Rivoluzione, nel 2009, e successivamente quando veniva nell’Isola per ricevere il trattamento di riabilitazione, dovuto alla sua malattia.
Sivio ha detto di questo artista : «Aute spicca non solo per la qualità delle sue canzoni, ma anche per l’eccellenza del suo pensiero(...), è uno dei creatori più importanti dei paesi che formano la Spagna e in generale il mondo di lingua spagnola». (GM – Granma Int.)





