
Alejandro Palmarola, investigatore del JBN e presidente della Società Cubana di Botanica lo ha fatto sapere ed ha precisato, riportato dall’Agenzia Cubana di Notizie, che il montaggio del canopy che sarà uno dei più grandi di Cuba, è già quasi al termine, avrà un chilometro e mezzo d’ampiezza e si spera che sarà inaugurato in questo mese di marzo. «Questo ha detto, si unisce alle altre novità che hanno a che vedere precisamente con lo stimolo del turismo della natura nell’installazione, come i percorsi guidati in bicicletta elettrica per apprezzare in maniera diretta il Giardino di 550 ettari d’estensione, uno dei dieci più grandi del mondo, concirca tremila specie cubane e tropicali.
«Il canopy dentro al Giardino Botanico è un’attrazione differente che oltre al percorso turistico è educativo, dato che tutto quello che fa il JBN ha scienza al fondo », ha assicurato.
Poi ha aggiunto che altre attrazioni relazionate con l’installazione ubicata a 25 Km. dal centro della capitale sono i servizi scientifico-tecnici che vincolano l’università con l’impresa, la realizzazione di corsi, eventi, maestrie, paesaggismo e orticoltura.
Palmarola ha insistito che i servizi scientifico- tecnici hanno a che vedere con la promozione delle specie native nell’orticultura e il giardinaggio della città, oltre ai progetti di paesaggismo e sviluppo dei JBN per stimolare la cultura della raffinatezza e le differenti opere del paese.
L’investigatore ha indicato anche che, dato che si tratta di una delle istituzioni scientifiche che appartengono all’Università de L’Avana, la sede accademica più antica di Cuba, si tracciano vincoli con importanti istituzioni di tutto il mondo.
Poi ha riferito il contributo dei giardini botanici nella consecuzione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile soprattutto per quello che riguarda la promozione delle «città verdi», per la sostenibilità, l’alberatura urbana, l’infrastruttura agronomica, il contributo a«Fame Zero» e l’adattamento al cambio climatico.
«Dal suo inizio il Giardino Botánico vuole proteggere il genofondo, cioè la diversità genetica delle specie native e la combinazione con la specie per l’agricoltura, e fa sì che queste siano più adattate al cambio climatico», ha spiegato. Il JBN, istituzione educativa, scientifica e ricreativa, fondato alla fine degli anni ’60 e aperto al pubblico nel 1984, attualmente dirige la Rete Nazionale dei Giardini Botanici.
Tra i più recenti risultati scientifici c’è la pubblicazione della Lista Rossa della Flora di Cuba, che ha meritato il premio dell’Accademia delle Scienze e il Premio Speciale del Ministero di Scienza, Tecnologia e Ambiente.
L’arcipelago cubano, si legge nella Lista Rossa, possiede una flora singolare, con una stima di settemila - settemila 500 specie, che lo ubicano come il territorio insulare più ricco di piante a livello mondiale, e la prima isola in numero di specie per chilometro quadrato.
Inoltre la flora cubana presenta circa il 53 per cento delle specie endemiche, valore che la pone tra le sette isole con la più alta percentuale di endemismo nel pianeta. (ACN/ GM – Granma Int.)





