ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Per chi non avesse assistito all'arte pianistica di Chucho Valdés e Stefano Bollani nel concerto "Piano a Piano: da Cuba a Roma", sarebbe stato incredibile riconoscere la perfetta sinergia di questi artisti di statura internazionale, appartenenti a due generazioni diverse.

Con 77 anni, il vincitore cubano di sei Grammy Award e tre Latin Grammy e 46 anni l’italiano, considerato il "Mago del Jazz", hanno regalato una serata speciale nelle immediate vicinanze di uno dei più grandiosi esempi di terme imperiali a Roma chiamati Terme di Caracalla o Terme Antonine, i cui resti archeologici conservati per ben oltre 1.800 anni sono serviti da palcoscenico per il concerto.

La ricchezza nella contaminazione degli stili, la mescolanza di sequenze melodiche di compositori classici secondo l’epoca o per acclamazione hanno costituito il filo conduttore dell'incontro, dove governava l'improvvisazione in un repertorio verso il quale il pubblico ha mostrato sempre più interazione con i pianisti.

Lo stesso Bollani ha attribuito importanza all'improvvisazione e in esclusiva a Granma Internazionale ha spiegato che con Chucho “abbiamo scelto argomenti, temi e poi abbiamo dialogato esattamente come due  persone che parlavano. Perciò ci siamo ascoltati l'un l'altro, costruendo un ponte insieme e camminandoci sopra”.

Con un'enorme e ricca dotazione armonica, Chucho e Bollani ci trasportavano attraverso la libertà di sensoriali arpeggi, che sono stati arricchiti con l’ospite di eccezione: il mandolinista brasiliano Hamilton De Holanda chiamato a salire sul palcoscenico nell'interpretazione dello standart "Kiss me a lot".

Il miglior pianista tra gli artisti che sperimentano nuovi suoni attraverso la fusione di elementi afro, afro-cubani e afro-latini con jazz afroamericano si è riferito all'esclusività di questo strumento, quando gli ho chiesto come conquistare il pubblico con il pianoforte nel mezzo delle vaste rovine che fungono da sfondo per la stagione estiva del Teatro dell'Opera di Roma.

“Penso che il piano sia uno strumento molto completo, che suona molte sensibilità e che può riempire qualsiasi spazio su questo pianeta. È uno strumento tremendo, giusto? Ma ora ci sono due pianoforti e siamo due musicisti che stiamo facendo un dialogo musicale, una conversazione. Bollani e io abbiamo parlato, abbiamo risposto, abbiamo riso, nel linguaggio dei suoni, ovviamente, e così abbiamo comunicato. "

Chucho e Bollani, due grandi pianisti internazionali del 21 ° secolo che si ammirano, si rispettano e con toccante modestia si lodano l'un l'altro.

Bollani definisce Chucho come la “Leggenda del Pianoforte", con cui si è incontrato per la prima volta durante il suo programma televisivo su RAI 1 "L'importante è avere un piano" (2017), poi il suo primo concerto insieme al Gran Teatro di L’Avana« Alicia Alonso »(2018) e in questo 2019 alle Terme di Caracalla, a Roma, concerto con il quale inizia il loro tour mondiale «Piano a Piano».

Da parte sua, il pianista cubano che aveva solo 29 anni  quando per la prima volta è stato classificato tra i cinque migliori pianisti del mondo con Bill Evans, Oscar Peterson, Herbie Hancock e Chick Korea ha confessato che "entrambi abbiamo sempre avuto il desiderio di scambiare, suonare insieme, perché davvero, penso che abbiamo lo stesso punto di partenza, una formazione musicale molto simile ”.

Chucho Valdés ha anche messo in evidenza Bollani, in particolare la sua incredibile immaginazione, molto importante e fondamentale in questo tipo di musica da improvvisare, “quindi comunichiamo molto bene, molto facilmente”.

Chucho ha aggiunto che il tour mondiale "Piano a Piano" che raggiungerà diverse città in Italia, Francia e Giappone, che è iniziato con il concerto "Da Cuba a Roma" in questo mese di luglio, ha lo scopo di realizzare un'illusione da condividere con un artista della statura di Bollani, con il quale la comunicazione non è solo musicale ed emotiva, ma anche personale”.

Secondo l'opinione del "Re del Jazz" italiano in questo tour mondiale, ambedue si propongono di divertirsi molto come unica possibilità, e  - chiarisce che – “prima di tutto i musicisti devono divertirsi e poi - forse - il pubblico si diverte, il contrario è molto difficile”, ha detto Bollani.

Sulla via delle confessioni, il compositore, insegnante di musica, arrangiatore e direttore musicale cubano ha espresso la sua ammirazione per Bollani non solo come artista, ma come essere umano di incredibile qualità e ha predetto "un'amicizia che durerà per sempre", perché è stata coltivata durante diversi anni.