ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
«M’interessa fondamentalmente l’opera elaborata dalle donne», afferma la poetessa Áurea María Sotomayor. Photo: del autor

Cienfuegos.–«Un Uccello è passato tra i due. Tra la carta liscia e la parola che si posa sul candore. Niente si può leggere nella fuga del senso Lo scomparso : un punto un fulgore spento che è stato. Alcuni segni sopravvivono: impalpabili soggettivi infiammati dall’ansia. Sottrarsi al senso. Sottrarsi alla carta. La figura fluttua, insicura, più incerta del nulla. l’indicibile trabocca per chi non vuole vedere. Più lontana che mai l’approssimazione è un calcolo d’insensatezze».

“Sparito”, la precedente e preziosa poesia del libro /La notte è un’altra luce/ del 2018, è stata scritta dalla poetessa Áurea María Sotomayor (di Porto Rico, 1951), giurata in questa categoria del 60º Premio Letterario Casa de las

Américas. All’autrice di raccolte di poesíe come /Diseño del ala/, /Cuerpo nuestro/ o /Chuvento lengua secreta/, questo concorso appare come «uno spazio privilegiato per poter fare una lettura sicura di quello che è la poesia continentale del momento ».

–Giustamente, della poesia che si elabora ora nelle Americhe (l’autrice vive e svolge il suo lavoro intellettuale negli USA) quali versanti le interessano di più?

–M’interessa fondamentalmente l’opera elaborata dalle donne. È il mio spazio diletto, perchè è molto importante la presenza del sesso femminile nella poesia. E ascoltare, leggere e interpretare questa voce.

Credo che le donne possono apportare molto dal punti di vista dell’espressione poetica dei fatti quotidiani, che sono i loro domini, maestre che li manipolano.

Come anche le autrici devono essere una presenza essenziale nella denuncia costante dell’oppressione contro questo sesso».

–A proposito, qual’è il suo giudizio sui movimenti sviluppati nel suo paese di recente, come #MeToo y Time´Ups? Soggiace l’intenzione reale d’emancipare e rivendicare o predomina quello che è politicamente corretto, il detto postureo, la posizione?

–No, queste correnti si devono leggere nelle tante vie che la donna ha incontrato in questo difficile spazio di legittimazione della sua capacità e obbligazione di manifestare contro l’umiliazione sofferta nella storia, non solo a

–Gli spazi urbani costituiscono un altro vettore tematico che attraversa parte della sua opera …

–Questa attrazione parte essenzialmente dalla ragione che in città siamo esposti a una serie di problemi che dovremo emendare in qualche forma. E attraverso la poesia come genere parlante possiamo lavorare anche in questo modo. Mi inclino inoltre verso le giuste posizioni che si possono registrare tra lo spazio intimo privato e quello collettivo.

–Lei sviluppa una vita intellettuale intensa e creatrice negli Stati Uniti, vincolata anche alla critica e al magistero

–Bene, la vita mi ha condotto in questa direzione dopo la laurea in Lingua e Letteratura Ispanica nell’Unversità di Stanford. Sono insegnante di questa specialità nell’Università di Pittsburgh e affiliata, tra vari movimenti, al Programma di Genere, Sessualità e Studi della Donna.

«Come saggista e professoressa, mi nutro –quasi come strumento indispensabile– della critica letteraria, che mi aiuta molto nei due campi».

–Nel 2011, il Fondo Editoriale Casa de las Américas ha pubblicato /Red de voces/(Poesia portoricana contemporanea, 1950-2010), una su antologia. Cosa rappresenta l’istituzione continentale per lei?

–Uno strumento di base dell’unità tra i popoli. Questo premio permette il dialogo tra gli scrittori del continente, uno spirito di solidarietà e l’opportunità ricchissima di relazionarci con Cuba.

«Il fatto che partecipino differenti paesi, del Cono Sud, Centroamerica e dei Caraibi (zona questa, molte volte emarginata nelle antologie continentali) a un solo premio, ci dà la possibilità di vedere tutte le posizioni che si stanno verificando attualmente nella creazione : tutti i temi e tutte le voci».( GM – Granma Int.)