ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Faride Zerán. Photo: Internet

Il Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano continua con la sua freschezza di buon cinema. Per noi che non smettiamo di partecipare ai dibattiti che si svolgono nella Sala Taganana dell’Hotel Nacional di Cuba, è speciale essere parte del dibattito e della confluenza tra registi sceneggiatori, attori, critici e conoscitori del buon cinema latinoamericano.

Il Settore Industria ci segue sorprendendo con figure che danno prestigi all’ambiente cinematografico.

Abbiamo realizzato una conversazione con Faride Zerán (Cile) e Alicia Gómez Montano (Spagna), relazionata principalmente con il femminismo nel contesto latinoamericano.

Alla fine del dibattito l’accademica e vice rettrice di Estensione e Comunicazioni dell’Università del Cile, Faride Zerán ha avuto la cortesia di riferire i suoi criteri a Granma sul Festival.

Tra i suoi libri più famosi Carmen Waugh. La Vida Por el Arte (2012) e Las Cartas sobre la mesa (2009).

Questa donna dedicata al giornalismo culturale, direttrice e fondatrice della rivista culturale Rocinante, direttrice e sceneggiatrice di documentari come/Estaquilla: la quimera del loco/ e /Chile, nostalgia de futuro/ ha affermato che questo spazio è un incontro di riflessione culturale ed è senza dubbio un apporto che permette che questa America Latina frammentata possa dialogare culturalmente.

“Quali sono i tempi da analizzare che mancano all’America Latina?”, le abbiamo chiesto.

«I grandi temi del XXI secolo che hanno a che vedere giustamente con un cambio culturale, i temi relazionati ai diritti delle donne, i tempi posti dal femminismo come sfida per i nostri paesi, le sinistre, per poter formare società più democratiche e più ugualitarie. I diritti delle minoranze sessuali, il tema della migrazione, le manifestazioni preoccupanti di razzismo e xenofobia, tra l’altro. Il cinema deve confrontare questi temi, queste grandi sfide, con uno sguardo da questo secolo, uno sguardo che ha che vedere con la necessità d’ampliare i margini della democrazia, dell’uguaglianza di questi settori che hanno sofferto la negazione dei loro diritti».

“Che opinione ha delle pellicole presentate in questo Festival?”

«Mi è sembrato molto interessante il documentario /El Pepe, una vita suprema/, di Emir Kusturica, dedicato alla vita del politico ed ex presidente uruguaiano José Mujica, che offre giustamente una visione etica della politica, in un momento in cui tanti paesi latinoamericani si fanno domande sulla realtà politica per il tema della corruzione.

Questo è un esempio che si può fare politica e mantenersi in una posizione etica.

/Roma/, mi è sembrata una pellicola molto interessante. Ho visto diverse opere che ci parlano di polifonia, dello sguardo vivo di questa America Latina che si reinventa sempre più e ogni volta dalla cultura ( GM – Granma Int.)