ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Cos’è la cultura cubana e come definire la cubania è stato spiegato attraverso l’arte di vari artisti dell’Isola caraibica che a Roma hanno presentato il meglio della loro professione, durante la celebrazione del giorno in cui si  cantò per la prima volta l’Inno nazionale o Inno di Bayamo, divenuto la Giornata della Cultura Cubana.
Una data festeggiata alla grande con musica, danza, poesia, due documentari e la donazione di un libro.
La celebrazione è avvenuta  nella sala «Celia Sanchez Manduley» dell’Ambasciata di Cuba in Italia, in questo mese di ottobre che segna 150 anni dell’inizio nel 1868 delle Guerre d’Indipendenza, come ha ricordato l’ambasciatore José Carlos Rodríguez Ruíz che ha spiegato che la nazionalità cubana come un “ajiaco”, una specie di minestrone alla cubana.
Ambasciatori e diplomatici dell’America Latina e d’Italia assieme a diverse autorità hanno assistito con molto interesse  allo spettacolo divenuto una festa elegante e cubanissima che ha mostrato i valori e la forza creativa e inesauribile del popolo cubano.
Nella serata ci sono stati momenti notevoli come la proiezione del documentario «Restaurando almas» (Riparare le anime) in cui Eusebio Leal Spengler, storiografo de L’Avana, riferisce i progetti messi in moto nel Centro Storico avanero per donare più bellezza agli abitanti, facendoli  partecipi della ricostruzione materiale e migliorando il loro spirito.
Belle canzoni e coreografie di balli cubani come il danzón e il son hanno avuto come protagonisti il soprano cubano-italiana Monica Marziota accompagnata dal chitarrista italiano Marco Surace, i ballerini Lázaro Martin, Irma Castillo e Ulises Mora.
Inoltre hanno partecipato la poetessa e coreografa Laura Domingo e il regista Luis Ernesto Doñas con la proiezione di un frammento del suo documentario «El despertar de un sueño»(Il risveglio di un sogno)raccontato dalla Direttrice del Balletto Nazionale di Cuba Alicia Alonso.
Webber Ndoro, Direttore Generale del ICCROM, ha dato all’Ambasciatore il libro «El papel y el agua» (La carta e l’acqua), una guida che riconosce il lavoro di conservazione negli archivi, librerie e nei musei delle belle arti del mondo e di Cuba.
Rodríguez Ruíz ha ringraziato l’archeologo dello Zimbabwe Ndoro ed ha ricordato che Fidel ha chiamato “nostri fratelli” gli africani, popoli ai quali i cubani hanno offerto aiuti solidali per “saldare un debito con la storia”.