Pogolotti, un quartiere famoso e solidale › Cultura › Granma - Organo ufficiale del PCC
ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Il quartiere de L’Avana che tutti chiamano Pogolotti, dal cognome di chi lo fece costruire più di cento anni fa, il primo quartiere operaio dell’America Latina, è  già un centro internazionale d’interesse sociale e  culturale vincolato a Giaveno, piccola città del Piemonte dove Dino Pogolotti nacque e dove suo figlio Marcelo  e sua nipote Graziella, personaggi internazionalmente famosi,  trascorsero molti giorni delle loro vite di cubano-italiani. Dopo la pubblicazione vent’anni fa di un libro su questo quartiere e su questo personaggio che fu Dino, sono seguite la realizzazione di un documentario, pere teatrali e altri legami ed espressioni di fraternità, coinvolgendo anche scuole e sindacati dei pensionati dei due luoghi così lontani e così fraterni. In occasione dell’anniversario del 24 febbraio – quando si consegnarono le prime case nel 1911, quest’anno è venuto a L’Avana il sindaco Carlo Giacone di Giaveno, paese natale di Dino, il fondatore, accompagnato dagli assessori  Marilena Barone ed Ermanno Neirotti che hanno accolto  l’invito ed hanno incontrato gli amministratori  di Mariano, il municipio d’ appartenenza del quartiere nella capitale cubana.  Carlo Giacone ha scritto nelle reti sociali che si è sentito onorato e felice in questa visita a Cuba: «Non è stata una vacanza, ma una settimana impegnativa d’incontri per portare il saluto della Città di Giaveno, del Piemonte, dell'Amministrazione Comunale insieme agli Assessori Marilena Barone ed Ermanno Neirotti che con me hanno accolto con entusiasmo l’invito e incontrato gli amministratori del Municipio di Marianao e la popolazione del barrio Pogolotti.
Con questa visita, con il contatto con gli abitanti del  “barrio Pogolotti” , con gli incontri che nei giorni del soggiorno abbiamo avuto con diverse autorità, riprendiamo il cammino d’amicizia e di solidarietà che unisce Giaveno a Marinao, intrapreso vent’anni fa.  Un legame che sentiamo molto, che ci interessa e che vogliamo curare. Che ci vede coinvolti a partire dal riconoscimento di un uomo e della sua storia. La figura di Dino Pogolotti, un nostro concittadino che negli ultimi anni dell’800 lasciò l’Italia per emigrare prima negli Stati Uniti e poi con la moglie Grace a L’Avana, qui in questa bella isola e la cui vicenda professionale e familiare ha lasciato importanti segni a Marianao e non solo, come la costruzione del primo quartiere di edilizia popolare, quello che conosciamo al di là dell’Oceano come “barrio Pogolotti” che il 24 febbraio festeggia la ricorrenza della consegna delle case avvenuta nel 1911. Una storia importante proseguita con il figlio di Dino, Marcelo, artista ed iniziatore del movimento pittorico noto come Avanguardia a Cuba e con la nipote Graziella,che abbiamo incontrato, donna di cultura ed intellettuale di grande levatura con importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Per queste radici storiche che vogliamo approfondire e per costruire attraverso un protocollo di collaborazione nuovi ambiti d’interesse e lavoro comune, abbiamo voluto presentare in questa sede un’esposizione fotografica che mostri Giaveno. E’ una piccola mostra, ma avremo modo di fare di più. Abbiamo raccolto immagini che mostrano la nostra Città, di oltre 17 mila abitanti, a 35 chilometri da Torino. Il paesaggio, alcuni monumenti e alcune manifestazioni. Abbiamo unito alcune cartoline d’epoca, dei tempi in cui visse Pogolotti e foto di alcuni luoghi che Dino conobbe, il Seminario Arcivescovile che frequentò e la tomba della famiglia presso il Cimitero del capoluogo di Giaveno. Abbiano presentato anche l’immagine di Maria Luisa Pogolotti, tuttora nostra concittadina, figlia di un fratello di Dino e della sua casa a Giaveno.
Sono esposte anche foto della mostra dedicata alla storia di Dino Pogolotti e della famiglia realizzata da una giavenese, studiosa dell’emigrazione piemontese, Alessandra Maritano e immagini della visita a Giaveno nel maggio 2016, proprio in occasione dell’inaugurazione di questa mostra. Le foto sono state fatte per la maggio parte dal Circolo Fotografico Il Mascherone, mentre altre sono dell’Archivio della Città e di privati.
Con il Circolo Fotografico ci piacerebbe avviare una collaborazione di scambio, e per questo è nata una collaborazione con Piercarlo Porporato e Mariangela Marengo, del Coordinamento regionale dell’Associazione di Amicizia Italia – Cuba e altri rappresentanti di associazioni piemontesi con i quali è in atto  Sinergia Pogolotti (di cui è rappresentante  per Cuba Acela Caner e per l’Italia Mariangela Marengo). Con questa mostra diamo il via alla nostra reciproca conoscenza e a futuri progetti di collaborazione ed interscambio.»
La delegazione giavanese a L’Avana ha incontrato il Presidente dell’Assemblea Municipale del Municipio di Marianao Juam Martínez Nodal e il Vice presidente Cesar Manuel Báez Garcia, il direttore delle Relazioni Internazionali Felix Mejias Ruiz, e inoltre l'Ambasciatore italiano Andrea Ferrari e il vicario Tancredi Francese,e importanti personaggi del mondo culturale e della società cubana.
La firma di un Protocollo di Collaborazione tra il municipio di Giaveno e quello di Marianao sancisce la volontà e l’interesse d’accrescere la collaborazione in diversi campi tra le due comunità.

L’INCONTRO CON GRAZIELLA POGOLOTTI

Dino era suo nonno, dato che Graziella è figlia di Marcelo Pogolotti, famoso pittore  e scrittore, fondatore del movimento pittorico "Avanguardia a Cuba" al quale in occasione del 30º anno dalla morte verranno dedicate due esposizioni nel Museo delle Belle Arti in questo mese di marzo. Graziella, famosa giornalista e critica d'arte, Presidente del Consiglio e Assessore del Ministero della Cultura, ha ricevuto con piacere e simpatia la delegazione di Giaveno e ha detto che “La storia della mia famiglia è una storia d’emigranti. Mio nonno è venuto in America come un emigrante, come i suoi fratelli.  Questa è la storia… poi naturalmente la mia vita si è svolta tra Cuba e l’Italia.  Io ho passato una parte della mia infanzia a Giaveno, avevamo molti parenti lì, e ho frequentato le elementari a Torino, nella scuola in via Statuto. La mia vita era quella di una bambina italiana normale, ma poi tornammo qui nel 1939. Io ho qui le mie radici anche se l’Italia è parte di questi vincoli familiari e rappresenta molto nella storia della mia cultura. Sono molto felice di questa visita di Giaveno a Cuba,e per questa intenzione dell'Amministrazione Comunale di Giaveno di rafforzare queste radici storiche e far conoscere anche agli italiani la storia di mio nonno Dino…».