ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
La diversità etnico culturale della regione è stata risaltata durante la convocazione alla XXIII edizione della Festa. Photo: Germán Veloz Placencia

HOLGUÍN.–La tesi d’associare il 28 ottobre del 1492 all’incontro della cultura europea con quella dei popoli originari dell’America, conferma che ha basi logiche alimentate da investigazioni profonde sul complesso processo della formazione dell’identità dell’America ispanica.
La  XXIII edizione della Festa della Cultura ha visto la partecipazione di circa 150 artisti e intellettuali di Colombia, Spagna, Perù, Costa Rica, Argentina, Messico, Ecuador, Brasile, Venezuela, Stati Uniti, Repubblica Dominicana, Cile, Canada, Nicaragua, Angola, Congo, Lesoto, Uganda, Cambogia, Iran e Italia.
Questo incontro è stato parallelo al Congresso del Pensiero che non ha tralasciato temi complessi tra i quali l’analisi nel contesto cubano sull’economia della cultura, partendo dal potenziale cubano su questa per generare nuovi posti di lavoro e apportare al bilancio della nazione.
La consegna del Premio Nazionale d’Investigazione  José Manuel Guarch del Monte, di quest’anno, a Yaumara Grau Reyes per lo studio “Riscatto e preservazione dell’opera musicale religiosa del holguinero José María Ochoa”, valutato dalla giuria come l’unico  catalogo di musica sacra della regione orientale cubana, ha riflesso che non sfuggono le sfumature a chi si addentra tra le radici etniche e culturali che definiscono il nostro popolo.
Nel  diverso ed esteso programma della Festa (cominciata il 24 e terminata il 30 ottobre), il direttore de La Casa de Iberoamérica, Eduardo Ávila Rumayor, ha presentato la rivista Guayza, che si stamperà in dicembre con il proposito di completare il ciclo dei lavori che difendono, con polemiche o no nel mezzo, le idee dell’istituzione come progetto culturale.

Ci sono state occasioni per aggiornarsi su fatti che esprimono il meticoloso rispetto delle tradizioni, l’apparizione di nuove tendenze o miscele delle due cose in manifestazioni come musica, danza, teatro, belle arti e audiovisivi, ma in nessun caso sono apparsi concetti di elite.
I nazionali e coloro che sono venuti da altri paesi, tra i quali messicani e argentini, si sono uniti alle brigate artistiche di solidarietà nel loro giro e sono andati in varie comunità per rallegrare lo spirito della gente danneggiata dall’uragano Irma.
Ora si guarda alla prossima edizione della Festa, che sarà dedicata ai 25 anni dal lacerazione della “Casa de Iberoamérica”.
La convocazione è stata appena annunciata a Bariay, vicino al complesso monumentale che ricorda l’arrivo degli spagnoli nel  nord orientale di Cuba.
(Traduzione GM- Granma Int.)