ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Foto Massimo Breazzano 

Quasi sempre i musicisti cubani che all’estero ricoprono il ruolo di ambasciatori delle tradizioni musicali dell’Isola caraibica, lasciano un segno di professionalità ogni volta che salgono sul palco, così com’è successo nella sala Casella della Filarmonica Romana, in Italia.

Monica Marziota ha colto l’occasione per presentare il suo nuovo progetto*«MoMå & The Minoses»* una band con musicisti europei di formazione classica che spazia tra jazz, pop, world music, latin jazz, funk, baroque pop, elettronica, avant-garde.

La base del pensiero della fondatrice della band è radunare artisti eclettici e creativi che credono nel magnifico potere di integrazione ed unione che la musica possiede, dove ognuno porta la propria cultura, le esperienze artistiche e di vita particolari, generando una sonorità basata sulla fusione e l’unione, e -allo stesso tempo- mantenendo la propria

identità.

Il gruppo prende il nome dall’abbreviazione di *Monica Marziota*:

*MoMå*, e *The Minoses *dalla mitologia greca sul saggio e giusto re di Creta Minosse, eroe culturale dell’isola, figlio di Europa.

In questo avvenimento *The Minoses* sono stati rappresentati dalla violinista greca *Myrto Moraitou*; dal pianista cubano *Abel Marcel* che è uno dei più versatili musicisti della scena olandese, professore del Conservatorium van Amsterdam e della Codarts University of Arts; dal percussionista tedesco *Ruven Ruppik* allievo di Stockhausen; dal noto bassista britannico *Jeremiah Olaleye* e dal sassofonista italiano *Francesco Pecorari*.

Anche se i musicisti portano avanti carriere soliste, in questa circostanza si sono associati per dare vita ad un progetto in prima mondiale nella capitale d'Italia.

L’esordio del gruppo musicale con la sua leader Monica e la magica sorpresa del coro di Voci Bianche degli allievi dell’Istituto San Giuseppe Calasanzio di Roma è stato accolto con abbondante gioia dal pubblico che ha ringraziato il soprano, songwriter e cantante Monica per «le belle emozioni che ha trasmesso assieme alla sua meravigliosa band», ed ha ottenuto altri complimenti come: «siete stati fantastici», «bravissima e bravissimi tutti».

È la seconda volta che la musicista cubano-italiana cresciuta in Canada, in qualità di direttore artistico e non solo, ha organizzato a Roma l’evento *“Música como acto de Resistencia”* incentivato dalla Festa Europea della Musica al fine di condividere la straordinaria vitalità e la diversità del mondo musicale in Europa e per il quale sono stati convocati artisti di sette nazioni europee.

Il repertorio ha regalato una rivisitazione euforica del **Presto** di **"Estate"** (secondo movimento delle *“Quattro Stagioni”*di Antonio Vivaldi), che poi Monica ha fuso con una melodia di ambiente malinconico e nostalgico per voce e violino nominata *"Sentimental tigre" *dando il via all’ incontro musicale. Il pezzo della Marziota si è ispirato al lavoro

della scultrice francese *Chabaneix Clementine *che ha dato a prestito come immagine della kermesse la propria opera omonima.

In seguito è stato interpretato in chiave jazz *"Au bord de l'eau"* di Gabriel Fauré, uno dei grandi musicisti francesi della fine del XIX secolo e dell'inizio del XX secolo; più avanti Monica si è concessa come autrice dei suoi brani con vigorose influenze classiche facendo allusione nelle introduzioni e nei ponti musicali ai compositori come l’austriaco Wolfgang

Amadeus Mozart in *“Cuore di Seta”*, lo spagnolo Joaquín Rodrigo in *“Orígenes” *assieme ad altri pezzi come *“Can't be”* e *“Save my skin”*.

Una particolare atmosfera è sopraggiunta con *“Camene”*, concepita dal sassofonista Pecorari come una performance legata al buio e al silenzio attraverso la musica come punto di forza, ricollegandosi alla tradizione di queste divinità arcaiche romane delle sorgenti alle quali si attribuivano facoltà profetiche e ispiratrici.

La tenerezza del coro di Voci Bianche che ha interpretato l’ “*Inno alla Gioia”(An die Freude)Fantasia corale della Nona Sinfonia* sul poema di  Friedrich Schiller musicato dal tedesco Ludwig van Beethoven ha investito di nuove emozioni il pubblico per merito dell’ elegante e vivace ripieno di sei bimbi: Maria Cristina Capotosti, Carolina Cellitti, Alessandro Conversi, Flavia Erra, Lucrezia Majer e Giulia Vitali.

Nella giornata serale del solstizio di estate che permette di godersi il giorno più lungo dell’ anno e quindi la notte è la più breve delle altre, la musicologa spagnola *Ana Lombardía* ha ricordato che la Fête de la Musique è stata creata in Francia nel 1982 ed è subito divenuta un evento festeggiato contemporaneamente in tante città europee per stimolare la creatività e facilitare ai giovani musicisti la realizzazione dei loro progetti diventando protagonisti di spazi importanti della città.

Per di più ha ricordato che la musica è precedente al linguaggio verbale come sistema di comunicazione, e che i nostri antenati erano consapevoli della magia del solstizio e lo festeggiavano con rituali diversi utilizzando il fuoco, la danza - e naturalmente- la musica; perciò – ha sottolineato Lombardía- la festa della musica ha piuttosto una tradizione millenaria, legata al culto della luce e ad Apollo, dio greco del Sole, della luce, della sapienza, delle arti visive e della musica.

Alla fine del concerto l’architetto Lorella Fulgenzi ha elogiato la ragazza dal sangue cubano Monica Marziota per «la sua capacità di mettere insieme in meno di niente un gruppo mozzafiato di compositori di provenienza diversa ma che interpretano insieme e si contaminano insieme donando alla sua voce un assoluto rilievo».