ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

L’ esercizio della memoria come atto del pensiero  critico e dell’emancipazione è al centro dei dibattiti  del VI Colloquio Internazionale La Diversità Culturale nei  Caraibi, inaugurato ieri lunedì 22 a L’Avana.
Organizzato dalla Casa de las Américas, l’incontro si svolgerà sino a venerdì e riunisce i rappresentanti di vari paesi attorno a un programma che include esposizioni, conferenze, concerti e presentazioni di libri su  geopolitica, gestione del patrimonio e decolonizzazione.
Camila Valdés, direttrice del Centro di Studi dei Caraibi, ha detto che l’incontro si unisce alla celebrazione in Cuba dei 50 anni del Consiglio Latinoamericano delle Scienze Sociali e costituisce parte importante delle azioni del 2017 della Cattedra Unesco per il dialogo interculturale in Nuestra America.
«Le investigazioni contemporanee privilegiano le realta europee e statunitensi, poche hanno una messa a fuoco sui Caraibi come zona di incroci e frontiere geografiche, temporali, culturali e linguistiche», ha segnalato durante la sessione inaugurale.
«In questo contesto, l’esercizio della memoria costituisce una volontà di reclamo dell’ identità ed è stata segnalata l’importanza che rivestono  l’insegnamento e il riconoscimento di una storia e di una pratica mnemonica vincolate allo stesso». ha aggiunto l’esperta  ed ha precisato che il colloquio si centra in avvenimenti con un importante impatto nella regione, come il passaggio delle Isole Vergini danesi agli Stati Uniti e l’implementazione della legge approvata dal Congresso  di questo paese per dare la cittadinanza statunitense ai portoricani.
Inoltre toccherà l’80º anniversario del massacro del 1937 alla frontiera haitiano- dominicana per via di un ordine emesso dal governo dittatoriale di Rafael Leónidas Trujillo.
«Questi fatti sono stati di cruciale rilevanza, non solo nella mappa politica della sua epoca ma per la riconfigurazione culturale e sociale dei territori e delle comunità», ha detto  ancora Valdés.
« Pensare in questi fatti implica intenderli nella loro dimensione storica, così come nel presente derivato da frontiere riconvertite e da memorie collettive e d’identità», ha assicurato (Traduzione GM - Granma Int.)