ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Un incontro accademico tra studiosi dell’opera martiana, di Venezuela, Puerto Rico, Brasile e Cuba, si sta realizzando da martedì 16 nel  Centro degli Studi Martiani (CEM) della capitale.
Ana Sánchez Collazo, direttrice del CEM, ha detto che questo Colloquio Internazionale José Martí e i Caraibi, si svolge ogni anno in attesa del 19 maggio ed è un modo di dimostrare le vigenza del pensiero  del più universale dei cubani.
«Quanto Martí ha  pensato e realizzato è stato dedicato all’unità di Nuestra America», ha detto Sánchez Collazo, ed ora la sua opera riguarda tutte le nazioni della regione in una o altra forma»,  ha detto ed ha poi aggiunto che: «l’antillanesimo” dell’Apostolo non è un sentimento romantico, ma una pratica antiimperialista, perchè lui credeva che un atteggiamento unanime dei nostri popoli li poteva liberare da un vicino grande e ambizioso: gli Stati Uniti.
Per questo in questi tempi in cui la sinistra latinoamericana si trova nel mirino dell’impero, questa unità martiana è sempre più necessaria».
Durante la giornata che si è svolta con la presenza di Armando Hart Dávalos, direttore dell’Ufficio del Programma Martiano e presidente della Società  Culturale José Martí, con Roberto Fernández Retamar, direttore della Casa de las Américas e Carlos Bojórquez Urzaiz, accademico messicano invitato all’incontro in maniera speciale, che ha dettato la conferenza “Il periplo di José Martí per lo Yucatán nel 1877”. ( Traduzione GM - Granma Int.)