ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Yander Zamora

Circa 15 anni fa, una banda scosse il mondo del Metal con il suo secondo album   Toxicity. I metallari di rispetto, quelli che già sapranno di cosa si tratta, impazzirono di fronte al suo suono crudo e selvaggio, pieno di parole contro la frustrazione delle società di consumo, i conflitti, l’emarginazione delle minoranze, il razzismo  e tutto quanto quello che evidentemente funzionava a rovescio nei paesi capitalisti, soprattutto negli Stati Uniti dove  avevano iniziato nel 1994 e cambiarono la faccia della scena del Metal.
Solo entrando in azione, System of a Down (SOAD) creata in California ma di origine armena, attualizzò l’opera e il pensiero politico di Rage Against The Machine, ma con un suono molto peculiare mai sentito nella scena del Metal.
SOAD, una delle bande più impegnate politicamente negli ultimi due decenni diede nuovamente al Metal una buona parte della sua creatività iniziale- abbastanza sotterrata in quegli anni-  e il suo spirito belligerante che stava perdendo di fronte all’entrata in gioco delle compagnie e delle marche che vendevano  agli allineati il New Metal come “ la nuova cosa buona” soprattutto nel settore degli adolescenti.
Guidata dal vocalista e compositore  Serj Tankian, l’allineamento fece arroventare  i cannoni del metallo imposti dai gruppi  mainstream con una musica che metteva avanti l’ascendenza armena dei suoi membri e incorporava elementi della tradizione ritmica di questo popolo europeo.
Il risultato? Una collisione sonora che riunisce centinaia di migliaia di metallari nei loro concerti che attaccano di fronte con hardcore, mentre la banda attacca da dietro con parole che parlano del genocidio del popolo armeno commesso dall’impero ottomano, del disastro ecologico, delle migliaia di morti nella guerra, con altri temi collocati sotto il tappeto dagli interessi dei centri di potere.
L’esplosione  di System partì definitivamente con Toxicity. Precedentemente aveva messo in orbita segnali che denotavano il sorgere di una nuova banda con un suono radicalmente differente nella scena del Metal, dove dava i suoi primi passi.
Sugar e Spiders, due cavalli di  battaglia del suo album omonimo, fu un doppio che fece girare d’un colpo la testa del pubblico verso la banda e anche delle case discografiche più vivaci.
Con Toxicity, i System  divennero un fenomeno per la masse dei metallari - vendette più di cinque milioni di copie - con canzoni che mescolavano con evidente interesse nella sperimentazione il folclore armeno, i suoni  più corrosivi del Metal, differenti varianti di punk e altri stili  che composero un album imprescindibile per comprendere la filosofia dell’allineamento.
Le parole, immerse in uno sbalorditivo ambiente di suoni, parlano con rabbia della situazione carceraria negli Stati Uniti (Prision song), dell’uso delle droghe tra i giovani, (Needles), e del cambio climatico, tra tanti temi.   
Il disco presenta altre canzoni molto forti che gli hanno assegnato il titolo di *opera maestra del Metal*, ma i pezzi chiave, almeno secondo me, sono Toxicity, Chop suey e Aerials, tre dei primi inni della banda che ha dato corpo ad altri titoli d’enorme spinta, come B.Y.O.B Hypnotize, Lonely day, o Cigaro, pubblicati in dischi successivi come l’album doppio Mezmerize/Hypnotize.
System of a Down, dopo un’epoca in cima ai festivals internazionali di più grande importanza e dopo aver condiviso i palcoscenici con altri mostri della storia del Metal (come i leggendari Metallica o Slayer), hanno mantenuto il silenzio discografico per dieci anni.
Nonostante tutto si spera che quest’anno la banda esca dall’ombra e metta in circolazione un nuovo disco che, come vanno le cose, continuerà a difendere le radici armene e tutto con una presenza di rock and roll rimbombante, con il quale questi maestri del Metal hanno obbligato il mondo  a guardare di fronte l’abisso prima che diventi troppo tardi. (Traduzione GM - Granma Int.)