ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Il desiderio di rivendicare le donne nelle lotte per l’emancipazione dell’America Latina ha motivato l’architetto, giornalista e cineasta svizzero René Lechleiter a produrre il documentario *Fogli sparsi* , che racconta con testimonianze la vita di varie boliviane perseguitate, imprigionate e torturate perchè si opponevano alle dittature militari negli anni ‘70 e ’80 del secolo scorso.

Il documentario dura 36 minuti, e la sua edizione è terminata nel 2016 con l’appoggio dell’Associazione d’Amicizia Svizzera - Cuba e la partecipazione del giornalista boliviano Carlos Soria Galvarro (assessore storico) e i cubani Leandro González (alla cinepresa) e Alberto del Rey (all’edizione).

La presentazione è avvenuta in varie sale in Bolivia, Paraguay, Argentina e Cuba in forma gratuita, perchè l’interesse principale del regista è dibattere il film per lasciare un’impronta riflessiva tra i giovani.

Vuole che non risorga il Piano Condor che contò con la partecipazione degli Stati Uniti. Quella guerra sporca lasciò una lunga sequela di torture, assassinii e scomparsi, non solo tra noti dirigenti, ma anche tra centinaia di militanti meno conosciuti in Sudamerica e avvenne nei decenni del 1970 e del 1980.

La protagonista Anita Urquieta aveva scritto le sue memorie in vari fogli di carta anonimi, così come avvenne con le storie di altre donne (Geraldine Coronado e Josefina Farhat), che collaborarono con i loro compagni e familiari per incorporarli nel Movimento di Liberazione Nazionale e prestarono le loro case per realizzare riunioni o usarle come rifugi per militanti ricercati.

Nella presentazione dell’audiovisivo a L’Avana, René Lechleiter ha spiegato a Granma Internacional che nella letteratura storica c’è un’omissione sulla partecipazione delle donne, con un distacco marcato dalle prodezze e la guida delle figure maschili.

Il regista ha aggiunto che le esperienze delle donne sono state molto dure e dolorose. Loro hanno timore di raccontare le proprie esperienze perché le loro sofferenze furono traumatiche.

Molti figli non conoscono il dolore delle madri, sofferto nel periodo delle dittature militari. È avvenuto in molti casi dopo la partenza del padre verso la clandestinità o la guerriglia.

La famiglia restava nelle mani delle donne, che dovettero mantenere la casa e dare da mangiare ai figli.

Questi racconti non sono raccolti nella storia universale.

Militando nel Partito Comunista della Svizzera, René Lechleiter ha conosciuto boliviani, cileni, paraguaiani e altri esiliati politici latinoamericani fuggiti in Europa per salvare la propria vita.

Il cineasta ha cominciato con loro un’investigazione sull’impronta lasciata dalla guerriglia guidata dal Comandante Ernesto Che Guevara in Bolivia e nella successiva lotta contro il fascismo sorto per sgominare i movimenti d’emancipazione.

Conoscendo le impressionanti testimonianze dei sopravvissuti ha deciso di produrre iil documentario con fini educativi. Conosce vari giornalisti cubani e mantiene un forte vincolo di lavoro con il quotidiano Granma dagli anni ‘90.

Attualmente realizza un progetto di collaborazione per digitalizzare gli archivi bibliografici di questo quotidiano, per il suo carattere patrimoniale, e inoltre pianifica un esposizione con immagini inedite basate su fatti marcati dalla Rivoluzione Cubana. ( Traduzione GM – Granma Int.)