ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Yander Zamora

Nella sala García Lorca del Gran Teatro de La Habana Alicia Alonso, nella notte di ieri, domenica 6, è terminata la 25ª edizione del Festival Internazionale di Balletto, che ha marcato con molta evidenza l’abilità dei ballerini cubani, lo sforzo di tutti e di ognuno, che formano il Balletto Nazionale di Cuba, in qualsiasi luogo, per realizzare al meglio questa festa della danza mondiale.

La gala di chiusura presieduta da Abel Prieto, ministro di Cultura, e da Gisela González, presidente del Consiglio Nazionale delle Arti di Scena, ha convocato alcune compagnie straniere ancora presenti in Cuba e i solisti del Buenos Aires Ballet, Balletto Nazionale della Norvegia, Balleteatro di Puerto Rico, Northern Ballet, Universal Ballet della Corea del Sud e Ballet West (Stati Uniti), che con le stelle cubane hanno ballato diversi pas de deux e soli.

Il programma della notte ha compreso la prima mondiale di /La danza comincia con i tuoi passi/, coreografia de Vladimir Issaev (dedicata ad Alicia Alonso), con musica di Jorge Garciaporrúa, interpretata da Carmen Catoya (Art Ballet Theatre of Florida); /Alas/, di María Rovira, e Viengsay Valdés; /Inverno/, firmato da Ely Regina Hernández, con Anette Delgado e Dani Hernández; ed altri brani nuovi per Cuba che con questi citati hanno detto addio sino al prossimo 26º Festival.

Ogni due anni, tra ottobre e novembre, L’Avana balla.

Questo 2016 non è stato un’eccezione nei giorni del 25º Festival Internazionale di Balletto de La Habana Alicia Alonso, e quattro sale di tre teatri, dove si è svolto l’incontro, si sono riempite di spettatori e di alte temperature che hanno marcato dalla scena la qualità di molti interpreti nei classici e in altre attraenti coreografie e seducenti pas de deux, che alla fine hanno ricevuto fortissimi applausi.

La gratitudine di un popolo che balla e che conosce quest’arte maggiore, che in Cuba ha migliaia di appassionati è una cosa strana per queste latitudini, resa possibile solo da quella semente piantata dai suoi fondatori verso il 1948 nel fertile terreno incontrato qui, che ne ha permesso lo sviluppo dopo il 1959. (Traduzione GM - Granma Int.)