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ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

L’importanza strategica della comunicazione e dei media della società, così come il diritto pubblico all’informazione sono stati al centro dei dibattiti sui documenti del 7º Congresso del Partito, in un incontro realizzato dai membri del Comitato Nazionale dell’Unione dei Giornalisti di Cuba - UPEC -, della Commissione Nazionale di etica e invitati di media nazionali.
La discussione del Concetto del Modello Economico e Sociale e del Piano Nazionale di Sviluppo Sociale sino al 2030, proposte della nazione, assi e settori strategici, ha contato sulla presenza di Miguel Díaz-Canel Bermúdez, membro del Buró Político del Partido e primo vicepresidente dei Consigli d Stato e dei Ministri; Alberto Alvariño Atiénzar, vice capo del Dipartimento Ideologico del Comitato Centrale del Partito e Antonio Moltó Martorell, presidente della UPEC, tra i vari compagni.
L’analisi è stata preceduta dal riconoscimento dell’importanza e la statura concettuale dei due documenti di riferimento. Diversi interventi hanno sottolineato che la comunicazione è un processo che attraversa tutto quello che avviene nella società e per questo non  la si deve vedere solo come uno strumento di direzione. La comunicazione va utilizzata come una piattaforma per promuovere la partecipazione cittadina, il dibattito sociale e le trasformazioni necessarie alla nazione che vogliamo costruire.
Con questa visione la comunicazione e i media sono divenuti strategici per lo sviluppo e la difesa del paese, soprattutto nel contesto internazionale attuale, dove i conflitti e i confronti hanno una forte base nell’azione mediatica.  Ugualmente vari partecipanti hanno coinciso che l’informazione è un diritto cittadino e che il sistema dei media pubblici di comunicazione in Cuba, che è stato sino ad oggi una fortezza nella difesa del socialismo, dev’essere irrinunciabilmente di proprietà sociale.  
La giornalista Rosa Miriam Elizalde, membro della presidenza della UPEC, ha indicato che i media vanno considerati come una proprietà sociale fondamentale, anche se assumono forme diverse dalla statale, la cooperativa e sono in potere delle organizzazioni, ma non devono essere mai proprietà privata. La responsabilità nell’esercizio della comunicazione è collettiva e  per questo si devono includere nel corpo del Concetto le istituzioni e i funzionari pubblici.  Su questo particolare Pelayo Terry, direttore del quotidiano Granma, ha aggiunto che ugualmente si deve considerare la partecipazione dei pubblici i e dei destinatari, e che l’informazione, la comunicazione e la conoscenza devono preservare inoltre l’indipendenza culturale.
 Yosley Carrero, membro del Comitato Nazionale della UPEC, ha precisato che l’informazione dev’essere opportuna, immediata e vera e che il dibattito pubblico, come diritto della cittadinanza, si deve emettere allo stesso livello della partecipazione.  Poi ha aggiunto che la guerra oggi è essenzialmente di simboli, per cui si deve lavorare  intenzionalmente la produzione simbolica di fronte alle nuove generazioni, fondamentalmente.
Questa idea è stata difesa da Ricardo Ronquillo, membro del Comitato Nazionale, che ha chiesto di aggiungerla alla difesa e la sicurezza dei mezzi di comunicazione, perché la vera battaglia di Cuba avviene nel contesto delle idee.  Si è insistito che il socialismo prospero e sostenibile si potrà realizzare solo con una stampa prospera e sostenibile, perchè il sistema di comunicazione pubblica e la stampa non solo formano parte del nostro sistema politico, ma mantengono una relazione dinamica e dialettica.
Rosa Miriam ha parlato della partecipazione politica dei membri della società attraverso le organizzazioni sociali e di massa e il controllo sui mezzi di comunicazione. È stato detto anche che lo Stato rende conto della funzione che realizza, e che per questo si devono usare l’informazione e la comunicazione pubblica come vie per esercitare il controllo popolare.
Molto relazionata a questi interventi le proposta d’includere nel documento del Piano Nazionale …, la comunicazione e i media come un asse o un settore strategico. Questa idea è stata difesa di fronte alla realtà che i valori che si promuovono nel mondo oggi, cercano di smobilitare e smontare il sistema di idee che Cuba difende. Generare un capitale simbolico necessita risorse materiali e non può aspettare che si sviluppino altre aree.
Ugualmente, è stato aggiunto che la comunicazione è nel cuore della politica contemporanea, ma genera anche guadagni economici.  Altri temi analizzati riguardano la preservazione del capitale umano che il paese ha creato ed è stata ricordata la necessità di propiziare una politica attraente per coloro che per diverse ragioni sono emigrati dai loro ambiti d’attuazione e dal loro territorio  nazionale.  José Alejandro Rodríguez, membro della presidenza della UPEC, ha insistito che la nostra società deve risolvere una volta per tutte il problema che coloro che attendono i reclami della popolazione sono giudici e parte. Inoltre ha difeso che anche se nel Piano e nel Concetto si parla d’attenzione ai segmenti vulnerabili della popolazione, questo dev’essere più esplicito e prioritario, perché non si possono ignorare le differenze sociali che si sono create nel paese.
Per quel che riguarda i salari è stato proposto che spieghi che questi devono essere in accordo con il lavoro realizzato e le necessità d’ognuno e che i lavoratori  e sindacati possano dare i loro criteri, e che siano ascoltati nell’ora di decidere dai dirigenti di ogni luogo. Queste proposte sono state difese nell’incontro. (Traduzione GM – Granma Int.)