ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Archivo

È stata un’artista con opere molto personali, versioni classiche del barocco cubano, dicono alcuni. Per lei l’azione di creare era dare valore ai concetti e alle idee.Per questo il legato di Amelia Peláez è rimasto inalterabile, ogni volta che la sua opera si è nutrita della ceramica come della pittura.
Il suo rapporto estetico transitava in quelle due espressioni artistiche che tanto amava. Forse è per questo che i suoi profili sono sempre vigenti.
Alunna eccellente dell’Accademia di San Alejandro, Amelia trovò in Parigi la sua seconda scuola formativa accademica. Mezzi punti, cancellate con complicati arabeschi, colonne, frutta, tutto un caleidoscopio di luce e di colori uscì dalle sue mani. E anche se nella sua famiglia non c’era tradizione pittorica, ereditò da suo zio, il poeta  Julián del Casal, l’amore per la bellezza.

Il Cubismo  cubano

Le proposte di Amelia Peláez godono del piacere personale che provocano tutte le opere affascinanti.
La sua figura ampia, con il sorriso buono, si affannavano ad esplorare con libertà i sottili cammini della pittura. Amelia amava le piante, particolarmente il *marpacífico* (ibiscus), presente con frequenza nei suoi disegni.
Tralasciando il classico, la pittrice cercò altre forme espressive e nel 1927 partecipò all’Esposizione dell’Arte Nuova, che fu un confronto tra l’avanguardia classica e l’accademica.
Anni dopo Amelia studiò con la celebre decoratrice russa  Alejandra Exter e realizzò una mostra personale nella famosa galleria Zak, di Parigi, con un enorme successo.  
Nell’epoca ricreava il cubismo, dotandolo di una cubanità che la distingueva e firmava la sua opera.

Una passione che l’assorbiva

Amelia Peláez è conosciuta come una delle più importanti ceramiste cubane.
Per lei la ceramica è stata come la pittura: una passione assorbente.
Il modo di dedicarsi alla pittura di AP, come si firmava, non sarebbe stato possibile in un luogo che non fosse Cuba.
Un motivo essenziale la dominava: la luce del tropico.
Gli studiosi assicurano che l’elemento europeo nelle sue opere è stato il cubismo, ma l’intensità cromatica della cubanità divora e assimila la scuola europea.
Amelia Peláez è tutta luce, combinazione d’immagini e vetrate che caratterizzano la sua opera, estesa alla creta, i cui pezzi emanano vita.  
 A 120 anni dalla sua nascita, la sua opera è un mosaico di fulgore e di cubanità.
( Traduzione GM – Granma Int.)