OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

“È necessario trasmettere alle giovani generazioni l’idea che i soli sconfitti sono coloro che abbassano le braccia, quelli che hanno perso il coraggio di tornare a lottare”, ha detto il senatore ed ex presidente dell’Uruguay, José Mujica, in una conferenza magistrale che ha chiuso i lavori della II Conferenza Internazionale “Con Tutti e per il bene di Tutti” alla quale hanno partecipato circa 700 delegati di 51 paesi.

Mujica ha parlato del ruolo della cultura come dell’essenziale nella vita umana.

“È naturale che una forma di produrre e distribuire, generi una cultura funzionale agli interessi del sistema. Non siamo consumisti solo perchè il consumismo è l’effetto culturale d’una necessità intrinseca del capitalismo per moltiplicare gli accumuli, contribuisce a sostentarlo.”

“Dobbiamo renderci conto da questo lato dell’enorme ruolo che esercita la cultura che può essere di liberazione o di sottomissione”, ha segnalato.

“Il capitalismo è una cultura che schiavizza, sottomette le grandi masse.

La forma di vivere delle classi poderose c’inganna e ci allontana dalla grande massa dei nostri popoli”.

“Non si può essere progressisti e vivere superficialmente. Dobbiamo conoscere le vicissitudini che soffrono le grandi masse per le quali lottiamo. I quadri delle organizzazioni progressiste devono essere portatori della cultura di liberazione” ha aggiunto.

“Se il mondo del mercato c’insegue dando giravolte, siamo fritti” ha sottolineato.

“Le grandi masse sono accecate dalla cultura del fallimento, la cultura consumista è più efficace delle bombe…”

“Quando siamo al governo, ha detto riferendosi alle forze progressiste, c’invitano al tavolo del mercato per farci partecipare. Venite che ce n’é anche per voi, ci dicono”.

Poi ha considerato che non abbiamo realizzato una lotta cosciente.

“Discutiamo molto di idee, di progetti, ma dobbiamo discutere di etica e di modo d’essere. La cosa più importante per un essere umano è la vita, e quindi il nodo delle nostre decisioni deve tendere a garantirla”.

“Si deve lottare per costruirci migliori. Una società non cambia strutturalmente se non cambia la sua gente, ma dev’essere un cambio etico”, ha detto ancora.

“La vita è anche un avvenimento quotidiano. Una cosa è vivere con una causa, con un’utopia in cui sviluppare i cammini della vita, ma se non si ha questa costruzione di solidarietà con quelli che stanno per venire, vivrai solo perchè sei nato!”

“L’uomo è un animale egoista che lotta per la sua vita, ma a questo s’incorpora la costruzione della civiltà e questa è solidarietà intergenerazionale. La nostra forma ultima è ringraziare per il miracolo della vita e lasciare alla generazione che ci segue la nostra solidarietà con lei”.

Citando i problemi che danneggiano l’umanità, Pepe Mujica ha detto che siamo obbligati a rendere universale questa terra con un gruppo di misure che ci rendano capaci di convivere.

“Non si tratta di perdere la sovranità, ma di preservare la specie, e dobbiamo curare il suo destino. La sfida progressista è pianificare la discussione su quelli che sono i limiti di questa umanità”.

“Le cose più grandi che abbiamo realizzato nell’esistenza umana sono state conquistate da piccoli gruppi che a volte hanno pagato con la vita”.

“Il progresso umano ha molto dolore nella sua storia”, ha concluso José Mujica. (Traduzione GM – Granma int.)