Con la consegna, venerdì 11, del Coral d’Onore al cineasta brasiliano Ruy Guerra è stata riconosciuta la carriera di un influente regista con un linguaggio molto particolare, un maestro nel cinema brasiliano e latinoamericano.
Nato a Lourenço Marques, in Mozambico, il 22 agosto del 1931, Guerra ha diretto films come “Os cafajestes (1962)”, “Os Deuses e os mortos”, 1970), “A queda” (1977), e soprattutto “Los fusiles”, un film che lo ha catapultato a primi piani del cinema del continente.
Emblema del detto cinema nuovo brasiliano, Ruy Guerra ha realizzato un’opera di riferimento che si distingue per le sue ricerche umanistiche, la sua presa di coscienza politica e il suo modo di rivedere i conflitti umani e sociali e le relazioni di potere da uno sguardo molto acuto e con un alto livello concettuale.
Il titolo di Dottore Honoris Causa dell’Università delle Artei (ISA) è stato assegnato al celebre regista cileno Miguel Littín, che ha presentato la sua ultima pellicola “Allende en su laberinto” nel cinema Chaplin, a L’Avana.
Il film è un ritratto dell’impegno come cineasta che guida Littin da quando debuttò dietro le cineprese, divenendo un nome tra gli imprescindibili del nuovo cinema latinoamericano.
Questo film racconta le ultime ore di Salvador Allende e dei suoi più intimi collaboratori all’interno del Palazzo della Moneda, dove il leader dell’Unità Popolare affrontò eroicamente il colpo militare della destra cilena.
Questo film, il tredicesimo girato da Littin, è considerato necessario per comprendere la complessità di un momento che terminò con la morte di Allende, seguita da una delle dittature più sanguinose dell’America Latina, guidata dal generale Augusto Pinochet.
Littín, costretto all’esilio dopo il colpo militare, ha realizzato il suo cinema con un forte impegno politico come si vede in “Actas de Marusia” (1976), “El recurso del Método”, “El dictador” (1978) e “La viuda Montiel, (1979). (RC/ Traduzione GM – Granma Int.)





