ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Nel Corriere della sera del 22 ottobre è apparso un articolo di Emanuele Buzzi sull'"archivio di Gabo", soprannome del grande romanziere colombiano premio Nobel Gabriel Garcìa Màrquez, in cui si trova un grande tesoro culturale: molti libri editi e racconti inediti, romanzi con tutte le correzioni del maestro a penna, una quantità di quaderni di appunti e note, altri lavori progettati , sceneggiature cinematografiche per film tratti da sue opere (come Cronaca di una morte annunciata), 43 album con migliaia di foto, e carteggi con altri grandissimi della letteratura ma anche di vario tipo,inclusi grandi leader politici tra cui Buzzi cita Bill Clinton, Francois Mitterand, Indira Gandhi, Henry Kissinger, Fidel Castro. L'articolo è ampio e si diffonde sul fatto che l'intero archivio di Gabo è stato acquistato dal Ramson Center dell'Università di Austin, Texas per 2,2 milioni di dollari, e poi parla di varie corrispondenze tra Màrquez e lo scrittore Salman Rushdie, e l'ex presidente americano Jimmy Carter e altri ancora.

A questo punto, rilevato che il nome di Kissinger ha lo stesso peso di quello di Castro, ho deciso d’inviare alcune precisazioni alla rubrica del Corriere che ha proprio per titolo "interventi e repliche". Per segnalare che Gabo ebbe proprio in Fidel il suo più fraterno amico per 50 anni, che soggiornò per lunghi periodi a Cuba, che era spesso presente al grande festival del cinema latinoamericano dell'Avana e alla Fiera del libro della capitale cubana e che, proprio assieme a Fidel nel 1980 aveva ideato e fondato la famosa Scuola di cinema di San Antonio de lo Banos di cui fu sempre presidente onorario.

Nel 2005, Gabo aveva inaugurato alla scuola la "piazza Za" dedicata a Cesare Zavattini, uno dei padri del cinema neorealista italiano,che negli anni 50 al centro sperimentale di cinematografia di Roma fu docente dello stesso Màrquez e dei giovani cineasti cubani Alfredo Guevara, Gutierrez Alea e Garcìa Espinosa . Come si vede Gabriel Garcìa Màrquez ha avuto grandi amici cubani e anche italiani, compresi i registi Salvatores, Scola e Pontecorvo più volte docenti alla sua scuola di cinema cubana.

Pensavo che di tutte queste relazioni culturali e di amicizia personale di Gabo vi fosse più traccia nel suo carteggio. Naturalmente il Corriere non ha pubblicato il mio intervento, nella rubrica apposita, ma mi ha inviato qualche riga privata l'autore dell'articolo, Emanuele Buzzi, dicendomi che è verissima l'amicizia di Gabo con Fidel Castro e con Cuba, ma che non era possibile dedicarle spazio nell'articolo. (Ma con altri personaggi lo ha fatto).

Quando ci sono di mezzo Cuba e Fidel a poter raccogliere complimenti e lodi, allora si sorvola alla grande. Così nell'articolo Fidel e Kissinger raccolgono l'identico "bottino" : un'unica citazione !

Ma vi sono sul Corriere altri precedenti simili, davvero poco generosi con Cuba e i suoi grandi nomi. L'anno scorso trovai un articolo sul regista cinematografico americano Steven Soderberg scritto da Giovanna Grassi che è una giornalista italiana che vive a Los Angeles e che per il Corriere è una specialista in quanto scrive esclusivamente articoli sul cinema statunitense.

Il regista statunitense è bravo, grande professionista e dotato di eclettismo che gli permette di passare da un film all'altro, da un genere all'altro. Il pezzo ricordava che l'autore aveva vinto premi ai suoi esordi, e che il suo film " Magic Mike" è in arrivo sugli schermi italiani (in realtà è uscito in Italia ora, nel settembre 2015, cioè oltre un anno dopo il pezzo della Grassi ). Che Soderbergh è noto anche per la serie di "Ocean eleven" ( Geroge Clooney e soci allo svaligiamento di casinò a Las Vegas). Ma sopratutto ha vinto un premio Oscar col film " Traffic", sulle gang di narcotrafficanti tra Messico e California. In effetti "Traffic" è stato un film che ha rivelato l'intera gamma professionale di Soderbergh: stile asciutto, secco, intrigante, effetti drammatici sicuri. Ma sul cast del film la Grassi comincia l'acrobazia. Cita gli attori MIckael Douglas e Caterina Zeta Jones e altri, ma non cita ( chissà perchè ) il giovane Benicio del Toro che è la vera rivelazione del film.

È il suo personaggio il protagonista vero, e perchè l'articolista non lo cita, come uno sconosciuto nel cast.? La Grassi ha creduto così di riuscire a non citare quello che è poi il più importante film della carriera della coppia Soderbergh-Del Toro.

E ignora del tutto il film che li ha visti impegnati per ben 7 anni!

E cioè il doppio film sulla figura di Ernesto Che Guevara nelle due parti " Che l'Argentino" e " Che Guerriglia", straordinaria biografia umana,politica, culturale,militare del mitico rivoluzionario conosciuto in tutto il mondo, film per il quale Benicio Del Toro vinse la Palma d'Oro al festival di Cannes 2009.

Dove c'è di mezzo qualcosa di straordinariamente bello su Cuba si cerca di nasconderlo. Però il doppio film sul Che di Soderbergh e del Toro è andato a Cannes, è uscito nei cinema di tutto il mondo ed è stato visto da milioni di spettatori sia al cinema che in tv. In Italia è stato trasmesso in tv su Sky, su La7, due volte, e su Rai 2.

Io l’ho visto in un luogo privilegiato. A L'Avana il 7 dicembre del 2008, nel cinema Yara stracolmo di pubblico e con ben 12 protagonisti sul palco a cominciare da uno strafelice Benicio del Toro.