OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

4 novembre 2015

Parigi – Abbagliante nella sua architettura post-moderna, con i suoi blocchi aerodinamici che sfidano lo spazio, il Centro Culturale Pompidou, nella capitale francese, accoglie la più grande retrospettiva dedicata al cubano Wifredo Lam (1902-1982) dalla sua morte, attraverso una completa panoramica che comprende la totalità della sua produzione, formata da 400 tele, illustrazioni, fotografie e documenti privati.

L’esposizione parte da quello che la critica ha definito come “un malinconico accademicismo ispanico” che ha caratterizzato il suo inizio come pittore sino alla essenziale tappa post-cubista che espose nel sacro MOMA a New York e in altri grandi musei.

Rivisitare Lam in questa immensa e completa mostra equivale a situarlo nel suo giusto piedestallo, paragonandolo con gli emblemi dell’avanguardia del secolo scorso, anche se non ha raggiunto lo status di Picasso, Braque o Leger, con i quali aveva stretto una buona amicizia nella Parigi degli anni 30.

Lam fu esiliato in Spagna e in Francia prima di tornare alla sua Cuba natale, quando scoppiò la seconda guerra mondiale.

Vendicatore dell’afrocubano multiculturale nella sua poetica, dialogando con la realtà che lo circondò, in ogni luogo Lam regala una variopinta opera dove i suoi sentimenti sono confluiti nei suoi fluidi internazionali in tute le sue tappe e manifestazioni.

In questo ampio spettro sorprende la monumentalità de “La giungla” del 1943, come le singolari strizzatine d’occhio a Matisse, Gauguin e Picasso degli anni precedenti.

Ammirabilmente curata, ricca nella sua varietà e vastità, l’esposizione resterà aperta sino al febbraio prossimo per i francesi e i turisti del mondo che giungono qui per inondarsi del suo esclusivo splendore, includendo i suoi molti tesori culturali. (Traduzione GM - Granma Int.)