ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Promossa da Press Tour, da Mantova Travel Group e dall’Ente del Turismo di Cuba, sabato 12 settembre alle ore 21.15, presso la libreria del Festival di Piazza Sordello, saranno di scena, per una serata dedicata a Cuba, all’atletica leggera e alla musica ( si esibiranno gli Angelica Mente con pezzi del Buena Vista Social Club), Roberto Borroni, Adalberto Scemma e uno dei miti dell’atletica mondiale: il cubano Alberto Juantorena.

Il libro scritto da Borroni e Scemma è dedicato al grande atleta cubano che dominò le piste dei 400 e degli 800 negli anni settanta.

L’inizio è perentorio.

Juantorena batte Bolt per 270 a 244. Sono i centimetri della falcata. Husain Bolt ha stupito il mondo, in occasione della doppia vittoria olimpica di Londra, impiegando 41 passi e mezzo per percorrere i 100 metri e 79 passi e mezzo per percorrere i 200.

L’ampiezza media della falcata è stata dunque di 244 centimetri, un dato che ha fatto gridare al miracolo.

Il vero miracolo, in realtà, lo aveva realizzato 36 anni prima il cubano Alberto Juantorena (Olimpiadi di Montreal 76). Due ori anche nel suo caso, nei 400 e negli 800. Il primo uomo nella storia a realizzare la doppietta.

Il dato relativo alla falcata, però, è ancora più sbalorditivo di quello di Bolt: ogni passo di corsa di Juantorena misurava in media 2 metri e 70 centimetri. Impressionante, vero? Soprattutto per questo, per l’azione maestosa della sua corsa, è stato coniato per Juantorena quel soprannome, El Caballo (il cavallo), che ha continuato a fargli compagnia anche a distanza di tanti anni.

L’incipit del libro, che ha per titolo: “Juantorena. La rivoluzione di corsa”, non tragga però in inganno. Non solo delle imprese sportive di Juantorena si tratta, ma dell’intreccio indissolubile- è lui stesso che lo dice- tra la vicenda sportiva e umana del grande campione e la Rivoluzione cubana.

Non sarebbe stato possibile, infatti, raccontare Juantorena senza parlare di Cuba, di Fidel Castro e delle alterne vicende che hanno contrassegnato, dal 1959 ad oggi, la più grande delle isole delle Antille.

D’altra parte El Caballo nasce nel 1950 a Santiago de Cuba, la culla della Rivoluzione, situata nell’Oriente cubano, considerata la “mas rebelde”, la più ribelle, perché dalla città che ha dato i natali a Juantorena sono partite le lotte per l’indipendenza dagli spagnoli, l’assalto nel 1953 (fallito) alla caserma Moncada e, nel 1956, la marcia dei barbudos verso l’Avana, dove entrarono vittoriosi all’inizio di gennaio del 1959.

Alle ore 15.30 di sabato 12 (nel Palazzo San Sebastiano), Juantorena parteciperà ad un altro evento promosso dal Festival, nel corso del quale verrà intervistato dal giornalista Federico Buffa.