ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Due pagine del Corriere della Sera del 2 luglio sulle nuove relazioni pacifiche tra Usa e Cuba, sono infarcite di svarioni non secondari tra didascalie e articoli.

1) aprile '61: " un gruppo di esuli cubani sbarca alla baia dei Porci...". Un gruppo? cosa vuol dire, 30,50, 100 persone? No erano ben 1560 ex militari batistiani e mercenari per rovesciare il governo di Fidel Castro. Addestrati e armati dalla Cia, 5 navi-trasporto, mezzi da sbarco con jepp, cannoni, mortai e piccoli blindati, 25 cacciabombardieri e, in attesa 35 miglia al largo, 3 navi Usa con trentamila marines.

2) sotto la foto di un palazzo con scritta elettronica "democracia en Cuba" la didascalia del Corriere dice: " proteste anti Castro a Miami". No. È L'Avana, è il palazzo sul lungomare della Sina (Sezione di interessi nordamericani ) del quale il corrispondente del Corriere Rocco Cotroneo (da Rio de Janeiro, Brasile) scrive: " ...nel 2006 per oscurare le scritte elettroniche, i cubani issarono grandi bandiere nazionali, 138 come gli anni di lotta contro gli Stati Uniti...". . No. Sbagliato anche questo. Le bandiere issate furono (a parte rarissime occasioni) non quelle nazionali, ma grandi bandiere nere a lutto, con stelle bianche dedicate a combattenti delle lotte storiche di indipendenza di Cuba. E 138 erano gli anni dal 1868 quando Carlos Manuel de Cèspedes iniziò la prima guerra di indipendenza cubana. Ma contro la Spagna, padrona di Cuba! Non contro gli Stati Uniti che in quegli anni dell'Ottocento erano occupati a sterminare qualche milione di indiani nativi americani, nella loro guerra civile nord-sud e a spararsi tra di loro, come del resto fanno anche oggi con 11 mila morti all'anno da armi da fuoco.

Gli Usa presero Cuba nel 1898 dopo il "misterioso" affondamento del loro incrociatore "Maine" in visita all'Avana, e una breve guerra definitiva di 4 mesi che dichiararono contro una Spagna ormai esausta. In quell'occasione, già che c'erano, gli yankee si presero anche l'isola caraibica di Puerto Rico tutt'ora territorio associato agli Usa.

3). Scrive ancora Cotroneo che "...Cuba ha sempre accusato tutti i dissidenti di tessere complotti con gli americani..." La realtà è stata proprio questa. Infatti gli sparuti gruppuscoli di "dissidenti" (mercenari per Cuba) entravano giornalmente proprio nel palazzo sul lungomare della Sina a fare riunioni, prendere ordini e a ritirare buoni stipendi e abbondanti fondi in fruscianti dollari statunitensi. Dunque proprio quel palazzo - che Cotroneo definisce "modernista" e che" domina" il malecòn habanero - il prossimo 20 luglio sarà ribattezzato come vera e nuova Ambasciata statunitense all'Avana dal ministro degli Esteri John Kerry.

A dominare il panorama al Km. 2 del lungomare dell'Avana -che è lungo 7 chilometri - è caso mai il grande e bellissimo Hotel Naciònal (1930) coi i suoi giardini, posto su una collinetta alta 25 metri a soli 400 metri distante dal palazzo USA della Sina. Che ha sì una particolarità singolare sull'intero lungomare dell'Avana. È l'unico edificio, tra centinaia di case, situato non parallelamente al vialone a 4 corsie e al mare antistante, bensì perpendicolarmente. Cioè la sua posizione, dunque anche simbolica, è quella di essere "messo di traverso".

Gli errori cronici su Cuba dei peraltro rarissimi giornalisti corrispondenti dei grandi giornali italiani derivano dal fatto che essi sono stanziati in altri Paesi da cui si spostano pochissimo come il Brasile per Cotroneo o l'Argentina come è stato per il corrispondente Rai, Raffaele Fichera poi richiamato a Roma due anni fa.

L'unico giornale italiano che da diversi anni ha un corrispondente fisso all'Avana. Roberto Livi, è proprio Il Manifesto. Che si avvale anche di esperti inviati italiani in America Latina come Geraldina Colotti, e si affida anche a validi corrispondenti locali.

In conclusione va ricordato che in paesi dalle vicende complesse come Cuba e come in altre latitudini latinoamericane, solo i giornalisti residenti fissi sul posto o permanenti per vari mesi all'anno possono conoscere con precisione (quasi) ogni cosa.

Molti giornali e TV italiane non si preoccupano, contando sul fatto che solo una percentuale minima di cittadini italiani cerca-specie in rete, informazioni più esatte.

Un ultimissimo esempio, quelli di "Voyager" del famoso Giacobbo di Rai2.

Ha mandato un mese fa una frettolosissima troupe a filmare da Trinidad a Pinàr del Rio. Sbagliavano anche a cominciare dai nomi più semplici. "El valle de los ingenios" ( gli antichi zuccherifici del Sette-Ottocento presso Trinidad) diventava "la valle de las Iglesias" (?). Pinàr del Rio diventava Pìnar (con l'accento sulla "i" ) ; il redattore avrà pensato che siccome di parla di pini doveva essere "pìnar"(!). E l'amena località del miglior tabacco del mondo nella voce narrante suonava " Vinales" e non "Vignales" come risulta con l'accento spagnolo sulla lettera "n". In compenso i campesinos, contadini, venivano pronunciati "campesignos". Insomma dove andava l'accento non lo pronunciavano e dove non c'è sì.

Si comincia dalle piccole cose per prendere cantonate poi anche su quelle più grandi. Qualche anno fa al TG di Rai3 per la grande festa patriottica cubana del 26 luglio fecero vedere la Piazza della Rivoluzione di Santa Clara, compresa la grande statua di Che Guevara, e il conduttore di turno diceva: " Qui a Santiago di Cuba, come potete vedere....".   La disinformazione-imprecisione della stampa-tv italiana su Cuba ? E' tutta un programma!