
José Carlos de Santiago Bartolomé, presidente ed editore del Gruppo Excelencias e Ambasciatore dell’Accademia Ispanoamericana di Gastronomia, ha inaugurato di recente il 1º Seminario Gastronomico Internazionale Santiago di Cuba 2015 e iI Simposio Internazionale “Dal Cacao al Cioccolato”, ed ha salutato le personalità presenti nel Salone delle Conferenze Sierra Maestra dell’Hotel Meliá Santiago di Cuba.
Nel suo discorso inaugurale ha segnalato la presenza di uno dei migliori maestri pasticceri del mondo, Paco Torreblanca, e di María Cristina Jorge, direttrice della Scuola Latinoamericana e dei Caraibi di Cioccolatería, Pasticceria e Confetteria, di Ciro Bianchi, presidente dell’Accademia di Gastronomia di Cuba e di molti rappresentanti del settore turistico e della gastronomia nazionale e internazionale.
“È un onore che per la prima volta si realizzino visite ad alto livello a Santiago, con esperti che vengono a conoscere la gastronomia dell’Isola. Ci rallegra che l’immagine di questa gastronomia sia la maggiore ambasciatrice dell’arte culinaria nella regione e che serva per far conoscere come si mangia e si vive al calore di questa terra”, ha detto ancora José Carlos de Santiago.
Il Seminario ha contato con di diverse esposizioni teoriche, conferenze e degustazioni di Rum e sigari Habanos.
“Senza turismo non c’è gastronomia, ma senza gastronomia non si può avere turismo”, ha concluso l’Ambasciatore dell’Accademia Ispanoamericana di Gastronomia.
Lo storiografo di Santiago di Cuba, Juan Manuel Reyes Cardero e Ciro Bianchi, presidente dell’Accademia di Gastronomia cubana, hanno offerto una conferenza magistrale su “L’influenza dei costumi culinari dei Caraibi nella cucina cubana", come parte del 1º Seminario Gastronomico Internazionale Santiago di Cuba 2015 e del 1º Simposio Internazionale “Dal Cacao al Cioccolato”.
Manuel Reyes ha segnalato che la cucina attuale della zona ha come base gli stessi alimenti che consumavano gli aborigeni. Fu con la conquista spagnola che i costumi culinari cambiarono e la cucina aveva acquisito nuove forme con i prodotti importati dalla Spagna. Ciro Bianchi ha parlato del primo alimento che apparve nella cronaca cubana agli inizi del XVI secolo: il budino bianco.
“Il “ajiaco”, un minestrone, è uno dei piatti più tipici della cucina di Santiago e nazionale che si cucina abitualmente da quando vi sono stati tolti i ceci, come riferiva la grande maestra di cucina Nitza Villapol. In una delle pagine del libro “Un artista in Cuba”, Goodman ricrea la veglia di un funerale santiaghero, alla quale dovette partecipare, dove si servivano dolci, biscotti, caffè, cioccolato e sigari Habanos”, ha riferito ancora Ciro Bianchi.
I due conferenzieri hanno poi spiegato ad un pubblico attento e interessato come la cucina cubana è giunta ai nostri giorni ed è diventata un’identità nazionale. (Traduzione GM – Granma Int.)





