ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

A metà marzo il ciclone Pam che ha colpito il piccolo arcipelago delle Vanuatu, nell'oceano Pacifico non lontano da Australia e Nuova Zelanda, era nei grossi titoli di tutti i giornali.

In Tv è apparso addirittura nei primi cinque argomenti di copertina, mai visto prima, con tutto il rispetto, per un ciclone il cui primo saldo parlava di una decina di vittime.

Prima solo il Katrina di New Orleans, 2005, e il Sandy del 2012 avevano avuto ancor maggiore spazio su stampa e tv italiane. Ovvio, colpirono gli Stati Uniti!

Katrina, un categoria 3, fece oltre mille morti a New Orleans, ma molte persone persero la vita per malori e stenti all'interno del Superdrome, il Palazzo dello Sport affollato da ottantamila alluvionati neri, poveri e anziani (i bianchi motorizzati se ne erano già andati via da giorni), e non pochi altri erano affogati nelle modeste case di periferia inondate anche a causa di piccole esplosioni sugli argini provocate - pare - per difendere i quartieri residenziali "bene". Da vedere in merito il lungo film-documentario "Katrina " girato dal noto regista afroamericano Spike Lee.

Il presidente degli Usa, George W. Bush, dopo aver naturalmente rifiutato i 600 medici equipaggiati subito offerti da Cuba, sorvolò New Orleans solo al terzo giorno e al sesto inviò come aiuto … la guardia nazionale con le baionette innestate!

Sandy poi è stato un evento davvero eccezionale perché è molto raro che un ciclone tropicale atlantico-caraibico possa viaggiare a Nord per 4000 chilometri fino al Canada, e passando sopra New York. E in stagione tardiva, cioè a fine ottobre.

Ma Sandy lassù era ridotta a tempesta tropicale con venti fino a 90 km/ora e moltissima pioggia. A Sandy, sopra gli Usa, Il Corriere della Sera dedicò pagine e pagine mentre quando il ciclone molto più in forze aveva in precedenza fatto oltre un centinaio di vittime nei Caraibi (piccole Antille, Dominicana, Haiti, Giamaica e nell'oriente di Cuba), quasi tutte le info italiane, stampa e tv, avevano molto "glissato", direi quasi ignorato.

Nella sua rotta finale in effetti Sandy provocò importanti alluvioni e in Connecticut aveva sorvolato anche la cittadina di New Town, che non fece vittime.

(Un mese dopo, il 14 dicembre del 2012, in una orribile combinazione, il ventenne nazista Adam Lanza uccise a fucilate, nella scuola elementare di New Town, 20 bambini e 6 maestre. Come in altri casi simili, un giovane bianco statunitense criminale nazistoide diviene più letale di un uragano...)

L'analisi del fenomeno degli uragani tropicali caraibici (la "temporada ciclonica" va dal 1° giugno al 30 novembre) è complessa: diremo solo che in estate le acque dei mari dei Caraibi sono a 30 gradi e la grande umidità che sale a 8 mila metri e incontra nubi ghiacciate scatena la brutale energia. Il meccanismo è questo. Al centro dell'Atlantico, tra le isole africane di Capo Verde e la corona delle Piccole Antille che cingono a est il Mar dei Caraibi, si raggruppano sistemi nuvolosi di grandi dimensioni e notevoli altezze. Questi sistemi temporaleschi possono prendere forma di tempesta tropicale (con venti interni fino a 90 km/ora), viaggiano su una rotta est- ovest ma quando entrano sulle acque particolarmente calde del Mar dei Caraibi possono iniziare a vorticare sempre più velocemente assumendo dimensione di uragano di diverse categorie dalla uno alla cinque. In quest'ultima i venti interni al sistema vorticano fino a 300 km/ora.

È come un'enorme falciatrice che si abbatte su mare e terre e poiché la velocità di spostamento del sistema è bassa (tra i 25 e i 50 chilometri orari) il tempo di devastazione non è breve e batte molto territorio: tutto ciò che non è in solida muratura viene distrutto. E' esposta a questi fenomeni l'intera ampia fascia a cavallo del Tropico del Cancro (la cui linea ideale passa una trentina di miglia al largo dell'Avana lungo la costa nord di Cuba). Il percorso prevalente degli uragani è diritto attraverso il mar caraibico fin dentro il golfo del Messico, ma cambi di rotta repentini avvengono. Così arrivano anche su territori del Centroamerica e meridionali degli Stati Uniti, spesso in Florida.

E poiché la vita del ciclone può durare anche settimane, certe zone possono essere colpite più volte, andata e ritorno. Chi i cicloni caraibici se li prende tutti, sono isole come la Giamaica o le piccole Cayman, al centro del Mar dei Caraibi. Per le isole grandi, come Dominicana-Haiti e Cuba, non tutto il territorio viene colpito. Nel "semestre secco", da dicembre a maggio, gli uragani non si sviluppano praticamente mai.

Il mare è "solo" a 26 gradi e i venti arrivano freschi dal nord.

Ricordo un viaggio a Cuba nel 2008 in cui, in tre settimane a settembre, gli uragani di categoria 4 e 5 Gustav e Ike provocarono distruzioni e danni per cinque miliardi di dollari. L'Avana venne risparmiata, ma furono colpite le regioni orientali (Santiago de Cuba, Holguin, Las Tunas) e anche le occidentali (Matanzas, Pinar del Rio, Isola de La joventud). A Cuba c'è una importante particolarità. I cicloni tropicali fanno pochissime vittime umane, molte meno di qualsiasi altro paese caraibico e centroamericano, e anche della Florida, dove i proprietari preferiscono montare la guardia col fucile piuttosto che lasciare la casa. A Cuba la protezione civile cubana evacua e sposta anche più di un milione di persone da una provincia all'altra, a seconda del percorso dell'uragano che si sposta solo a 50 km/ora e i venti velocissimi e distruttivi ruotano al suo interno.

Poi succedono dolorosi inconvenienti come il cambio di direzione di Sandy che, già sulla Giamaica, improvvisamente virò a nord e in due ore colpì Santiago. Se chiedete alla ONU, vi diranno che il sistema cubano è il modello più efficace e positivo nella difesa della vita della popolazione dai rovinosi cicloni tropicali.

Gli uragani colpiscono in tutti i mari caldi, più raramente nell'emisfero a sud dell'Equatore o nel Pacifico come nel recente caso di Vanuatu. Colpiscono anche in Asia nell'oceano Indiano e relative coste.

"Carburante esplosivo" naturale è sempre l'incontro-scontro tra correnti caldo-umide ascensionali e grandi nuvole di aghi di ghiaccio in alte quote. Poi, fortunatamente, ci sono anni in cui gli uragani sono pochi e i devastanti nessuno. A Cuba esistono cronache scritte da 300 anni. Certo che se Cristoforo Colombo, che viaggiò tra Atlantico e Caraibi nel 1492 nei mesi peggiori tra agosto a ottobre, avesse incontrato un "categoria 5" forse poteva anche cambiare la storia del Mondo.