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Il Museo Nazionale della Danza di Cuba, a L’Avana, ha inaugurato alcuni giorni fa una mostra di documenti relazionati alla leggendaria ballerina russa Ana Pávlova, per commemorare i centro anni dal suo debutto nell’Isola.

Un costume originale, sculture, quadri, programmi con il suo autografo, riviste e tre pubblicazioni che parlano di lei, fanno parte della mostra che resterà aperta sino alla fine del mese d’aprile.

Domani venerdì 20, il Ministero delle Comunicazioni di Cuba metterà in circolazione un francobollo che riproduce l’immagine della diva.

Ana Pávlova aveva studiato danza nel Balletto Imperiale di San Pietroburgo e in quella compagnia divenne la prima figura nel 1906, Brillò come stella nel balletto russo di Diaghilev, famoso come uno dei gruppi artistici migliori della prima metà del XX secolo.

Poi creò la sua compagnia e portò la danza classica in diverse parti del mondo, includendo L’Avana.

Come artista la Pávlova affascinò ballerini, artisti, musicisti, pittori, poeti e coreografi come Mijaíl Fokin, che la pose nell’elenco del debutto di uno dei suoi brani più delicati, Le Silfidi e disse che in quell’opera la ballerina “volava nel palcoscenico”.

Fokin creò per lei diversi balletti, ma la Morte del Cigno è divenuto immediatamente una memoria storica della danza, una squisita miniatura coreografica del principio del XX secolo e una delle interpretazioni più complesse e complete, per la fragilità e la verosimilitudine dell’unico personaggio.

L’immagine poetica del cigno che agonizza e muore è grande grazie all’ingegno del creatore e alla spiritualità della ballerina.

La Pavlova era poco modesta e abbastanza gelosa dei suoi compagni di ballo e degli applausi del pubblico, e non si è mai saputo perchè tenne segreta la notizia del suo matrimonio con il suo rappresentante per vari anni.

La morte dell’artista avvenuta troppo presto, è stata descritta come l’agonia del suo cigno. Poco prima d’andarsene, a quasi 50 anni per via di un’influenza, la Pavlova sussurrò le sue ultime parole chiedendo che le preparassero il suo vestito da cigno, e poco dopo morì.

Curiosamente, nel 1931, l’anno della morte della ballerina russa, una bambina cubana, di nome Alicia Alonso, realizzò il suo primo debutto artistico in La bella addormentata”, lo stesso balletto che aveva ispirato la Pavlova nella sua infanzia ad essere ballerina.

L’opera che diede maggior fama ad Ana Pavlova, La morte del cigno”, fu anche l’ultimo balletto interpretato da Alicia Alonso a Cuba, prima d’emigrare momentaneamente negli Stati Uniti nel 1956, come protesta per il ritiro della già scarsa sovvenzione concessa dal governo di quell’epoca alla sua accademia di ballo.

( Traduzione GM – Granma Int.)