ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Luciano Vasapollo è un personaggio a Cuba, dove nel suo ultimo viaggio in occasione della 24ª Fiera Internazionale del Libro, Cuba 2015, ha incontrato molti dirigenti cubani in un soggiorno molto faticoso per gli innumerevoli incontri, appuntamenti e conferenze offerte, ma molto proficuo per gli scambi e i progetti culturali.

La sua visita, sempre con l’assistenza di un alto funzionario dell’ICAP, Roberto Rodríguez, è terminata con la presentazione, al di fuori della Fiera del Libro, del testo di economia “El despertar de los Cerdos”(i PIIGS) nella sede della ANEC, l’associazione degli economisti di Cuba, accompagnato dal vice ministro di Cultura Fernando Rojas e dal presidente della ANEC, Oscar Luis Hung. Pochi giorni prima, nella Casa Memoriale Salvador Allende, Luciano Vasapollo e la cubana Isabel Monal, professori universitari e prestigiosi investigatori della filosofia marxista-leninista, che collaborano in questo campo da venticinque anni almeno, hanno parlato ad un nutrito gruppo di interessati al tema della necessità d’interpretare e valutare correttamente gli apporti di Gramsci allo studio dei processi per l’emancipazione del continente americano.

“Uscire dal fosso e buttar via il rospo dal cuore”, è un afrase di Antonio Gramsci, amata da Luciano Vasapollo che ha scritto un libro che raccoglie importanti investigazioni sul grande anti fascista italiano, intitolato “Gramsci in America Latina”, che verrà presto tradotto e stampato anche a Cuba, come ha confermato la presidentessa dell’Istituto Cubano del Libro, Zuleika Romay.

L’analisi sull’attualità del pensiero di Antonio Gramsci è servita per spiegare chi fu il dirigente del Partito Comunista Italiano negli anni 20 del secolo scorso, ucciso dal fascismo di Mussolini, sottolineando che lo studio dell’opera gramsciana è imprescindibile, soprattutto ora in America Latina, per contrarrestare il terrorismo mediatico fomentato dal potere dell’imperialismo, per sostenere il capitalismo.

Luciano Vasapollo ha indicato che la figura di Antonio Gramsci viene tergiversata nell’Europa di oggi, “e che nelle università di utilizza il suo pensiero per suggerire ai giovani che il comunismo non ha necessità d’essere rivoluzionario, che anzi dev’essere moderato, senza spiegare mai che il solo vero potere è l’egemonia culturale. “Gramsci ha interpretato il mondo di oggi novanta anni fa, con il suo studio dell’egemonia”, ha aggiunto, sostenendo che senza l’egemonia culturale non esiste nemmeno il socialismo.

La professoressa di filosofia Isabel Monal ha detto che in America Latina è presente una situazione di solidarietà tra governi, movimenti, partiti e tendenze, con progressisti di sinistra e rivoluzionari, e che grazie a questa integrazione l’America Latina è meno vulnerabile di fronte ai tentativi ripetuti di colonizzazione dell impero che realizza in questi tempi. “Per noi Gramsci è una grande fonte di ispirazione poiché è colui che si è battuto per la liberazione dell'Italia dal fascismo, per la costruzione di un partito politico, che purtroppo non esiste più.

Quanta acqua è passata sotto i ponti della Repubblica Italiana dopo il processo di liberazione dal dominio fascista e dall'occupazione nazista. Gramsci rimarrà per sempre un simbolo di quella resistenza fatta da esseri umani straordinari che hanno sacrificato la loro vita per la conquista di un ideale.

È imprescindibile oggi capire il processo di costruzione di una società basata sulla logica del lavoro che dovrà sostituire l'apparato egemonico del passato, per modificare, una volta per tutte, le relazioni sociali di produzione. Questa è la base per una società che si ispira al pensiero gramsciano.

Un pensatore e un attivista politico come Antonio Gramsci dev’essere considerato un interprete dell'epoca in cui ha vissuto, poiché non si può prescindere dalla sua opera se si vuole comprendere lo “spirito del suo tempo”. È bene che anche i più giovani leggano le opere di Gramsci poiché la sua eredità è ancora attuale.

L'opera, la vita e l'impegno di Gramsci sono la base attuale per la costruzione di una società nuova, una società socialista”, si legge nello scorrevole testo. Luciano Vasapollo ha anche annunciato che Isabel Monal e lui si dedicheranno alla stesura di un testo sul pensiero del peruviano José Carlos Mariátegui, un continuatore di Antonio Gramsci ed ha fatto la proposta di ufficializzare il 17 dicembre come Giorno della Liberazione Internazionale, dopo la scarcerazione dei Cinque e soprattutto per l’unità dei gruppi di solidarietà a favore della liberazione di tutti i prigionieri politici.

Padre Antonio Tarzia, un sacerdote impegnato nell’editoria, che ha accompagnato di nuovo, dopo tre anni, per alcuni giorni, il professor Luciano Vasapollo, noto economista e investigatore, nel suo viaggio a Cuba, durante la 24ª Fiera Internazionale del Libro, Cuba 2015 , e che era venuto a L’Avana in occasione della visita del Papa Benedetto XVI, ha detto in una conversazione a proposito della liberazione dei Cinque Eroi cubani che il Papa Francisco ha raccolto quel filo rosso che San Francesco nel suo tempo applicava.

“Questo Papa latinoamericano sta operando per sviluppare una nuova chiesa, ha preso a cuore la liberazione dei Cinque antiterroristi e desidera dare a Cuba un certo benessere; per questo ha partecipato alle trattative per ristabilire una normale relazione con gli Stati Uniti contro il blocco che sacrifica il popolo cubano”, ha sostenuto.

“Papa Francisco al quale Luciano ed abbiamo consegnato un messaggio a favore della liberazione di tre dei Cinque, che sono stati poi liberati il 17 dicembre, parlerà nel Congresso degli Stati Uniti ed io posso pensare che parlerà anche di Cuba” ha aggiunto.