OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Dunia Álvarez Palacio

Le tensioni geopolitiche, gli alti livelli di debito, la crescita sostenuta dell’inflazione —che pone in svantaggio quelli che hanno meno—, lo sviluppo delle tecnologie come 
l’intelligenza artificiale con le sue sfide etiche e di lavoro, e il cambio climatico che pone in pericolo la vita nel pianeta, sono i grandi impegni che si affrontano nello scenario globale attuale. 

 Il membro del Burò Politico e primo ministro, Manuel Marre ro Cruz, lo ha affermato  intervenendo nel forum /Fidel e le sfide dell’economia mondiale/, realizzato nella cornice del 1º Colloquio Internazionale /Fidel: legato e futuro/.
Ha caratterizzato il momento attuale come una «crisi multi dimensionale» che danneggia non solo Cuba ma il mondo intero, e ha denunciato l’indurimento del blocco   economico imposto dal Governo degli Stati Uniti  all’Isola da più di sei decenni. 
Ha poi segnalato che la politica d’asfissia ha scalato in modo brutale con una combinazione di misure coercitive senza precedenti, l’esclusione di Cuba dal  finanziamento internazionale. Ha precisato che il Comandante in Capo ha saputo leggere le tendenze del capitalismo globale, denunciando la globalizzazione neoliberale come un sistema che generalizza la povertà e non lo sviluppo, e ha ricordato gli insegnamenti di Fidel durante il periodo speciale. 
Riferendosi alle 176 trasformazioni economiche e sociali, il Primo Ministro ha spiegato che il Governo conduce un programma economico e sociale basato nelle proposte del popolo, dopo una consultazione di due milioni di persone. 
Ha insistito che queste trasformazioni non costituiscono una copia di modelli stranieri 
: «Abbiamo studiato le esperienze della Cina e del Vietnam; ma Cuba non è la Cina nè il Vietnam.Le nostre trasformazioni sono al 100 % cubane, realizzate con totale sovranità». 
Ha enfatizzato che l’obiettivo è preservare l’essenziale del socialismo cubano: «Cambiare tutto quello che va cambiato —come insegnò Fidel il 1º maggio del 2000—, ma non cambieremo le nostre radici nè le fondamenta di giustizia sociale». 
La vigenza del pensiero  economico di Fidel Castro Ruz sul sistema monetario e finanziario internazionale è stata al centro del dibattito di questo forum, nel quale gli specialisti  hanno esposto che il Comandante in Capo non sono aveva compreso già in epoche precoci le contraddizioni del sistema monetario internazionale, ma aveva anche segnalato con esattezza come queste generavano ostacoli strutturali per lo sviluppo dei paesi sotto sviluppati. 

L’investigatrice del Centro d’Investigazione dell’Economia Mondiale, Gladys Hernández Pedraza, ha detto che il Leader cubano aveva avvertito su cinque problemi fondamentali che oggi zavorrano le economie del sud globale: la volatilità dei tassi di cambio, come fattore d’incertezza destabilizzatrice per il commercio e l’attività economica; la speculazione nei mercati di divise, divenuta un’attività ad alto rischio per tutti gli Stati  specialmente quelli di  minor capacità economica; la liquidità mondiale, dipendente nell’essenziale dalla politica monetaria di una sola nazione. 
Il  cumulo forzato di riserve da parte di paesi sotto sviluppati, che restano  depositate nelle banche di nazioni sviluppate e sottopongono  queste economie a condizioni d’Istituzione, come il Fondo Monetario Internazionale, e agli squilibri economici generati da un sistema condizionato dall’egemonia di una potenza, è stato causa fondamentale di crisi finanziarie consecutive dal 1929 all’attualità.