OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Dunia Álvarez Palacio

La vocazione solidale di Cuba, come valore della fondazione della nazione, è stata riaffermata durante il Forum di Solidarietà /Fidel per Sempre/, che ha riunito a L’Avana amici dell’Isola di diverse parti del mondo, nel contesto del 1º Colloquio Internazionale /Fidel: legato e futuro/. 
Con la la presenza del Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, e dei membri del Burò Politico Ro berto Morales Ojeda, segretario dell’Organizzazione del Comitato Centrale e del ministro delle Relazioni Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, Noemí Rabaza Fernández, vice presidente dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli  (ICAP), ha segnalato la dimensione internazionalista dell’opera e il pensiero del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz. 
Ha affermato che la solidarietà cubana si è forgiata nelle lotte per l’indipendenza e si è nutrita del pensiero di  José Martí e delle idee di Fidel, che intese che l’internazionalismo costituiva una maniera di saldare il proprio debito con l’umanità.
 
LA VOCE DEL VENEZUELA NEL COLLOQUIO FIDELISTA: «SOLO CON L’UNITÀ CONTINENTALE OTTERREMO LA VITTORIA»

 
«Per il popolo di Chávez, Fidel è un padre e la sua opera ci nos accompagna in ogni spazio di vita, in ogni organizzazione popolare in ogni territorio dove vive la nostra gente», ha riconosciuto dal Palazzo delle Convenzioni della capitale cubana Blanca Eekhout, presidente del venezuelano Istituto Simón Bolívar per la Pace e la Sovranità dei Popoli. È un onore e un impegno per noi stare a Cuba in questo momento e celebrare i cento anni di vita infinita di Fidel, non solo per la sua opera, ma per le idee che oggi sono vigenti e che sono un respiro per l’anima dei popoli e un motore per costruire il futuro», ha aggiunto.
Eekhout ha segnalato che oggi tutti i Caraibi stanno sotto un’aggressione militare senza precedenti con  dimensioni economiche digitali, elettroniche e cognitive. Inoltre ha risaltato che:«Il Venezuela è stato bombardato. Il nostro presidente Nicolás e sua moglie Cilia sono sequestrati; 120 patrioti sono stati assassinati, e tra loro 32 eroi cubani ai quali rendiamo oggi il nostro omaggio e la nostra eterna gratitudine, perchè come Martí, hanno servito il Venezuela come figli». 
Di fronte alla controffensiva imperialista, Blanca Eekhout ha chiamato al ritorno del Fidel  dello sbarco del Granma, che con appena sette fucili era sicuro che avrebbe vinto la guerra. Inoltre ha citato Hugo Chávez, che ha saputo a sua volta intravedere le vittorie dalle più dure circostanze. 
Alla fine ha incitato al legato dei due leaders: unità, lotta, battaglia e vittoria. 
«Noi vinceremo!», ha segnalato. 

 DA PUERTO RICO: «CONTANO CON LA NOSTRA SOLIDARIETÀ, MA SOPRATTUTTO  CON LA NOSTRA LOTTA» 

«Veniamo sfidando il mandato d’obbedienza degli Stati Uniti e a dire senza eufemismi e senza timore: Il blocco contro Cuba è una guerra!», ha detto  Soan Tanis, membro della dirigenza del Movimento di Solidarietà con la Maggiore delle Antille in Puerto Rico. 
«È  una guerra economica, finanziaria, psicologica e politica; una guerra che non si sferra solamente negli uffici governativi nè in documenti diplomatici, si libra contro i corpi e contro la vita quotidiana del popolo cubano; si sferra quando s’impedisce l’arrivo del combustibile, quando un ospedale affronta difficoltà per ottenere medicinali, parti o pezzi di ricamabio, quando una famiglia deve riorganizzare tutta la sua vita attorno a un apagón, con la mancanza di trasporti e la scarsità di alimenti», ha detto.
«Nessuna crisi colpisce allo stesso modo, ha detto ancora. Quando scarseggiano gli alimenti, quando manca il trasporto, quando mancano l’elettricità o le medicine, sono le donne che sopportano un maggior lavoro domestico, con più impegni e più responsabilità per la sopravvivenza quotidiana; le donne lavoratrici, le persone con  handicaps, l’infanzia e le comunità impoverite ricevono i colpi più duri di queste misure coercitive unilaterali», ha sottolineato. 
«Abbiamo compreso che la grandezza di Fidel si trova in una cosa molto semplice: tutto quello che ha inteso come necessario, lo ha reso possibile. Di fronte alla tirannia ha fatto la guerriglia, di fronte al capitale ha fatto socialismo, ha fatto un partito, ha fatto un governo,  ha fatto riforme, ha fatto rivoluzione e  internazionalismo, ha parlato, educato, combattuto, ha studiato, è stato fiero e tenero, ci ha lasciato un legato, una bussola mistica che punta verso il luogo contrario di questo sistema di morte» ha proseguito l’attivista. 
Voi contate con la nostra solidarietà come noi abbiamo contato con la vostra, ma contate soprattutto con la nostra lotta e con la nostra militanza senza condizioni, ha precisato. 

«LA POLITICA DELLA CINA DI MANTENERE UN’AMICIZIA DI LARGO RESPIRO CON CUBA NON CAMBIERÀ» 

 Sun Xueqing, vice presidente dell’Associazione di Amicizia del Popolo della Cina con l’Estero, ha assicurato da L’Avana che nel suo paese si sentono come propri il dolore e le difficoltà di Cuba, nel mezzo dell’attuale assedio energetico ed economico imposto e indurito dal Governo degli USA. 
Ha assicurato che il suo paese non dimenticherà mai che Fidel chiese al popolo di Cuba se era d’accordo con lo stabilimento di relazioni diplomatiche con il gigante asiatico e nemmeno la maniera in cui risposero i cubani, divenendo il primo paese dell’America Latina che ha creato questo vincolo con la nazione Yangtsé. 
L’inviato ha risaltato la volontà di continuare a costruire una comunità di futuro condiviso tra i due paesi e ha precisato il suo appoggio alla lotta dell’Isola per la sua sovranità nazionale e contro il blocco, con danni accumulati da lungo tempo.  
«Cambi quello che cambi nel terreno internazionale, la politica della Cina di mantenere un’amicizia di lungo respiro con Cuba non cambierà», ha confermato. •