OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Jose M. Correa

Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione Cubana;

Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Partito Comunista di
Cuba e Presidente della Repubblica;

Esteban Lazo Hernández, Presidente dell’ Assemblea Nazionale del Potere
Popolare;

Deputate, deputati e invitati:

Le deputate e i deputati dell’ Assemblea Nazionale del Potere Popolare della Repubblica di Cuba, in nome del popolo cubano, reiterano la loro più energica condanna dell’aggressione genocida del Governo degli Stati Uniti contro Cuba  e dell’impegno imperialista di piegare con la forza la volontà sovrana dei cubani, l’impegno della nazione con la difesa del diritto inalienabile alla libera determinazione, la salvaguardia della sua indipendenza e la determinazione di costruire il
Socialismo, pilastri solidamente costituiti e innegoziabili.
Due ordini esecutivi presidenziali, con data del 29 gennaio e 1º maggio sono esempi concreti della politica di massima pressione che segue la filosofia del castigo collettivo a tutto un popolo. A questo si somma l’infame accusa contro il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz,
leader della Rivoluzione Cubana.
Le minacce reiterate d’aggressione militare costituiscono un crimine internazionale, come registra la Carta delle Nazioni Unite. 
Se si concreterà un’azione irresponsabile di questa natura, l’impero si scontrerà con la ferrea e irremovibile resistenza del popolo cubano, che non cederà un palmo del suo territorio, nè la minima delle sue prerogative sovrane.
Provocherà morte e distruzione e condurrà a un bagno di sangue, ma non realizzerà l’obiettivo di subordinare Cuba al dettame neocoloniale degli Stati Uniti di stabilire una condizione di dipendenza di questo paese, né il ritorno di Cuba alla società corrotta, brutalmente disuguale e socialmente ritardata, dove una potenza straniera era padrona della ricchezza nazionale e interferiva nei tempi politici interni del paese. 
La guerra economica alla quale si sottomette il paese con uguali propositi,
rinforzata dal brutale assedio energetico, le misure  equivalenti a un
blocco navale e le sanzioni secondarie contro coloro che  sovranamente
commerciano e investono in Cuba, vuole realizzare i suoi obiettivi mediante un castigo collettivo a tutta a popolazione e provocare una crisi umanitaria , condotta che costituisce un crimine internazionale e merita la più ampia condanna in tutti gli angoli del pianeta. 

Le sue nefaste conseguenze le soffre il popolo cubano ogni giorno, in tutte le cose della vita, mentre il Governo  statunitense che agisce come carnefice misura i suoi risultati con la morte di un bambino, per non poter disporre di trattamenti idonei, con la chirurgia che  si cancella o si pospone per mancanza d’elettricità o di materiali sufficienti, con  l’angoscia familiare per mancanza d’elettricità e rifornimento di acqua o per l’impossibilità di preservare gli alimenti. 
Questo carnefice celebra gli effetti d’una guerra silenziosa ma spietata, che resterà registrata nella storia e nella coscienza nazionale come restò la criminale “riconcentrazione di Weyler”.
Come può un paese in pieno  XXI secolo del terzo millennio, vivere senza disponibilità di  combustibili? Come generare sufficiente energia elettrica? Come mantenere la vitalità di industrie, fabbriche, ospedali…?  
Come produrre, trasferire alimenti e medicinali? Che destino avranno i milioni di cubane e cubani se non si fermano  i propositi criminali del poderoso vicino del nord.
Come ha segnalato il Generale d’Esercito, leader della Rivoluzione Cubana: 
«… anche di fronte a questa nuova sfida, saremo comunque vittoriosi».
In giorni recenti, su richiesta di Cuba, l’Assemblea Generale delle Nazioni unite ha dibattuto sull’assedio energetico, l’acuirsi della guerra economica e la minaccia d’aggressione militare contro il popolo cubano.
Il nostro solidale e generoso arcipelago ha ricevuto ancora una volta un ampio appoggio della comunità dei paesi, nonostante le forti pressioni del Governo statunitense perché non si trattasse il tema e le reiterate calunnie che hanno accompagnato gli offensivi discorsi dei rappresentanti degli Stati Uniti.  
Abbiamo il dovere e il diritto di difendere la vita dei nostri cittadini, di preservare questa regione come Zona di Pace, come proclamarono i capi di Stato e di Governo, uomini e donne, Vertice della Comunità degli Stati Latino americani e Caraibici, CELAC, nel gennaio del
2014, a L’Avana.
L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare riafferma quanto ha espresso il Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica Miguel Díaz-Canel lo scorso 26 di luglio, riferito a che «Cuba non è una minaccia nè per gli Stati Uniti nè per nessun altro paese sulla terra. Siamo un popolo nobile che salva vite dove gli altri distruggono, che manda medici e maestri  dove altri mandano bombe».
Inoltre sostiene la denuncia realizzata dal Capo di Stato cubana che il nostro paese è vittima di un genocidio freddamente calcolato ed esprime il suo più fermo supporto alle Dichiarazioni del Governo Rivoluzionario e del Ministero delle Relazioni Estere di condanna della condotta criminale del Governo degli Stati Uniti.
Reitera il suo profondo ringraziamento alle manifestazioni di solidarietà e simpatia espresse da diversi governi e parlamenti, organizzazioni politiche, sociali e religiose, gruppi d’amicizia, cubani residenti all’estero e migliaia d’individui con senso di giustizia e di etica, con indipendenza dalle sue posizioni rispetto alla Rivoluzione Cubana. 
Esprime una speciale gratitudine e riconoscimento ai politici, alle organizzazioni e persone diverse, includendo molti cubani che dagli Stati Uniti e con grande coraggio hanno fatto conoscere la loro condanna di una politica tanto crudele contro una nazione e un popolo che non aggrediscono né minacciano alcun paese. 
Abbracciamo la predica martiana, e con il Maestro, diciamo: «Cuba non va per il mondo da mendicante, va da sorella e opera con l’autorità di tale. Salvandosi salva...».
L’Assemblea avverte anche sui pericoli dell’ondata repressiva e maccartista che tenta d’imporsi dagli Stati Uniti contro i suoi propri cittadini, espandendosi sull’emisfero. 
Sarebbe davvero irresponsabile dimenticare o ignorare la storia oscura dei crimini commessi per mano dello Stato e per decenni nella nazione del Nord che le ha dato origine e che furono  replicati con maggior crudeltà da atroci dittature in vari paesi dell’America Latina, a un costo di centinaia di migliaia di assassinati, scomparsi e vittime di torture sofisticate  e altri crimini innominabili.
In nome del popolo di Cuba, l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare richiama i parlamentari di tutti i paesi ad unire le voci e le volontà per evitare l’aggressione militare degli Stati Uniti contro Cuba, porre fine alla guerra silenziosa e genocida che s’impone al popolo cubano, difendere la pace, l’amicizia e la solidarietà. 
Che finiscano l’assedio energetico e il castigo collettivo al popolo cubano!
Cuba vuole pace!
Diciamo No alla guerra!  (GM/ Granma Int.)