OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Río Cauto, Granma.— Il motoscafo parte dalla stazione biologica El Mango e risale in silenzio il canale verso la Laguna di Las Playas. Ai margini, la mangrovia rossa erige le sue radici aeree come sentinelle di un universo dove acqua e terra si confondono; un abbraccio che l’uomo ha frammentato a proposito per aprire punti d’osservazione.
Alla vista, il paesaggio spicca in un dispendio di tonalità. I verdi s’intrecciano in modo tale che costa fatica discernere dove termina un elemento o ne comincia un altro o dove si nasconde la vita selvaggia. 
Chi osserva con pazienza incontra sempre una ricompensa : così in questa nostra camminata incontriamo una preziosa  marinerita —un piccolo granchio— e, nascosi tra il fogliame alcuni nidi di uccelli. 
Omar Labrada Vega, specialista dell’Impresa Provinciale per la Protezione della Flora e la Fauna, conosce come il palmo della sua mano ogni angolo di questo labirinto acquatico. 

Molte mangrovie si devono al lavoro delle sue mani, alla testardaggine con cui si afferrano al pantano nero e per questo si nota un sano orgoglio quando sostiene: «Le paludi di mangrovie più conservate dei Caraibi insulari le abbiamo noi».
Negli ultimi due decenni le aree scoperte di mangrovie si erano ridotte di un ’85% ma oggi la copertura è quasi totale. 
«La mangrovia rossa predomina in tutta la costa. Per importanza le segue la mangrovia scura. Verso l’interno, dove l’acqua è meno salata, si sviluppano la  Llana e il Patabán.
«Le mangrovie della zona hanno mostrato un recupero notevole. 
Alcuni giorni fa, in tono giocoso aveva ricordato che dalla stazione biologica s’intravedeva  Cayo Norte; questo avveniva 20 anni fa. 
Oggi la ripopolazione è ammirabile», precisa Omar Labrada.
Il Rifugio de Vita Silvestre Delta del Cauto, dichiarato Sitio Ramsar nel 2002, è il sistema deltaico più esteso, complesso e meglio conservato di Cuba e dei Caraibi. Nella sua unità Cauto Sur —delimitata tra i fiumi  Cauto e Güey— si concentrano valori naturali che fanno di questa zona una destinazione privilegiata per l’ecoturismo.
Lì, la Laguna delle Playas, con i suoi 14 chilometri quadrati d’estensione, diviene lo scenario principale di un’offerta che combina la contemplazione della avifauna con la pesca sportiva.

LO SPETTACOLO DEI FENICOTTERI
 
Lo  specialista in conservazione, Yusbel Borrero Ruiz, segnala 
l’immensità della laguna mentre spiega che il percorso include due punti panoramici: quello della salina e della flora, dai quali si vede Cayo Norte.
 «In questi punti, i più affascinanti sono gli uccelli», afferma. Delle 147 specie presenti nel rifugio, 92 sono  uccelli, dei quali 61 sono terrestri e il resto acquatiche. 
Ci sono anche esemplari come i manatíes, le jutías e le iguana, ma la specie più carismatica è il fenicottero, la cui colonia in Cauto Sur è oggi la più grande dei Caraibi. 
Labrada conferma che la stagione attuale —con circa 25 000 - 30 000 nidi— ha fatto di quest’area la sola zona di Cuba dove i fenicotteri sono riusciti a fare i nidi. 
Le stime globali superano i 60 000 esemplari, e nella Laguna de las Playas è possibile vederne anche 5000 con un solo sguardo. 
Dietro a questa ripresa della popolazione c’è la ricchezza idrica del Cauto, alimentato dai fiumi Buey, Jobabo, e dal proprio letto.
Ma l’avifauna di Cauto Sur non si riduce al fenicottero. 
Ibis,  sevillas, coco blanco e coco prieto, si alternano con rabijuncos e pellicani. Inoltre tre specie di colombe hanno stabilito qui il loro rifugio: la torcaza boba —catalogata in pericolo— e le torcaze cuelli-moradas e cabeciblanca, tutte e due minacciate. 
Lo specialista inoltre ha segnalato due registrazioni inedite di bijiritas, che prima non giungevano in questa zona; alcuni anni fa fu segnalata la presenza della avoceta americana, la prima avvistata in Cuba.
«Più tardi l’abbiamo incontrata facendo il nido e questo ha permesso che il suo status passasse da specie rara a residente permanente».

UN SENTIERO DISEGNATO PER LA NATURA

Il tragitto parte dalla stazione biologica El Mango e percorre un canale di alcuni chilometri sino alla Laguna de las Playas. Il transito, di circa quattro ore, include due piattaforme d’osservazione in legno e l’Opzione di giungere sino a Cayo Norte, zona di nidificazione di più di 12 specie di uccelli o sino a Cayo Carena, per coloro che amano la pesca sportiva.
 La chiave del successo è la furtività e per questo si esige che l’osservazione degli uccelli si faccia  a remi. I motori a combustione disturbano e li spaventano. 
Enrique Ávila Álvarez, conservazionista con sette anni d’esperienza, assume l’impegno di censire la fauna. 
«Il sole castiga senza pietà e l’impegno è durissimo—confessa—, ma lo spettacolo visivo che ci regala natura ricompensa tutto».
La pesca sportiva, con la modalità di cattura e libera, è l’altra attività stella. Lo  specialista Yusbel Borrero Ruiz dettaglia le zone abilitate: l’habitat dei manatíes, il pantano del mezzo e quello delle guasas e del Carena. 
Lì si sono svolte competizioni nazionali e il record cubano di pesca con l’asta è stato stabilito in quest’area.  
Il nostro coccodrillo autoctono, l’americano (CrocodylusAcutus), si localizza nei paraggi più pantanosi: la Ciénaga di Carena, dove nidifica il fenicottero e soprattutto Virama», descrive Borrero Ruiz.
Gli specialisti del rifugio realizzano un progetto di protezione che vuole frenare i pescatori furtivi, quelli che tagliano gli alberi senza controllo e coloro che prendono i pulcini di fenicottero in piena riproduzione. 
«Siamo riusciti a ridurre la pesca illegale e la caccia. Grazie a questo il rifugio oggi è in condizione d’offrire un turismo della natura affidabile, stabile e con una presenza costante di specie», ha precisato ancora 
Borrero Ruiz.

UN PROGETTO CON SIGILLO CUBANO

Idel Alberto Marrero Martínez, direttore dell’Impresa per la Protezione della Flora e la Fauna in Granma, sottolinea il carattere integrale della proposta: «È fondamentale conservare il nostro patrimonio e tutta la ricchezza  genetica che offre il paese».
Per accedere, gli interessati devono contattare il dipartimento di conservazione e commercio, ubicato nella comunità di Uvambía. 
Si offrono pacchetti in moneta nazionale e in Moneta liberamente convertibile, con opzioni d’alimentazione.  
Il direttore ha aggiunto che stanno progettando diverse modalità di percorso: «Stiamo pensando di usare barche a remi, a vela e con motori elettrici per offrire varie alternative e per far sì che il nostro popolo possa godere le ricchezze del Delta del Cauto.
Di ritorno alla stazione biologica El Mango, il sole brucia con meno intensità. A quest’ora del pomeriggio, con la marea alta,
 un’immensa concentrazione di fenicotteri  tinge la riva di un rosa vibrante, che si perde nell’orizzonte.
Questa visione che sembra fermare il tempo, non è un capriccio del caso, ma la testimonianza più eloquente di un ecosistema che ha recuperato il suo polso, grazie allo sforzo condiviso tra conservazionisti, comunitari e visitatori responsabili. (GM/ Granma Int.)