OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Nei più diversi impegni sempre predicò con l’esempio. Photo: Osvaldo Salas

Non c’è casualità quando coincidono -a migliaia- i punti di vista,
opinioni e sentimenti che non necessitano una parola o una frase, scritta o
orale, perchè parlano da soli, mediante un gesto, nella spontanea e
inevitabile espressione del volto umano…
Siamo di nuovo testimoni di questa grande verità da quando la morte ha creduto di chiudere gli occhi di Ramiro Valdés. La realtà è che il  fatto ha originato questa tristezza o lutto che emerge da dentro quando si perde un familiare o un essere amato. 
Giudicando l’età, il fatto avrebbe potuto accadere prima (94 anni). Ma non si pu+o discutere che la sua famiglia e Cuba intera lo avrebbero voluto tenere fisicamente vivo per molti altri calendari. 
E  perchè? Ramiro, come lo chiama tutto il mondo, non era un uomo comune, una figura qualsiasi.
In un prezioso– forse misterioso– silenzio, molto a tono con la sua
personalità, è uno dei pochi che fu presente in tutti i momenti trascendentali precedenti e successivi al trionfo rivoluzionario. 
Sfogliate le pagine principali e lo vedrete: zitto, attento a tutto, con quello sguardo acuto nei fatti della Moncada, la prigione successiva, l’esilio in Messico, la traversata sul Granma, lo sbarco, la Sierra, l’invasione, la vittoria … e in altre migliaia di combattimenti, poi dai più umili luoghi della discrezione e dell’altruismo. 
Non fu mai grato o amato dal nemico. Impossibile. Non si ammira il
«palo di canne» che si attraversa. O qualcuno immagina che i più di 600 tentativi falliti per eliminare fisicamente Fidel furono anche opera e grazia dell’azzardo? Ci fu, c’è e ci sarà molto di Ramiro in questo dono della
sicurezza cubana.
Secondo del Che (là, in questo Messico che non trema) dai giorno in cui scalavano  montagne , di notte,  attaccati a delle corde per evitare una caduta nel vuoto, imparando a orientarsi con la Stella Polare; secondo anche della Colonna 8 qui; Ministro degli Interni, primo Viceministro delle FAR, aiutante di Fidel, Ministro di Informatica e Comunicazioni, vice presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Eroe della Repubblica e del Lavoro… Insomma: un «tutto terreno», come si dice. Instancabile, con la forza e la salute del gigante che portano dentro molti uomini ingannevolmente di piccola statura. 
Non poteva essere diverso portando i divini geni di una madre martiana e cespedista sino al midollo, o dopo aver sfidato, ancora praticamente un ragazzino, la brutale tirannia batistiana. 
Fortunati coloro che lo ebbero vicino, strinsero la sua mano, ricevettero il
suo abbraccio. Privilegiati coloro che lo hanno ascoltato parlare qualche volta, come ha scritto la giornalista e investigatrice Katiuska Blanco, «a voce bassa di una storia alta». (GM/ Granma Int.)