OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Photo: Estudios Revolución

«Complimenti dottoressa, a lei e al suo staff», ha detto martedì 26 il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, a Yanelys Morera Díaz, leader scientifica del prodotto
HEBERSaVax, un nuovo vaccino candidato, disegnato per il trattamento di diversi tumori maligni.
Dal Palazzo della Rivoluzione e nell’abituale incontro degli esperti e degli scienziati per i temi di salute, guidato dal Capo di Stato, è stato molto promettente ascoltare dissertazioni su un prodotto unico del suo tipo nel mondo, fatto in Cuba, che sta dando segnali di speranza nel trattamento del cancro. 
Terminata la riunione nella quale -tra altri interrogativi- il dignatario ha chiesto quale possibile universo di pazienti potrebbero ricevere benefici, Yanelys Morera -membro titolare della Accademia delle Scienze di Cuba-, ha conversato con i giornalisti della Presidenza e la Repubblica su alcune idee essenziali che aveva condiviso con il gruppo degli esperti e degli scienziati. 

La Dott. ha parlato di  HEBERSaVax, in terminos di «vaccino terapeutico», o anche 
d’«immunoterapia attiva».  La leader del progetto ha spiegato che, quando un tumore cresce, si tratta di una massa in crescita attiva che necessita  nutrienti e ossigeno. Il prodotto in questione attacca i modi in cui la malattia si può nutrire, oltre a provocare risposte cellulari che annichilano l’avanzata tumorale e per questo favoriscono il paziente. 
«Siamo in presenza di un candidato che ha molteplici funzioni», ha affermato Yanelys Morera, che ha dettagliato che il prodotto «fa anticorpi specifici» che bloccano il flusso sanguigno al tumore, restaurando le capacità dell’individuo, con una risposta immune per attaccare il cancro. 
L’investigazione, - ha dichiarato l’esperta - «ha superato tutte le tappe», dai primi studi in 
animali da laboratorio ai più recenti che abbiamo realizzato e che sono i saggi clinici Fase II, dove abbiamo cercato d’andare a localizzazioni specifiche».
La leader del progetto ha posto enfasi «un tipo di terapia che è molto sicura». Gli effetti avversi del vaccino , ha detto,  sono scarsi e tollerabili: «Per tanto, sono elementi molto maneggiabili che permettono che questo candidato si possa combinare anche con le terapie
convenzionali, senza incrementare la tossicità». È un prodotto – ha risaltato la membro titolare dell’Accademia di Scienze di Cuba- che può avere «molteplici applicazioni».
«Senza ovviare che si sta comunque in fase d’investigazione ha detto la scienziata, è positivo enunciare che tra i pazienti che hanno ricevuto il candidato nella cornice del saggio clinico, molti di loro hanno mostrato effetti significativi e migliorato la qualità di vita. 
L’esperta ha parlato ai giornalisti di pazienti che «hanno avuto risposte complete, includendo casi che s’incontravano avanzati».
Poi ha ricordato che Cuba ha «un’agenzia regolatrice che è molto forte e, per tanto, dobbiamo dimostrare questo gruppo di evidenze per passare a nuove tappe».
La leader del progetto ha viaggiato al futuro, ha immaginato trattamenti dall’Assistenza Primaria di Salute e ha espresso dalla passione e la modestia: «Abbiamo fiducia che questo candidato seguirà in tutte le tappe corrispondenti e può far parte di questo arsenale che la terapia del cancro necessita per avere migliori risultati».

LE ALTRE VOCI DELLO STAFF  

«HEBERSaVax è un prodotto con il quale molti clinici si sentiranno molto fiduciosi», ha affermato ai giornalisti l’investigatore clinico Julio César Hernández Perera, specialista in Medicina Interna e membro titolare dell’Accademia di Scienze di Cuba.
L’esperto, che forma parte di questa investigazione piena di speranza, ha parlato in termini di «un prodotto della biotecnologia cubana, frutto di molte  investigazioni», che ha «la particolarità d’essere unico al mondo».
L’Investigatore e Professore Titolare ha anche precisato che si tratta di un prodotto molto sicuro perché negli studi clinici realizzati i pazienti hanno reso evidente che HEBERSaVax è molto 
tollerabile».
Julio César Hernández Perera non scarta che in futuro il prodotto si potrà applicare «in molti tumori solidi, perche ha un’alta espressione su questa proteina che favorisce la crescita e la disseminazione del tumore». E nella stessa linea di pensiero ha segnalato i vantaggi come la bassa tossicità o la possibilità di poter usare il prodotto in pazienti con molteplici malattie.
«Dobbiamo continuare a investigare, ad ampliare l’orizzonte, avere più conoscenza, ha detto il dottore e ha sottolineato che «possiamo comunque dire che abbiamo molte speranze in questo prodotto che ci dà frontiere non da questo orizzonte che sembra irraggiungibile, ma che ci parla  di un cammino per il quale possiamo giungere a quanto sognato».
La giovane investigatrice clinica  e specialista in Medicina Interna,Adriana Felinciano Pozo, ha offerto ai giornalisti una breve testimonianza su quello che è stato far parte di un progetto che scommette sulla vita: «Questo  candidato a vaccino ci offre molte opportunità», ha affermato. 
Anche lei ha citato la parola sicurezza, si è riferita a «dati solidi» ed ha associato a HEBERSaVax qualità come la robustezza, la potenzialità, come una conquista che offre la possibilità di poterlo combinare con altri farmaci. 
«Questo prodotto  -ha valutato  l’esperta- ha fatto sì che i pazienti abbiamo una migliore qualità di vita, una risposta senza effetti avversi, ed è molto facile da manipolare o da porre, perchè è di uso sottocutaneo».

Adriana ha ricordato che «una delle cause più frequenti a livello mondiale, non solo di morte, ma di morbilità o di danni della qualità di vita, sta nelle malattie oncologiche». 
Lo ha detto perchè  HEBERSaVax è un grande strumento di fronte a questa sfida della salute, «con molto potenziale nelle malattie con tumori solidi, in differenti  nicchie dove lo abbiamo provato come nel cancro colon-rettale, epatocarcinoma, cancro delle ovaie, cancro renale in pazienti avanzato», dove ha ottenuto buone riposte. 
Questa è Cuba: portata a limiti estremi d’asfissia per opera e disgrazie della perversità imperiale, non rinuncia, nonostante tutto, a difendere il primo di tutti i diritti umani: quello della vita. (GM/ Granma Int.)

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