Alcuni uccelli facevano sentire il loro canto e una brezza campestre muoveva le foglie verdi delle palme, vicino a Dos Ríos. Qualcuno avvisò che ci sarebbe stato un combattimento.
Resti lì, gli disse Gómez, ma ci sono momenti della vita nei quali non puoi restare lì, nei quali l’ombra brucia, le sella affonda e il confort offende.
Ci sono momenti nei quali essere spettatore e non protagonista ti lascia nel bando di quelli che non apportano, nel gruppo silenzioso di coloro che non potranno dire mai: Io ero là e mi colpì l’ondata quando la barca resisteva alla bufera.
Resti qui…resti qui… e l’eco insopportabile di non essere andato, che le pallottole sono solo aneddoti e che non ti toccano mai e le ferite di altri ti lascino piu cicatrici nell’anima che a loro nel corpo.
Ma ci sono momenti nei quali si necessitano più petti che pallottole e inquietudine che calma.
Resti qui, detto con rispettosa attenzione non sarebbe stato sufficiente per fermare la spinta d’una coscienza integra che era già in pericolo, tutti i giorni, di dare la vita per il suo paese e per il suo dovere.
Non restò, e senza dubbio è restato per sempre.
Perché ci sono richiami che non si fanno con parole, ma con l’odore della montagna incendiata, con il rumore di un fiume che trascina non acqua, ma destino.
Resti lì, ripeteva la voce amica, ma il dovere non si siede alla tavola dei codardi, nè si copre con i mantelli dei prudenti.
Il dovere è un puledro non domato, che sente la polvere nell’aria e nitrisce verso la battaglia, anche se sa che là tra il fumo, può lasciare gli zoccoli e il cuore.
Non era superbia quella che spronava quel trotto fermo verso la morte; era la certezza umile di chi ha legnami solo per costruire navi e che una tavola in terra per quanto lucida sia, non conoscerà mai la gloria della tormenta.
Noi non restiamo al margine oggi, la storia necessita molti come Martí, capaci di andare ora e sempre.
Non ci si chiede di cercare la pallottola, ma che non si volti la schiena al fuoco, quando il fuoco è giusto.
Che in ogni angolo di questo tempo convulso, dove l’eco di Dos Ríos rimbomba ancora, si sappia riconoscere l’ora non posticipabile.
L’ora in cui la coscienza si alza, sella il cavallo e senza guardare indietro parte verso il suo dovere per restare, e così muoia, nella memoria inestinguibile dei popoli. (GM/ Granma Int.)




