
DATA GLORIOSA E GIUBILO DELLA PATRIA
Ma c’è una ragione che ci assiste più poderosa di tutte le altre: siamo cubani ed essere cubani implica un dovere, non compierlo è un crimine ed è tradimento.
Viviamo orgogliosi della storia della nostra Patria, l’apprendiamo nella scuola e siamo cresciuti sentendo parlare di libertà, di giustizia e diritti. Ci hanno insegnato fin da piccoli l’esempio glorioso dei nostri eroi e dei nostri martir. Céspedes, Agramonte, Maceo, Gómez e Martí furono i primi nomi che si registrarono nel nostro cervello (…).
Ci hanno insegnato che il 10 Ottobre e il 24 Febbraio sono date gloriose e d’orgoglio patrio, perché marcano i giorni nei quali i cubani si ribellarono contro il giogo dell’infame tirannia.
Ci hanno insegnato ad amare e difendere la bella bandiera con la stella solitaria e a cantare tutti i pomeriggi un inno i cui versi dicono che morire per la patria è vivere.
Abbiamo imparato tutto questo e non lo dimenticheremo, anche se oggi nella nostra patria si stanno assassinando e incarcerando uomini che praticano le idee che ci hanno insegnato dalla culla.
Siamo nati in un paese libero che ci hanno lasciato i nostri genitori, e affonderà l’Isola nel mare prima che si acconsenta d’essere schiavi di nessuno.
La storia mi assolverà, 1953.
DAL SOGNO ALLA REALTÂ
Per questo dicevo quanto era triste pensare quello che sarebbe stata la nostra patria con il tempo che abbiamo perso.
Soffriamo con questo ma abbiamo speranza che il futuro sia molto diverso e abbiamo il diritto di pensare che i sogni di quelli che fondarono questa repubblica e iniziarono la lotta un 24 febbraio 65 anni fa, sogni che noi ci siamo proposti di realizzare e che saranno realtà un giorno.
Discorso del 24 Febbraio del 1960
CARATTERE STORICO
Per far sì che una data acquisti carattere storico è necessario che l’idea che la data rappresenta divenga realtà.
Il 10 Ottobre, il 24 Febbraio e tutte le altre date che marcano momento culminanti della vita della nostra nazione si fanno realtà con il trionfo della Rivoluzione.
Discorso del 19 aprile del 1965
CONTINUITÀ
Per noi il 10 ottobre è anche una data storica; per noi il 24 febbraio, nel quale s’iniziò la rivoluzione di José Martí, è una data storica; per noi il 20 maggio non è una data storica, perchè questa data ci ricordava quell’indipendenza falsa, quella pseudo indipendenza che ci imposero gli interventisti yankee con la Enmienda Platt e le altre cose del tipo. E per noi le date che hanno detto o hanno significato in questo processo rivoluzionario i momento culminanti, sono date storiche , perchè tutti noi possiamo dire con soddisfazione che la nostra Rivoluzione ha culminato l’opera dei nostri liberatori e la nostra Rivoluzione ha cancellato tutti i simboli falsi, ha cancellato tutte le date false e rivendicato tutte quelle vere, degne, storiche date della nostra Patria.
Discorso del 19 aprile del 1965
LOTTA ARMATA E LOTTA D’IDEE
E cosa può somigliare di più a quella lotta di idee di allora che la lotta delle idee di oggi?
Che cosa può sembrare più simile a quella incessante predica martiana per la guerra necessaria e utile come unico cammino per ottenere la libertà, quella tesi martiana in favore della lotta rivoluzionaria armata, che le tesi che dovette mantenere nell’ultima tappa del processo il movimento rivoluzionario nella nostra patria affrontando anche i gruppi elettoralismi, i politicanti, i legulei, che venivano a proporre al paese rimedi che per 50 anni non erano stati capaci di dare soluzione a uno solo dei loro mali, agitando il timore della lotta, il timore al cammino rivoluzionario vero, che era il cammino della lotta armata rivoluzionaria.
Discorso del 10 de Ottobre del 1968
IL GIUSTO
A tali ingiustizie tali lotte. A tali sistemi i sollevamenti e le morti degli indios, gli epici combattimenti degli schiavi, le lotte eroiche degli oppressi, il 10 Ottobre, il 24 Febbraio e il 26 di Luglio.
Discorso del 26 di Luglio del 1978.
GUERRA NECESSARIA E UTILE
Poneva l’esempio della nostra patria, di Cuba, nella sua ultima lotta per l’indipendenza, la lotta organizzata e guidata da José Martí, uno dei pensatori più straordinari del nostro emisfero, non so se sufficientemente conosciuto tra i paesi dell’America Latina.
Quando lui promuoveva l’ultima lotta per l’indipendenza, i suoi avversari formulavano e dicevano che avrebbero insanguinato il paese, che avrebbero portato la violenza, lui sosteneva che la guerra era l’ultima risorsa e parlava della Guerra Necessaria e utile che doveva essere rapida e ben organizzata, per provocare il minor danno possibile.
Discorso del 13 agosto del 1988, a Quito, Ecuador
SÌ, È POSSIBILE CONTINUARE A LOTTARE
Così è stata scritta la nostra storia. Non c’erano nè medici nè medicinali, niente, e il nostro popolo lottò 10 anni tra il 68 e il 78, e quando alcuni, stanchi dissero: «Già non è possibile», Maceo disse «Sì, sì è possibile continuare a lottare, noi siamo disposti a continuare a lottare!» E quando qualcuno diceva che non sarebbe iniziata mai più un’altra guerra necessaria, Martí disse: «Sì!, tornerà la guerra necessaria». E quando gli yanquee intervennero in questo paese e imposero l’Emendamento Platt e una neocolonia, il nostro popolo disse: «Non saremo eternamente una neocolonia! Non saremo eternamente dominati!», e giunse un giorno, il primo gennaio del 1959.
Discorso del 1º novembre del 1991
DOMANDA
Vi chiedo: Se fossimo nel 1895, quel 24 febbraio, e Martí, in nome del Partito Rivoluzionario che univa tutti i cubani e tutti i patrioti, v’invitasse alla seconda guerra di liberazione, direste di sì o di no ?
(ESCLAMAZIONI) di: «Sì!»
Discorso del 23 dicembre del 1991
UNIRE
Guardate, il merito di Martí, il più grande merito: finisce la guerra quella che avvenne tra il 1868 e il 1878, lui è un giovane intellettuale e patriota, poeta, scrittore, con idee indipendentiste, ed è allora l’uomo che a 25 anni comincia a unire i veterani della Guerra dei Dieci Anni.
Non c’è niente di difficile nel mondo che unire militari veterani, soprattutto se chi pretende d’unirli è un intellettuale che è stato in Spagna e che non è stato in guerra. E riuscì ad unirli. Che talento e che capacità! Che pensiero e che fermezza! Ha una dottrina, sviluppa la filosofia dell’indipendenza e un pensiero umanista eccezionale. Martí parlò più d’una volta dell’odio: «Non proviamo odio contro lo spagnolo...».
Dall’intervista per il libro Cento ore con Fidel, 2006
PRECURSORE
Io, la prima cosa che lessi nella mia adolescenza è sulla guerra d’indipendenza e sui testi di Martí. Mi converto in un simpatizzante di Martí quando comincio a leggere le sue opere. Martí indovinò l’imperialismo, perchè il primo che parlò d’imperialismo fu Martí, del nascente imperialismo. Lui sì sapeva delle espansioni, della guerra del Messico e di tutti i tipi di guerra, ed era molto contrario e molto critico a tutto questo. Fu un precursore. Prima di Lenin, Martí organizza un partito per fare la rivoluzione, il Partito Rivoluzionario Cubano. Non era un partito socialista, siccome si trattava di una società schiavista dove un pugno di uomini liberi e patrioti stava lottando per l’indipendenza. Senza dubbio aveva un pensiero molto avanzato, antischiavista, indipendentista e profondante umanista. •
Dall’intervista per il libro Cento ore con Fidel, 2006




