«Ritorniamo in Patria, con la soddisfazione d’avere compiuto il nostro obiettivo in questo paese e con l’affetto di questo popolo che ci ha salutato col cuore», ha affermato Dayna Rosa González, infermiera intensivista membro della brigata medica in Giamaica, dopo l’arrivo a L’Avana venerdì 27 dell’ultimo gruppo di collaboratori che ha prestato i suoi servizi in quest’isola dei Caraibi.
Durante il ricevimento realizzato nel terminal 5 dell’aeroporto internazionale José Martí, la dottoressa Carilda Peña García, viceministro di Salute Pubblica dell’Isola, ha detto che l’opera della brigata medica in Giamaica è una testimonianza della speranza, la gratitudine e l’impegno tra i due popoli.

«La popolazione più umile in Giamaica gradisce il trattamento umano e la professionalità dimostrata da tutti i membri della brigata e questo non lo potrà cancellare nessuno», ha precisato.
Il loro durerà resterà nel cuore di questo popolo grato e «peserà nella coscienza dei governi che oggi privano il loro paese di questi elementari servizi».
Poi ha ratificato che il loro ritorno si deve alla decisione unilaterale del governo della Giamaica di porre fine all’accordo di cooperazione medica in materia di salute, di fronte alla quale Cuba ha deciso di procedere al ritorno dei professionisti che formavano la brigata attualmente.
La dottoressa Niordalis Liliam Llanes Hidalgo, ha preso la parola in nome della brigata, e ha detto che per 50 anni i professionisti cubani hanno prestato assistenza medica d’alto livello in isitituzioni di tutto il paese nei luoghi più impervi della geografia giamaicana, in istituzioni nazionali dov’era necessario un alto livello professionale e del quale quale esiste una forte carenza di risorse umane», ha segnalato.
«Lì abbiamo coperto difficili specialità da incontrare, come anatomia patologica, reumatologia, chirurgia, ostetricia e ginecologia, nefrologia, immaginologia, tra le altre.
Yolepsys Valle Legón, diplomata in Infermeria, ha risaltato: «È stato incredibile vedere come il popolo della Giamaica ci ha salutato offrendo mostre d’affetto e gratitudine e riconoscendo il lavoro realizzato per 50 anni dalla missione medica cubana in questa fraterna nazione».
«Oggi ci poniamo nuovamente al servizio della Patria per gli impegni che affronteremo nel futuro», ha assicurato.
Con il ritorno dell’ultimo gruppo di professionisti sanitari, si conclude una tappa di mezzo secolo di collaborazione in Giamaica, dove i professionisti cubani della salute hanno lasciato un’impronta che non si può cancellare, di solidarietà e umanesimo.
L’esperienza accumulata e il riconoscimento del popolo giamaicano costituiscono ora il miglior avallo per le nuove sfide che assumeranno questi collaboratori nella loro terra natale.





