La solidarietà internazionale si è fatta sentire di nuovo in Cuba con l’arrivo di medicinali e strumenti medici donati dal segmento europeo del Convoy solidale Nuestra America, i cui delegati hanno visitato mercoledì 18 due ospedali de l’Avana per consegnare personalmente gli aiuti raccolti nei loro paesi. I dirigenti di queste istituzioni hanno definito il gesto come un respiro vitale nel mezzo dell’asfissia economica provocata dal blocco statunitense.
I delegati che formano parte del segmento europeo del Convoy solidale –giunto il 17 – hanno raggiunto gli ospedali gineco-ostetrico Ramón González Coro e il pediatrico Borrás-Marfán, della capitale avanera, e hanno conversato con lavoratori delle due istituzioni, con vari pazienti, per avvicinarsi alle loro storie di vita e conoscere come la direzione del paese e di questi ospedali riorganizzano le attività assistenziali, in modo che non si vedano danneggiate le azioni vitali e si garantisca l’assistenza che si offre a un segmento tanto delicato della popolazione.
Il dottor Otto Rafael Recio, direttore del González Coro, ha ringraziato per la presenza della delegazione e ha detto: «È stato fondamentale che ci tendiate la mano in un momento come questo. Offrire quello che si ha e non quello che avanza è stato anche sempre un principio della nostra Rivoluzione. E oggi ci è retribuito», ha segnalato.
Parlando di questi aiuti materiali, ha sostenuto che giungono i tempi d’asfissia economica provocata dal genocida blocco del governo degli Stati Uniti che impedisce lo svolgimento pieno del lavoro del personale e lo sviluppo delle attività normali di questa istituzione di riferimento nazionale che segue oltre che la popolazione di sei municipi della capitale, le donne in gravidanza con casi di diabete, cardiopatie, cancro e altre malattie, e i neonati.
Nel Borrás-Marfán, la direttrice, dottoressa Yanelis Ardana, ha spiegato che nella donazione consegnata ci sono medicinali endovenosi e prodotti specifici per le chirurgie del Programma del Impianto Cocleare, che ha la sede in questo ospedale.
È previsto che l’aiuto e l’amore di questi amici di Cuba giunga anche in altre istituzioni come l’ospedale Hermanos Ameijeiras e l’Istituto Nazionale di Oncologia e Radiologia.
Nelle loro mani tutta la solidarietà che hanno raccolto nei loro paesi: strumenti e prodotti medici che servono ad arrestare la complessa situazione che vive il paese dimostrano che Cuba non è sola.




