OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Foto: Ricardo López

«Cuba ci ha insegnato cosa significa la solidarietà internazionale e oggi quando «è in pericolo un secolo di lotta anticoloniale» e per questo «continuiamo a convocare il mondo perchè stia sempre con Cuba». «Non lasceremo Cuba da sola perchè sappiamo che lottare per Cuba è lottare per il diritto all’autodeterminazione dei popoli del mondo».

David Adler, co-coordinatore generale della Internacional Progressista, lo ha detto durante l’ Incontro di benvenuto ai più di 600 rappresentanti di 33 paesi, che formano il Convoy Nuestra América a Cuba.

Realizzato nella sede dell’Istituto di Amicizia con i Popoli (ICAP), ha contato con la presenza del Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez e i membri del Burò Politico: Esteban Lazo Hernández, presidente della Assemblea Nazionale del Potere Popolare e del Consiglio di Stato; Manuel Marrero Cruz, Primo Ministro e Roberto Morales Ojeda, Segretario dell’Organizzazione del Comitato Centrale del Partito.  

Adler, parlando delle numerose mostre d’appoggio che avvengono nell’Isola, ha assicurato che i membri del Convoy rappresentano milioni di persone.

«In  primo luogo, per una causa d’umanità, perchè nessun popolo del mondo soffre l’assedio che tenta d’asfissiare Cuba, ha affermato. È il cuore che le unisce», ha detto. 

In secondo luogo «siamo qui per difendere un’idea, un esempio, un progetto reale che rappresenta Cuba e le conquiste della sua Rivoluzione ».

E in terzo luogo «per lottare contro la politica genocida del governo degli Stati Uniti».

Tornando nel loro paese avranno un impegno più grande,«smentire le manovre mediatiche e difendere la verità» sull’Isola grande delle Antille, diffuse da quelli per i quali «l’amicizia, l’ amore e la solidarietà internazionale sono delitti».  

Manolo de los Santos, direttore esecutivo di The People's ha detto che la nazione dei Caraibi ha dato la più grande lezione non solo di resistenza e resilienza: ha dato l’esempio di quello che significa creare una vera alternativa di fronte agli orrori del capitalismo e dell’imperialismo. Grazie, Cuba, per insegnarci a lottare e ad aver fiducia nei nostri stessi sforzi per voler cambiare il mondo».

Poi ha aggiunto che «questo sforzo rappresenta l’amore, la solidarietà, la militanza di milioni di esseri umani che ci neghiamo di voltare la schiena al popolo cubano».

De los Santos ha condannato il blocco imposto da più di sei decenni alla terra delle Antille e ha sostenuto che togliere al popolo il suo diritto alla vita, alla pace, al combustibile, ad avere una relazione normale con il resto del pianeta,  non è altro che un genocidio, per cui è nostro dovere venire a Cuba a distribuire aiuti solidali».

«Lottiamo anche perchè il mondo necessita questa Cuba solidale che invia i suoi figli e figlie migliori negli angoli più impervi del pianeta come medici, come maestri», ha precisato.

Inoltre ha assicurato che questa non sarà l’ultima espressione di solidarietà, perchè ascoltiamo e conosciamo un popolo che non si arrende, che è disposto a dare la vita per l’umanità e in difesa propria.

Bianca Borges, presidente dell’Unione Nazionale degli  Studenti del Brasile, ha detto che «in questo incontro abbiamo realizzato più in alto le bandiera della solidarietà, dell’antimperialismo, della speranza della sovranità, della resistenza a coloro che ci vogliono dominare».

Poi ha aggiunto che  «rinasce la speranza di un’America Latina giusta, formata senza discriminazione, che non vuole essere colonia di nessun impero ma una potenza latinoamericana per noi stessi (…) e per far sì che questo cambio sia possibile, la solidarietà con Cuba che affronta l’aggressione imperiale e combatte contro il blocco, è fondamentale».

L’Eroe della Repubblica Fernando González Llort, presidente del ICAP, ha sostenuto che «in nessuna  circostanza rinunceremo alla difesa delle  cause giuste dei popoli, né alle nostre aspirazioni di continuare a fomentare la solidarietà, l’internazionalismo e la collaborazione che sono stati i pilastri della nostra politica estera».

Ai membri del Convoy, ha detto che «sono l’umanità fatta solidarietà, che non accetta il blocco come destino, che si organizza, mobilita, viaggia, abbraccia».

«Voi rappresentate la certezza che nessun assedio potrà mai rinchiudere la dignità dei popoli perché la Patria che difendiamo è quella di  Martí, di Fidel, di coloro che sono morti e di quelli che resistono, che non è una frangia di terra assediata, è un pezzetto d’umanità che non si arrenderà».»

Photo: Ricardo López
Photo: Ricardo López
Photo: Ricardo López
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