OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Illustrazione di Michel Moro Photo: Estudios Revolución

“Se la Rivoluzione, come avete detto, può contare in momenti tanto difficili con le sue donne, allora la Rivoluzione è salva e avremo sempre Patria e Rivoluzione. 
Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, lo ha detto a un nutrito gruppo di donne tra le quali leaders comunitarie, dirigenti di base, lavoratrici del settore statale e non statale, professioniste della scienza, rappresentanti dei  differenti settori e dirigenti della Federazione delle Donne Cubane (FMC), in un incontro svolto nel pomeriggio del 7 marzo nel Palazzo della Rivoluzione. 
“Uno si sente orgoglioso e si emancipa, quando vi ascolta”, ha segnalato il capo di Stato. 
“Nel petto della donna cubana c’è una grande anima”, ha risaltato il mandatario quando ha conosciuto nella voce di una dozzina di cubane le molteplici soluzioni incontrate per risolvere i problemi che ci sono oggi nelle famiglie, le comunità e il paese. 
Nella vigilia del Giorno Internazionale della donna, questo 8 marzo, Díaz-Canel ha parlato con le compagne dei tempi attuali, delle sfide che affrontiamo, degli impegni che “con la partecipazione della donna ci pongono all’avanguardia in momenti come questi”.
Poi ha sottolineato che per via delle misure prese di fronte ai limiti dati dalla scarsità di combustibile, tra le tante, come conseguenza della crescente aggressività dell’Impero, oggi più donne e famiglie stanno nelle case un maggior tempo per cui si deve fare di questo un’opportunità. 
Nei quartieri dobbiamo strasformare di più e lavorare di più ai problemi di ogni comunità e in questo, ha spiegato, è fondamentale la guida delle federate assieme ad altri fattori. 
«Cuba – ha aggiunto il Presidente— è un paese, è una società, dove la donna partecipa, ma il Giorno Internazionale della Donna è anche una giornata di rivendicazione», ha precisato, in un ripasso storico per il protagonismo delle cubane nel nostro paese e nel mondo, nelle lotte per i diritti della donna. 
La donna cubana ha ottenuto conquiste che dobbiamo mantenere, ma non possiamo fermarci a queste conquiste perchè tuttavia nella nostra società, ha riconosciuto, ci sono vestigia di violenza contro la donna, di discriminazione. Sono vestigia che per quanto piccole, vanno combattute. 
Il mandatario ha ricordato al proposito l’amplio legato normativo costruito
durante la  Rivoluzione per garantire l’emancipazione piena della donna e le leggi approvate partendo dalla nuova Costituzione, indirizzate in questo senso, come il Codice della Famiglia, il Codice dell’Infanzia, l’Adolescenza e la Gioventù, e altre adottate o da approvare attorno ai principi e ai concetti del ruolo della donna. 

QUANDO UNA DONNA...

Nell’ incontro del Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica con integranti della FMC, hanno partecipato i membri del Burò Politico, Manuel Marrero Cruz, primo ministro; Roberto Morales Ojeda, segretario dell’ Organizzazione del Comitato Centralr, r
Teresa Amarelle Boue, segretaria generale della Federazione, che ha guidato il dialogo.
Amarelle Boue ha detto che ha partecipato all’incontro «una numerosa rappresentazione di donne che stanno lavorando per far sì che la FMC compia il ruolo che le tocca in questi momenti», ispirate nel lavoro che durante circa 67 anni hanno disimpegnato generazioni di cubane con la guida della sua eterna presidente, Vilma Espín.
Questa storia della donna cubana, dalla  manigua, dalla lotta guerrigliera, la clandestinità, i tanti impegni e le missioni con loro come protagoniste in tutto il processo rivoluzionario, è stata riferita dalla nota giurista Rufina Hernández Rodríguez, magistrata del Tribunale Supremo Popolare, un legato –ha detto- che continuano quattro milioni di federate e tutte le cubane. « Oggi, ha segnalato, le nostre donne sono sempre in piedi per garantire la patria che ci hanno dato i nostri genitori».
Parlando delle sfide attuali, Hernández Rodríguez si è riferita a molte cose che vanno trasformate, soprattutto nella comunità, con enfasi nel lavoro sociale. La FMC deve continuare a trasformare nel suo raggio d’azione, e in questo è fondamentale, ha insistito, il lavoro di base nei blocchi della Federazione. 
Dianelis Carrillo Concepción, membro del Comitato Nazionale della FMC, dirigente di base, delegata del Potere Popolare, leader di una cooperativa non agricola, ha riferito, partendo dalla sua esperienza personale, quanto possono ottenere l donne nel blocchi se sono convocate e lavoarano in maniera  collettiva.Carrillo Concepción ha riferito sull’attenzione che prestano nella sua comunità alle persone in situazione di vulnerabilità e ha segnalato che la soluzione dei problemi sociali necessita di tutti, e anche se alcuni non si possono risolvere, quello che non può mancare è l’attenzione a queste persone, perchè sappiano che non sono sole.

María Clara Castro Cruz, dirigente di un blocco della FMC a Cojímar,ha condiviso le iniziative che sviluppano nonostante i limiti e che sono esempio del tremendo potenziale che hanno le donne nei quartieri, se si pongono al fronte degli impegni, per quanto piccoli o complessi possano essere. 
«Alcuni giorni fa, ha detto, abbiamo deciso di risolvere il problema generato da una discarica e siamo andati, due donne e tre uomini, a organizzare la situazione. Vari vicini si sono uniti e alla fine abbiamo raccolto per pulire 26 perone. Nei quartieri ci sono alternative e soluzioni che dobbiamo cercare con tutti», ha affermato. 
Rosa María Suárez, dirigente di blocco della FMC a La Timba, un quartiere della capitale in trasformazione, ha chiamato a perfezionare questo lavoro. «Di fronte ai limiti che ci sono è necessario trasformare la trasformazione», ha assicurato. Per via della mancanza di risorse è necessario promuovere un maggior impegno dei vicini e delle istituzioni che ci sono nella comunità. 
Dobbiamo approfittare che molti vicini si trovano a casa perchè è ferme la produzione o sono chiusi i servizi nei loro centri e convocarli alla soluzione dei problemi. Nei quartieri - ha reiterato - ci sono molte potenzialità e le dobbiamo utilizzare, approfittare di quello che uno sa fare per risolvere difficoltà che non necessitano molte risorse.

Come molte altre sue colleghe che hanno partecipato al dialogo, la dottoressa Tania Peón, capo dei servizi di salute mentale e addizioni 
a L’Avana ha parlato del lavoro che sviluppano le istituzioni nella lotta alle droghe e altri flagelli e la ferma condanna della società cubana di questi mali e che è stato vitale il ruolo della donna sulla quale ricadono i problemi più delicati della famiglia. 
«La donna cubana è sempre stata coraggiosa, la donna cubana è sempre stata imparabile e continuerà ad esserlo», ha indicato la specialista
affermando che le nostre donne continueranno a cercare questa forza che è dentro di noi e questa lotta la faremo e la vinceremo. 
La giovane Enya Moreno Díaz, dirigente di base di un blocco della FMC a Boyeros, è il più chiaro esempio di come le nostre ragazze stanno incontrando nella Federazione la loro organizzazione d’appartenenza, con il dinamismo, l’entusiasmo e la vitalità che loro stanno imprimendo, come le decine di adolescenti di 14 e 15 anni nel suo quartiere, che si stanno integrando all’organizzazione. 
La tenente colonnello Blanca Esther Ballester Salas, segretaria del blocco Alamar Est per 30 anni, ha parlato del ruolo della donna  nella difesa della Rivoluzione,  del lavoro comunitario con persone in situazione di vulnerabilità  e dell’attenzione ai giovani e agli adolescenti per prevenire problemi sociali, dal consumo di droga alla gravidanza precoce 
Nell’incontro è stato segnalato anche il lavoro che nell’Isola realizzano le Case d’Orientamento della Donna e della Famiglia,  spazi vitali per far sì che le persone agiscano, apprendano, possano prepararsi per una vita degna e piena. 

MANO DI DONNA

Nell’ incontro di  sabato 7 marzo, Díaz-Canel ha realizzato un’ampia analisi dell’attuale contesto nazionale e internazionale, con la certezzache l’ opera della Rivoluzione è un’opera che abbiamo sempre realizzato nel mezzo delle avversità dalle quali siamo sempre usciti vittoriosi. 
Ha condiviso con le compagne le idee che la FMC può proporsi come impegno nello scenario della partecipazione, nello scenario dell’attenzione dei problemi della donna in ogni comunità, nello scenario del lavoro con i giovani e nello scenario del lavoro economico a  livello comunitario, con la partecipazione delle comunità. 
Ha chiamato alla partecipazione in tutti gli spazi, a mantenere viva la permanente emancipazione della donna, a continuare ad alimentare la solidarietà della donna a livello di isolato, continuare a creare reti d’appoggio alle donne più vulnerabili, alle ragazze madri, a tutte perchè nessuna si senta abbandonata.  
Ha ricordato la permanente protezione che si deve dare alla salute della donna, perchè quando una donna ha salute, è sana la sua famiglia e è sana tutta la società.
Ha parlato del consolidamento della lotta contro la violenza, a continuare a moltiplicare gli spazi comunitari, ad ansare porta a porta  dove vive una compagna, per conoscere i suoi problemi, per aiutarla, perché nessuna si senta sola o maltrattata.
Il   Presidente, sul lavoro con le nuove generazioni, ha esortato la FMC a impulsare una maggior partecipazione delle giovani  nell’organizzazione. 
«Che le giovani federate costruiscano la storia della FMC in questi momenti. Tutto quello che fa la FMC deve avere una  rescita nella partecipazione delle giovani». 
Díaz-Canel ha sottolineato così la guida che c’è nella capacità d’occupare la Federazione nella battaglia economica nei quartieri,  come stimolare tutto quello che si può produrre nella comunità per la comunità e approfittare la creatività delle donne, in ogni luogo e nei più diversi ambiti.