
Febbraio ha fatto valere la sua condizione d’essere uno dei due mesi più freddi dell’anno in Cuba, con gennaio, e la mattina di ieri, lunedì 2 febbraio, all’alba sono stati riportati 1,4 gradi Celsius in Indio Hatuey, la temperatura più bassa di quest’inverno.
La dott. Laura Leiva Pit, specialista principale del Centro dei Pronostici dell’Istituto di Meteorologia, ha notificato a Granma che altri valori molto significativi sono stati registrati in luoghi puntuali delle provincie occidentali e centrali: 3,4 gradi, in
Jagüey Grande; 4,4, in Aguada de Pasajeros; 5,0, in Playa Girón; 5,1, in
Venezuela, Ciego de Ávila; 5,2, in Cienfuegos; 5,5, in Topes de Collantes e 5,8, in Güines.
Nella regione orientale spiccano Jucarito, Granma, con 6,8 gradi; 7,6, nell’Aeroporto Internazionale Frank País, di Holguín e 7,8 gradi, in Veguitas.
Questo calo marcato delle temperature obbedisce all’influenza d’una massa d’aria fredda e secca d’origine artica, una situazione che, durante l’alba, si è combinata con una diminuzione della velocità del vento e la poca nuvolosità, favorendo il freddo della superficie.
Cercando negli archivi incontriamo che il record nazionale di freddo in
Cuba è di 0,6 grados Celsius, stabilito a Bainoa, il 18 febbraio del 1996.
Tra le temperature minime più basse documentate nel nostro paese ci sono quelle di 1,0 gradi, a Unión de Reyes, e 1,2, a Indio Hatuey, tutte e due in Matanzas, il 21 gennaio del 1971; 1,5, a Indio Hatuey, il 16 gennaio del 2023; 1,8, a Güira de Melena, l’11 gennaio del 1970 e 1,9 gradi, a Colón, il 15 dicembre del 2010.
MENO ZERO GRADI A CUBA?
Anche se nei registri ufficiali non è mai stata registrata in Cuba una temperatura inferiore a zero gradi Celsius, esistono appunti di epoche preterite che suggeriscono questa possibilità.
Una delle testimonianze raccolte al rispetto rimonta all’anno 1800,quando il saggio tedesco Alejandro de Humboldt segnalò nelle sue note «d’aver visto una gelata in luoghi vicini a L’Avana.
Osservazioni realizzate decenni dopo da Andrés Poey y Aguirre, precursore della meteorologia scientifica nel nostro paese, riunite in un lavoro investigativo scritto sulla sua opera dal già deceduto meteorologo Roberto Ortiz Héctor, segnalano la crudezza dell’inverno del 1845, dicendo che ci fu la brina alla periferia di Santiago di Cuba.
Resalta Poey y Aguirre che, in San Diego Núñez, a 28 leghe da L’Avana, si congelò l’olio contenuto nelle lampade della pubblica illuminazione, fatto davvero incredibile che rende l’idea di quanto era scesa la temperatura.
Secondo Roberto Ortiz, la cosa più interessante scritta da Poey è il suo riferimento sulla neve caduta in una cima montagnosa di Pinar del Río, nel gennaio del 1852.
Un fatto che, secondo gli specialisti consultati da Granma, potrebbe avvenire solo con la persistenza di condizioni meteorologiche estreme, perchè nel loro cammino verso sud le masse d’aria molto fredda d’origine artica che provengono dal Nordamerica giungano ad influire su Cuba -come avviene in questi giorni- sono attenuate dalla acque del Golfo del Messico e lo Stretto della Florida.
COSA DICONO LE INVESTIGAZIONI PALEOCLIMATICHE
Studi realizzati dal professor Jesús Pajón Morejón –per molti anni investigatore e curatore del Dipartimento di Paleogeografia e Paleobiologia, del Museo Nazionale di Storia Naturale di Cuba– hanno apportato nuovi registri isotopici e curve di paleo temperature per gli ultimi 125 000 anni nella regione occidentale.
Tra le novità di maggior interesse spicca l’identificazione di eventi climatici mai riportati prima nell’Isola grande delle Antille e tra questi un periodo di freddo molto intenso denominato Younger Dryas, avvenuto nelle alte latitudini dell’emisfero nord da 12 000 a 11000 anni fa.
I risultati dell’investigazione che ha fatto parte del Progetto Nazionale di Cambio Climatico in Cuba, mostrano che in quell’epoca la temperatura media stimata
nell’occidente del arcipelago cubano fluttuò nell’ordine di 7 e 9 gradi Celsius; per tanto, è molto probabile che, in maniera puntuale, ci fossero valori di minime estreme inferiori al punto di congelamento.
Dato che stiamo transitando, da domenica 1º febbraio, per una sequenza di giorni freddi, è opportuno citare che il record con più fronti freddi per una stagione invernale è di 35, stabilito nel periodo 1976-1977.
La meno attiva è di 11, avvenuta nella tappa invernale 1996-1997, quantità uguagliata
nell’inverno 2017-2018. (GM/ Granma Int.)




