
Versioni stenografiche della Presidenza della Repubblica)
Caro Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione Cubana;
Compagno Miguel Díaz-Canel Bermúdez, Primo Segretario del Comitato
Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica;
Cari Comandanti della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez, e
Comandante dell’Esercito Ribelle José Ramón Machado Ventura;
Cari membri dei movimenti di solidarietà che ci fanno l’onore d’accompagnarci;
Cittadini e cittadine di Ciego de Ávila;
Cari compatrioti:
Incontrarci oggi qui celebrando il Giorno della Ribellione Nazionale a 72 anni dalle eroiche gesta dell’assalto alle caserme Moncada e Carlo Carlos Manuel de Céspedes, costituisce un orgoglio per tutti perchè è una chiara mostra della capacità di combattimento e resistenza del nostro popolo, per preservare la sua indipendenza e sovranità nell’impegno assoluto di costruire una società più giusta.
Assumendo le sfide che oggi affrontiamo, c’ispira il coraggio di quei giovani che guidati dal Comandante in Capo, Fidel Castro Ruz, furono protagonisti delle azioni del 26 di Luglio del 1953, che marcano l’inizio dell’ultima tappa della nostra lotta per la vera indipendenza.
La Moncada fu continuità dell’epopea cubana per la libertà, dalle gesta indipendentiste del XIX secolo, lo scontro ai governi codardi durante la pseudo repubblica, sino al crollo della tirannia di Fulgencio Batista.
“Quanto sacrificio e difficoltaà! Quante volte dovette reiniziare la lotta dopo ogni sconfitta!” esclamò il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz ricordando questa epica storia di perseveranza.
Dopo l’azione della Moncada vennero la prigione e l’esilio dei rivoluzionari, lo sbarco del Granma, la lotta nella Sierra Maestra e nel piano , sino a che –cinque anni, cinque mesi e cinque mesi dopo la Moncada, giunse il trionfo della nostra invitta Rivoluzione,
il Primo Gennaio del 1959.
Nei primi giorni del trionfo il nostro Comandante in Capo disse ben chiaro che il cammino non sarebbe stato facile.
Nel suo primo discorso a L’Avana precisò che forse nel domani tutto sarebbe stato più difficile, preparando il popolo per le enormi sfide che sarebbe venute.
Compagne e compagni:
Celebriamo la manfestazione nazionale in terra avilegna, scenario di numerose battaglie per conquistare e preservare l’indipendenza e la sovranità della Patria.
Da quando Céspedes liberò i suoi schiavi e proclamò la decisione di liberare la Patria, era trascorso meno di un mese quando un gruppo di patrioti avilegni si alzò in armi.
In quel pugno di valorosi spiccarono i fratelli Gómez Cardoso, ed è anche un simbolo del coraggio mambì, tra tanti patrioti, il brigadiere Juan Veloso.
Il maggiore generale Massimo Gómez scrisse col suo machete pagine eroiche
nella storia avilegna. Realizzó una prodezza che l’esercito coloniale considerava impossibile, superare il Cammino (la Trocha) da Júcaro a Morón al fronte di una colonna di circa 1 000 uomini. Inoltre attaccò e conquistò questa città e incursionò su Morón e varie fortificazioni spagnole.
Quando la guerra si riannoda nel 1895, Gómez supera nuovamente la Trocha, e
nel novembre dello stesso anno il Titano di Bronzo ripetè la prodezza al fronte della colonna degli invasori, formata da più di 1 500 combattenti.
In questo giorno di memoria e impegno riaffermiamo l’irrinunciabile fedeltà alle idee di Martí, Fidel e Raúl, una continuità basata nella lealtà ai principi della Rivoluzione.
Ciego de Ávila ha meritato la sede per il 26 di Luglio data la sua stabilità nell’esecuzione dei principi e degli impegni negli ambiti politico, economico e sociale, ai quali ha contribuito un’efficace sistema di lavoro e coordinamento del Partito e del Governo con il popolo, dove spicca la partecipazione attiva dei piu giovani, espressione e garanzia di continuità.
Questo ha permesso d’avanzare nella produzione degli alimenti, nella circolazione mercantile al minuto, nell’industria alimentare e nel turismo, settore nel quale si continua a sviluppare l’importante destinazione turistica dei cayos a nord, i Giardini del Re, possibile per la visione del Comandante in Capo, che precisamente nella commemorazione del 26 di luglio del 1980 concepì l’idea di costruire il terrapieno ,opera decisiva per questi risultati.
Si è avanzato nel recupero e la sostenibilità delle installazioni sociali. Ci sono risultati nell’educazione e nella gestione della scienza e l’innovazione applicate allo sviluppo locale, che contribuiscono a cercare e incontrare soluzioni ai problemi della popolazione.
Ugualmente s’avanza nella qualità dei servizi e nella preparazione per la difesa.
Siamo coscienti, prima di tutto gli avilegni, che quanto realizzato è lontano dal soddisfare le necessità e quindi non c’è spazio per l’autocompiacimento, ma ugualmente sono scuro d’esprimere il sentire del nostro popolo in nome della direzione del Partito e del Governo e specialmente del caro Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, ai compatrioti di questa provincia per i risultati realizzati, e con loro ai dirigenti del Partito, del Governo e delle organizzazioni di massa e sociali (Applausi).
E anche se queste conquiste non si possono definire rilevanti, abbiamo potuto constatare che esiste una migliore organizzazione, con disciplina e con esigenza, accompagnate da un forte impegno, responsabilità e entusiasmo dei collettivi di lavoro.
Con queste premesse e mantenendo lo spírito del lavoro e la dedizione dimostrate, è possibile consolidare quanto realizzato e continuare ad avanzare alla conquista di mete superiori.
Felicitiamo anche Sancti Spíritus, che ha ottenuto la condizione di città di spicco, che aveva meritato la sede di questa manifestazione nel 2024 e ha mantenuto un lavoro stabile negli ultimi anni. Ugualmente Guantánamo, ha meritato un riconoscimento per l’impulso ai programmi prioritari e gli impegni associati all’uragano Oscar.
Sono le tre province che costituiscono in questi momenti il plotone d’avanguardia. Alcune le seguono da vicino e il resto sta realizzando uno sforzo encomiabile, anche se con risultati più modesti.
Oggi, come mai prima, Cuba affronta sfide enormi, sia interne che esterne e noi, i suoi figli, lo facciamo con la stessa dignità e ottimismo di quella mattina della Santa Ana, con la certezza assoluta nella vittoria.
La capacità di superare ogni ostacolo è parte inseparabile della nostra identità nazionale e della storia rivoluzionaria del popolo cubano. Seguendo l’esempio della Generazione del Centenario, siamo qui per dire al mondo che la Rivoluzione Cubana è sempre in piedi,combattendo e senza rinunciare a costruire una società sovrana,
indipendente, socialista, democratica, prospera e sostenibile, con la
fronte in alto e la dignità intatta! (Applausi.)
Gli Stati Uniti, fedeli alla loro storia d’interventismo in questo continente, hanno reagito con ostilità di fronte all’esempio che Cuba rappresenta per un emisfero marcato dalla povertà e lo sfruttamento. La risposta di Washington fu lanciare politiche d’attacco permanente: tentativi d’invasione sabotaggi, terrorismo di Stato e in particolare, da circa 63 anni, un’aggressione economica multi dimensionale che si estende ad altri paesi e dai quali applica un blocco economico, commerciale e finanziario crudele e genocida, con effetto extra territoriale.
Questo maltrattamento sostenuto e spietato è paragonabile a un assedio in
tempi di guerra. Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz lo ha definito chiaramente:
«Il blocco economico degli Stati Uniti (…) costituisce realmente un’implacabile guerra contro il nostro popolo».
Compagne e compagni:
Questa politica crudele persiste, e l’attuale amministrazione statunitense
non ha variato la sua strategia d’asfissiare economicamente Cuba per
provocare disperazione e scontento interno.
Dall’ infame Memorandum del vice segretario assistente di Stato, Lester Mallory, nel 1960, che proponeva di provocare fame, disperazione e il crollo del Governo in Cuba, alle più recenti sanzioni, tutti i governi degli Stati Uniti e in particolare la nuova amministrazione dalle sue prime ore nella Casa Bianca, hanno mantenuto l’ obiettivo di piegare per fame e necessità il popolo cubano. Ma non ci sono riusciti e non ci riusciranno!
L’ aggressione esterna è permanente e danneggia fortemente e considerevolmente tutti i settori della società, ma saperlo e denunciarlo in ogni Forum possibile non significa che incroceremo le braccia e attribuiremo tutti problemi unicamente al blocco.
Esistono difficoltà interne, errori, deficienze che dobbiamo affrontare e risolvere con i nostri stessi sforzi, convinti che “Sì si può”, prima di tutto per la decisione, la laboriosità, l’intelligenza e l’impegno del popolo cubano.
Certo sono molti i problemi che restano e non tutti si potranno risolvere con la rapidità che desideriamo.
Nonostante, posso assicurare che continueremo a cercare per ognuno di questi la soluzione più razionale e la portata delle possibilità dell’economia. Sono sforzi che si presentano ogni giornoi in atteggiamenti pratici e in un maggior impegno del nostro popolo.
Un problema serio e bruciante che abbiamo di fronte è ridurre i molesti apagones che danneggiano tanto la popolazione, l’economia e in generale la vita del paese.
Non è un impegno facile ma, come abbiamo spiegato, esistono un Programma e una Strategia alle quali lavoriamo con l’obiettivo di realizzare gradualmente la stabilità nel servizio e la sovranità energetica
La direzione del paese ha insistito che è necessario sommarci tutti nella battaglia quotidiana contro i nostri errori, che aggravano le difficoltà obiettive derivate da cause esterne.
In altre parole dobbiamo lavorare con maggior efficienza, eliminare disonestà e correggere le deficienze nella nostra gestione economica per far sì che lo sforzo del popolo si traduca in risultati palpabili.
In questo proposito costituisce priorità l’implementazione del Programma del
Governo per correggere distorsioni e impulsare l’economia.
Nel concetto sono stati presi in considerazione i documenti del Sesto,Settimo e Ottavo congressi del Partito Comunista di Cuba, e integra l’essenza del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale sino al 2030 e altri piani specifici su settori e rami
dell’ economia, che nel loro congiunto tracciano il cammino per attualizzare il modello
economico sociale e preservare il socialismo.
Nella recente sessione dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare il popolo è stato informato ampiamente sui risultati, ancora discreti, che stiamo ottenendo e soprattutto
sul molto che resta da fare in questo, e le direzioni di lavoro che svilupperemo nel secondo trimestre.
In un giorno tanto importante rendiamo il più giusto e meritato omaggio all’eroico popolo di Cuba per la sua comprensione, la maturità e soprattutto per il suo spirito rivoluzionario e di vittoria, di fronte a tanti problemi e difficoltà e per la sua permanente disposizione di continuare a difendere la Rivoluzione su tutti i fronti, senza tralasciare nemmeno un attimo la difesa della Patria socialista basata, come stabilisce la Costituzione della Repubblica, nel concetto strategico di Guerra di tutto il Popolo.
Una menzione speciale va alle nostre Forze Armate Rivoluzionarie e al Ministero degli Interni, organismi che oltre a compiere la loro onorata missione, fedeli al legato del Comandante in Capo e agli insegnamenti del Generale d’Esercito, contribuiscono yen decisamente ai più importanti impegni che si sviluppano nel paese.
Il 26 di Luglio non è solo una ricorrenza storica; è un momento per riflettere su chi siamo, da dove veniamo e verso dove andiamo, con la convinzione, come disse il poeta, che «il sangue versato non è stato sangue inutile».
Quell’ assalto intrepido del 1953 ci ha dimostrato che gli ideali della giustizia possono più delle armi dei nemici della Rivoluzione.
Oggi, a sette decenni da quelle azioni d’eroismo, la missione che abbiamo è differente nella forma ma simile in essenza e consiste in sfidare poderose forze dominanti dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale, come ha segnalato il Comandante in Capo nel concetto di Rivoluzione, con lo stesso spirito d’audacia e sacrificio degli eroi della Moncada.
Corrisponde a questa e alle future generazioni salvare la Patria, la Rivoluzione e il socialismo!, e lo faremo tra tutti, con unità indistruttibile, direzione collegiata, fiducia nella vittoria, la guida del pensiero dei leadres storici e l’esempio dei patrioti nella Patria, perché per grandi che siano le sfide, il nostro popolo difenderà sempre la sua Rivoluzione socialista.
Il panorama internazionale è complesso; le crisi mondiali economiche, sanitarie, climatiche ci danneggiano come paese piccolo e bloccato.
In questo scenario, la politica estera della nazione continua ad essere rivoluzionaria e solidale. Difende la giustizia, il diritto alla libera determinazione e alla prerogativa di ogni paese di determinare sovranamente il suo proprio sistema politico. Promuove vincoli di rispetto e amicizia con tutti i paesi e i popoli del mondo, indipendentemente dalle differenze culturali o politiche. Sviluppa la cooperazione nel
senso più ampio, specialmente con i paesi del Sus.
L’ampliamento dei vincoli commerciali in funzione delle priorità di sviluppo e sostegno dell’economia continuerà a essere un obiettivo di prim’ordine.
In questa decisiva battaglia contiamo con la solidarietà delle donne e degli uomini per bene in ogni parte del mondo, come con i movimenti di solidarietà che oggi ci accompagnano (Applausi) e con l’amicizia e l’appoggio di numerosi governi e organizzazioni progressiste, in particolare quelle che formano l’ALBA guidate dal fraterno Venezuela, così come Vietnam, Cina e Russia, tra i vari paesi amici
(Applausi).
Continueremo l’apporto internazionalista ai popoli fratelli, come fanno migliaia di lavoratori della Salute, dell’educazione e altri settori che, lontano dalla patria e dalle famiglie, oggi stanno salvando vite e combattendo l’analfabetismo, seguendo il principio che «Cuba non offre quello che le avanza, ma condivide quello che ha».
Compagne e Compagni:
Il già vicino 2026 avrà un significato molto speciale. È l’Anno del Centenario del Comandante in Capo e in aprile si terrà il IX Congresso del Partito, che toccherà come priorità assoluta l’incremento delle produzioni nazionali, con enfasi sugli alimenti, le vie per aumentare l’ottenimento di divise, il recupero del Sistema Elettrico Nazionale; il rafforzamento dell’impresa statale socialista; l’ottenimento della stabilità macro economica; l’adeguata relazione tra il settore statale e il non statale; la riduzione dell’inflazione, la partecipazione dell’investimento straniero, l’efficienza e il risparmio.
Come ha affermato il Primo Segretario del Partito, compagno Miguel Díaz- Canel Bermúdez, alla chiusura del X Plenum del Comitato Centrale:
«Costituirà un congresso della continuità della Rivoluzione nel mezzo di un’avversa situazione globale e nazionale. Dovrà essere un congresso critico, che però proponga e approvi cammini per superare l’attuale situazione in condizioni di blocco sempre più indurito».
Sarà un congresso di tutti i cubani e i suoi principali documenti saranno sottoposti a un’ampia consultazione popolare.
Teniamo sempre presente che siamo i continuatori di un’opera immensa. Ogni nostra azione quotidiana - in una fabbrica, in un ospedale, in una scuola, in campagna, nel quartiere- deve onorare il sacrificio di coloro che diedero la vita per darci Patria.
Rinforziamo l’unità interna perché è lo scudo protettore della Patria di fronte alle campagne del nemico che ci vuole fratturare!
Consolidiamo la coscienza e lo spírito antimperialista nelle nuove
generazioni, per far sì che nessun canto di sirena, né una notizia falsa possano confonderle!
Lavoriamo con intelligenza e disciplina, sapendo che tutte le soluzioni, per piccole che siano, si sommano alla vittoria economica e sociale che necessitiamo!
Coltiviamo la solidarietà e i valori umani che sono la base del nostro socialismo; niente e nessuno potrá mai toglierci la fede nel futuro di questa Rivoluzione, nè l’allegría e l’entusiasmo che ci caratterizzano, e come sentenziò il Generale d’Esercito: “Superiamo queste difficoltà come abbiamo fatto sempre, combattendo!” (Applausi.)
Lo diciamo con la certezza che ci dà la storia vissuta e condivisa.
Questa Rivoluzione è invincibile perchè il popolo cubano le si mantiene fedele.
I nemici dei popoli non capiscono di sacrifici nè di dignità e per questo sono sempre sorpresi dal fatto che Cuba non è crollata nonostante le aggressioni.
Ma «Non conoscone bene il nostro popolo » - come disse il Generale
d’Esercito Raúl Castro Ruz- non conoscono la riserva morale, la coscienza
politica e la fibra patriottica che distingue il cubano».
Saremo sempre conseguenti con l’esempio della Generazione storica, di Fidel e Raúl, e di tutti i martiri che ci accompagnano dall’eternità. Andremo avanti con ottimismo, con fiducia e con unità. Perché la Moncada ci ha insegnato a trasformare le sconfitte in vittorie.
Seguiamo questo esempio in ogni impegno attuale. Con lo sforzo di ogni cubano degno e con la guida del Partito vinceremo le difficoltà presenti e riusciremo a costruire la società che tutti sogniamo.
Ratifichiamo in questa commemorazione le parole del Comandante in Capo,
nel gennaio del 1959, quando affermò: «La Rivoluzione non si debilita di fronte a un attacco, ma cresce, si fa più forte, perchè questa è la Rivoluzione di un popolo valoroso e combattivo»..
Conseguente con quest’idea, il 1º gennaio del 2024, il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz ha detto: «Oggi posso affermare con soddisfazione che la Rivoluzione Cubana, dopo 65 anni d’esistenza, lontana dal debilitarsi, si rafforza e come ho già detto una volta (…) senza compromessi, con nessuno in assoluto, solo con il popolo».
Compatrioti:
Quí non c’è spazio per la sconfitta. Se qualcosa ci insegna la storia di Cuba è che quando ci sono l’unità, la resistenza, il coraggio e le idee chiare, non esiste un nemico invincibile!
Sappiano quelli che s’impegnano per distruggere la nostra Rivoluzione che Cuba non si arrende! Cuba non zoppica, non si mette in ginocchio davanti a nessuno! La nostra dignità nazionale non è negoziabile e la difenderemo al prezzo che sarà necessario!
(Applausi.)
Gloria eterna agli eroi e ai martiri del 26 di Luglio! (Esclamazioni
di: “Gloria!”)
Viva la Rivoluzione! (Esclamazioni di: “Viva!”)
Vivano per sempre Fidel e Raúl! (Esclamazioni di: “Vivano!”)
Viva Cuba libre! (Esclamazioni di: “Viva!”)
Patria o Morte!
Venceremos!
(Ovazione.)






