
Ancora una volta l’orologio ha marcato la data del Giorno della Ribellione Nazionale, con l’orgoglio di tenere lì, con la bandiera in mano, il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione Cubana, protagonista delle gestadella Moncada, e da Ciego de Ávila è stato ratificato che questo popolo non rinuncerà mai alla sua sovranità.
Nella cerimonia nazionale presieduta anche dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, e con la presenza del Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez e del Comandante dell’Esercito Ribelle José Ramón Machado Ventura; di membri del Burò Politico e altre autorità del Partito, dello Stato e del Governo, il 26 di Luglio è divenuto, nel mezzo delle difficoltà che vive il paese, non solo un istante di celebrazione, ma una giornata di lavoro intenso d’unità e di mete realizzate.
Il primo ministro, Manuel Marrero Cruz, lo ha detto nel suo discorso centrale:«Oggi come mai prima Cuba affronta sfide enormi sia interne che esterne, e i suoi figli lo facciamo con la stessa dignità e ottimismo di quella mattina della Santa Ana, con la convinzione indiscutibile nella vittoria.
«Seguendo l’esempio della Generazione del Centenario, siamo quì per dire al mondo che la Rivoluzione Cubana continua in piedi, combattendo e senza rinunciare a costruire una società sovrana, indipendente, socialista, democratica, prospera e sostenibile con la fronte in alto e la dignità intatta!».
Ciego de Ávila è stata degno esempio di queste affermazioni e, come ha detto
Julio Heriberto Gómez Casanova, primo segretario del Comitato Provincialr del Partito: «Questa terra non solo guarda la memoria delle gesta più nobili, e vive con intensità ogni pagina scritta per la dignità cubana. (…)
Gli avilegni, 150 anni dopo, continuiamo a superare il nostro stesso cammino».
A SANTIAGO, L’OMAGGIO CHE NON MANCA MAI
Nella cerimonia solenne, corone di fiori a nome di Raúl e di Díaz Canel sono state poste con la presenza delle principali autorità politiche e governative di Santiago di Cuba nel Pantheon dei Martiri del 26, del cimitero Santa Ifigenia. ( GM/ Granma Int.)




