Dodici nazioni, guidate da Russia, Cuba, Venezuela, Iran, Corea del Nord e Nicaragua, hanno emesso una dichiarazione congiunta nella quale approvano la recente adozione nella ONU della Convenzione contro il Ciber Reato.
Nel documento si pianifica una visione di sicurezza digitale basata nel multilateralismo, la non ingerenza e il rispetto della legislazione nazionale di ogni Stato.
La dichiarazione diffusa dalle missioni diplomatiche firmatarie presso la ONU, risalta l’approvazione della Convezione nel 79º periodo di sessioni dell’ Asse mblea Generale, definendola un accordo universale senza precedenti, per combattere l’uso del ciber spazio con fini criminali.
Il trattato, promosso per iniziativa della Russia, negoziato con la presidenza dell’Algeria, stabilisce nuove cornici legali per la cooperazione internazionale nell’investigazione e la persecuzione dei reati informatici, includendo lo scambio di evidenze digitali in tempo reale.
Il gruppo ha incitato tutti gli Stati membri a firmare il documento nellacerimonia ufficiale prevista in Hanoi quest’anno, e a continuare a lavorare all’elaborazione di un protocollo addizionale che comprenda altri reati, abilitato da tecnologie digitali in accordo con le risoluzioni dell’Assemblea Generale.
Oltre all’appoggio alla nuova Convenzione, i paesi firmatari hanno richiamato la ONU a stabilire un Meccanismo Permanente di Sicurezza delle TICS, che sostituisca l’attuale gruppo di lavoro aperto sull’uso pacifico delle tecnologie dell’informazione (2021–2025).
Il testo è stato scritto da Russia, Bielorussia, Burkina Faso, Cuba, Corea del Nord, Egitto, Iran, Irak, Kirguistan, Laos, Nicaragua e Venezuela, tutti Stati che hanno denunciato precedentemente l’uso delle tecnologie digitali con fini di pressione geopolitica o sovversione interna.(GM/ Granma Int.)




