
Baire, Santiago de Cuba. –Nuovamente la cornetta mambì e il grido di Libertà o Morte sono risuonati dal Parco della Rivoluzione di Baire, con le parole del Colonnello Florencio Salcedo, dette 130 anni fa:«Basta lottare con i galli, è l’ora di lottare con gli uomini e non con gli animali per l’indipendenza di Cuba. Chi vuole vedere Cuba libera ci accompagni fino alla piazza».
La Patria ha celebrato così a Baire, la data che marcò la continuità delle lotte per l’indipendenza – il 24 febbraio del 1895, con l’inizio della Guerra Necessaria concepita da José Martí–, in una cerimonia guidata dal Primo Segretario del Comitato Centralr del
Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez; dal membro del Burò Politico e segretario dell’Organizzazione del Comitato Centrale, Roberto Morales Ojeda; dirigenti del Partito e del Governo a differenti livelli e capi militari.
L’impegno delle nuove generazioni con la Rivoluzione, unica per la sua contnuità storica è stato ratificato dalla giovane Yetsi Gamez Marín.
Quella data il cui simbolismo indiscutibile si mantiene attraverso la storia - come nella proclamzione delle Costituzioni del 1976 e 2019–, fu «la dimostrazione che la fiamma della ribellione non si era spenta (…) carica di senso per la giustizia (…) consenso e unità» ha detto, Roberto Morales Ojeda, nel discorso centrale.
«Per questo siamo tornati a Baire, ha affermato, come fece il Comandante in Capo alcuni giorni prima del trionfo della Rivoluzione (…) e confermiamo che le nostre lotte non sono terminate (…) Cuba necessita che si facciano bene le cose. Lo spirito di Baire dev’essere moltiplicato».
Offerte di fiori sono state poste dal mandatario davanti ai busti e all’obelisco ubicato nel Parco della Rivoluzione –edificato dai veterani nei primi anni della Repubblica–, e il popolo ha realizzato la tradizionale e affollata peregrinazione guidata dalla cavalleria sino al cimitero locale, nel quale riposano quattro generali e vari combattenti delle gesta per l’indipendenza.
Non poteva mancare in questa significativa giornata l’omaggio all’Apostolo José Martí nel suo mausoleo, ubicato nel cimitero patrimoniale Santa Ifigenia. Lì sono state offerte corone di fiori inviate dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione Cubana; del Presidente Díaz-Canel; del titolare dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Esteban Lazo Hernández, e una a nome del popolo di Cuba.




