OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Nel  mezzo di una crisi economica marcata da limiti nell’accesso a divise straniere, le criptomonete hanno cominciato a guadagnare protagonismo in Cuba come alternativa per le transazioni commerciali e la preservazione del capitale.
Alexis Massó Muñoz, direttore de Sistema dei Pagamenti del Banco Centrale di Cuba (BCC), ha conversato sull’impatto dei criptoattivi
nell’economia nazionale, gli sforzi regolatori per ordinarli e le prospettive del futuro per la loro adozione nel paese.

- Cosa ha motivato il BCC a interessarsi alle criptomonete?

-  L’interesse radica nel potenziale ch ehanno le criptomonete per offrire  soluzioni economiche nel mezzo delle limitazioni finanziarie del paese.
«Inoltre gli attori economici, specialmente i lavoratori indipendenti e le micro, piccole e medie imprese (mipymes), hanno mostrato interesse in usarle per acceder ea mercati internazionali e differenziare i loro metodi di pagamento».

- Come descriverebbe l’adozione delle criptomonete in Cuba, paragonandola con altri paesi?

-  In Cuba, il mercato delle criptomonete è informale, ma il loro uso è cresciuto rapidamente. Durante la pandemia della COVID-19, si fomentò la loro adozione tra attori non statali che le utilizzavano per le esportazioni.
«Anche se non contiamo con dati esatti, si calcola che tra 300 000/400 000 cubani hanno utilizzato criptomonete. Questo riflette un’adozione significativa, considerando le nostre restrizioni tecnologiche ed economiche».
- Che livello di conoscenza tecnico è necessario per cominciare a operare con le  criptomonete?
-  È essenziale intendere concetti basici come la maniera in cui funzionano i biglietti digitali e la sicurezza nelle transazioni.
 
«La descentralizzazione delle criptomonete permette che siano accessibili, anche la mancanza d’infrastruttura tecnologica nel paese può essere un ostacolo».

- Quali sono le piattaforme più comuni tra i cubani per acquistare  criptomonete?

-  Piattaforme come Tropipay e applicazioni internazionali che facilitano lo scambio di criptoattivi sono stati chiavi in Cuba. Inoltre molti cubani  utilizzano reti  Peer-to-Peer (P2P) per scambiare criptomonete in maniera diretta.
«Le P2P sono un tipo di rete nella quale i dispositivi o computers  si connettano direttamente tra loro, senza la necessità di un servitore centrale che controlli o amministri la comunicazione.
In una rete P2P, ogni dispositivo (o «peer») attua tanto come cliente che come servitore, condividendo risorse come archivi, stampanti, o anche il potere dell’elaborazione.
«I vantaggi includono una maggior resistenza agli errori, dato che se un nodo cade, gli altri possono continuare a operare senza interruzioni significative e maggior scalabilità.
«Senza dubbio possono essere molto più vulnerabili a problemi di sicurezza dato che i nodi individuali hanno più controllo sulla rete e possono essere punti d’entrata per minacce, se non si gestiscono adeguatamente».

- Come danneggia l’infrastruttura tecnologica del paese l’uso delle criptomonete?

-  I limiti in connessione e accesso a una tecnologia avanzata rappresentano una sfida  importante. Senza dubbio  a misura che la digitalizzazione avanza, si spera che questo faciliti maggiormente l’uso delle criptomonete in settori chiave dell’economia.
- Che ruolo giocano nell’invio e il ricevimento di rimesse in Cuba?

-  Sonostate un’ alternativa effettiva per sorteggiare restrizioni  economiche e finanziarie, specialmente quelle  vincolate al blocco degli USA.
Le criptomonete permettono di realizzare trasferimenti rapidi e sicuri senza dipendere dalle banche tradizionali.


- Come hanno impattato le criptomonete nei piccoli affari e negli imprendimenti del paese?

-  Hanno aperto nuove possibilità d’accedere a mercati internazionali e ricevere pagamenti in divisa straniera. Questo è specialmente importante per  le mipyme, che cercano di differenziare le loro fonti d’entrate.

- Esistono regole specífiche sullecriptomonete in Cuba?
-  Sì. Nel 2021, il Banco Centrale di Cuba aveva emesso risoluzioni come la 215 e la 89, che regolano l’uso di criptoattivi e permettono alle imprese di sollecitare autorizzazioni per operare con queste monete. Queste misure garantiscono un uso ordinato e sicuro delle criptomonete in differenti settori economici.
- Quali sfide legali e di sicurezza affrontano gli usuari dell’Isola?
-  Una delle sfide principali è la mancanza d’accesso a molte piattaforme internazionali per colpa del blocco. Questo limita le opzioni disponibili  e, in alcuni casi, obbliga gli usuari a ricorrere a soluzioni informali.
«Per superare le restrizioni e accedere a piattaforme bloccate, gli usuari a minuto ricorrono al VPNs, proxie, e altri strumenti per cambiare la loro ubicazione virtuale. Inoltre possono utilizzare servizi di terzi per realizzare transazioni o acquistare prodotti e questo può essere pericoloso».

- Che percezione crede che esista in maniera generale sulle criptomonete?

- C’è una miscela d’entusiasmo e sfiducia. Mentre alcuni le vedono come un’opportunità per affrontare restrizioni economiche, altri dubitano della loro sicurezza e stabilità. L’interesse cresce a misura della diffusione delle informazioni sul loro uso e benefici.
 
- Come vede il loro futuro in Cuba?

- Il piano è studiare e implementare il loro uso in transazioni commerciali dove sia possibile incorporarle come un altro metodo di pagamento in settori chiave. Se riusciamo a migliorare le infrastrutture  tecnologiche  e aumentare l’alfabetizzazione digitale, le criptomonete potranno integrarsi in maniera più formale nel sistema finanziario del paese.
 
 PER GRATIFICARE, UN QUADRO D’INTERESSE A PARTE

• Una criptomoneta è un sistema elettronico che cerca di sembrare denaro ma che invece d’utilizzare banche o istituzioni, utilizza algoritmi  matematici (criptografici) che stanno in migliaia di computers nel mondo, permettendo di realizzare transazioni senza una terza persona di fiducia  (banche, agenzie).

• Le criptomonete hanno ottenuto un’ascesa  dalla creazione del bitcoin, nel 2009. Il primo pagamento effettuato con questo sistema fu quello di una pizza per un valore di 10 000 bitcoins.

• Attualmente, 1 bitcoin equivale a 101,600 dollari.

•  Nel  2019 il bitcoin guadagnò un maggior protagonismo, raggiungendo valori importanti, trascinando il mercato delle criptomonete. Oggi si pubblicano circa  30,000 criptomonete.

• Nel 2017, nell’Università de L’Avana si creò un gruppo per studiare lo sviluppo delle criptomonete e la tecnologia dei blockchain.
Sviluppò  una blockchain in Tecnomatica per Cupet, sulla tracciabilità del combustibile d’aviazione e una blockchain in ETI, per il traspasso della proprietà dei medicinali di BioCubaFarma al Ministero di Salute. Si lavora inoltre in una per il Banco Centrale di Cuba.

• Nel 2021, Cuba fece più ricerche in Google su questo tema nella regione dei Caraibi. •

Fonte: Programma Televisivo Mesa Redonda del 31 gennaio del 2025. (GM/Granma Int.)