OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Numerose fiaccole hanno protetto la fiamma di José Martí tra generazioni diverse, fraterne però nell’omaggio a un uomo di tutti i tempi. Photo: Estudios Revolución

Un fuoco in giovani mani ha sceso la scalinata dell’Università de L’Avana nella notte del 27 gennaio.
Come in tutta Cuba, numerose fiaccole hano protetto  la fiamma di  José Martí tra generazioni diverse, fraterne però. Nell’omaggio a un uomo di tutti i tempi dell’universalità dell’Apostolo, hanno sfilato bandiere di paesi amici e di un gruppo di accompagnanti stranieri e si è ascolatato un reclamo che è come del mondo intero : Free Palestine!
Il clamore è stato una certezza: tutte le cause giuste sono una causa martiana. Come intuì, «la vita è doppia»; persino infinita, per esseri come lui.
La cerimonia  d’omaggio è stata presieduta dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione Cubana –testimone eccezionale di quella prima Marcia delle Fiaccole che, nel 1953, non lasciò morire Martí «nell’anno del suo centenario»–; dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez e dai membri del Burò Politico Esteban Lazo Hernández, presidente dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare, Roberto Morales Ojeda, segretario dell’Organizzazione del Comitato Centrale; José Amado Ricardo Guerra, segretario del Consiglio dei  Ministri, e dal cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla, tra le molte autorità.
Il presidente della Federazione Studentesca Universitaria, Ricardo Rodríguez González ha risaltato la vigenza delle  parole di Fidel quando evocò il  Maestro: «Oggi più che mai necessitiamo i suoi pensieri, (...) le sue idee».
José Martí suppone un pericolo terribile nelle intenzioni egemoniche di colonizzare la nostra sovranità e l’auto determinazione; per questo i nostri nemici  tentano di nasconderlo e cambiare il colore della sua purezza, incapaci  di comprendere la sua attrazione, ha detto.
Rodríguez González ha convocato all’utilità della virtù nelle battaglie quotidiane ed ha chiamato ad assumere «la grande  epica del quotidiano, del dovere semplice e della maggior gloria con la Patria dall’impegno più piccolo.
Ha assicurato che solo il lavoro senza stanchezza è un onore per la nazione e la sua gente.
La marea giovane che ha acceso la notte di lunedì 27 in tutta Cuba con una luce martiana, è stata accompagnata a L’Avana anche dal Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez, e dal Comandante dell’Esercito Rebelde, José Ramón Machado Ventura, che parteciparono a loro volta a quella marcia fondatrice di questa tradizione rivoluzionaria. ( GM/Granma Int.)