
Tra le consegne che dopo il trionfo del gennaio del 1959 sintetizzano la Volontà di lotta dei rivoluzionari cubani , spiccano Patria o Morte! e Socialismo o Morte!
L’origine della prima è ben conosciuta: il 5 marzo del 1960, nelle onoranze funebri alle vittime del sabotaggio terrorista alla nave a vapore La Coubre, avvenuto il giorno prima, Fidel disse: «Nuovamente non abbiamo altra alternativa di quella con cui iniziammo la lotta rivoluzionaria:quella della libertà o della morte. Solo che ora libertà significa qualcosa di più: libertà vuole dire patria e la nostra alternativa sarebbe Patria o Morte».
Tre mesi dopo, in giugno, Fidel aggregò una parola essenziale che condensava la sua sicurezza nella vittoria:«Per
ognuno di noi, individualmente, la consegna è Patria o Morte!, ma per il popolo, che alla lunga sarà vittorioso la consegna è Vinceremo !».
Divenne abituale che i suoi interventi e quelli di molti altri compagni, a tutti i livelli, concludessero con un forte Patria o Morte! Vinceremo!».
Senza dubbio si conosce e si ricorda meno il momento in cui Fidel pronunciò per la prima volta la consegna Socialismo o Morte! Fu il 1º gennaio del gennaio del 1989, a Santiago di Cuba, commemorando il 30º anniversario
del trionfo della Rivoluzione.
Davanti ai preoccupanti fenomeni che avvenivano nella URSS e in altri paesi socialisti dell’Europa alla fine del decennio degli ’80, Fidel segnalò la responsabilità che aveva la Rivoluzione cubana in quei tempi di confusione di fronte ai popoli del mondo.
Affermò: «Quelli che sognano che un giorno la Rivoluzione potrà essere abbattuta s’ingannano (...) per questo, con più forza che mai diciamo oggi: Socialismo o Morte!, Marxismo-Leninismo o Morte!, che è quello che significa oggi quel che abbiamo tante volte ripetuto in tutti questi anni: Patria o Morte Vinceremo!».
Nel suo potente discorso pronunciato in quello stesso anno a Camagüey, nella manifestazione centrale per il 26 di Luglio, Fidel reiterò questa filosofia di lotta, nel caso in cui avvenisse l’inimmaginabile: la scomparsa dell’Unione Sovietica.
E fu così. Il nostro popolo affrontò con stoicismo il durissimo impatto dello «sconvolgimento» del campo socialista, deciso a salvare «la Patria, la Rivoluzione e le conquiste del socialismo», e si ascoltò Silvio ch ecantò davanti ai delgati al 4º congresso del partito nell’ottobre del 1991 su petizione di fidel qusta volontà di resstenza nella cnazone El necio
Fidel, tan atento siempre a los símbolos, no pasó por alto la importancia de recordar cuándo había surgido la nueva consigna.
El 1ro. de enero de 1994 dijo: «Hace cinco años, desde esta misma tribuna, se proclamó la valiente consigna de ¡Socialismo o Muerte! Tres aniversarios históricos, en número redondo, conmemoramos hoy: el trigésimo quinto del 1ro. de Enero; el décimo de la declaración de Ciudad Héroe y de la condecoración, la entrega de la Orden; y el quinto de la proclamación de la consigna de ¡Socialismo o Muerte!».
El pasado 20 de diciembre, el Primer Secretario del Comité Central del Partido y Presidente de la República, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, como
hizo en su discurso en Santiago de Cuba, por el aniversario 65 de la Revolución, culminó sus palabras con una convocatoria que mantiene toda
su vigencia, porque expresa la decisión de no traicionar jamás los principios: «¡Socialismo o Muerte!, ¡Patria o Muerte, Venceremos!».
¿Cuándo Fidel dijo por primera vez la consigna ¡Socialismo o Muerte!?
o Muerte, Venceremos!».




